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La città
Senza fissa dimora bullizzato a Barletta: scatta la denuncia, appello dell'Ambulatorio Popolare
«Lo straniero è quello umiliato. Gli incivili violenti sono barlettani»
Barletta - lunedì 21 settembre 2026
9.01
Dopo quello che abbiamo visto nei video di bullismo contro una persona senza dimora, Cosimo Matteucci, a nome di tutto l'Ambulatorio Popolare, rivolge un appello diretto ai genitori. «Fare un figlio non è soltanto una scelta privata. È anche una responsabilità sociale. Perché quei ragazzi che ridono mentre umiliano una persona più fragile non sono comparsi dal nulla. Sono cresciuti nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre strade. Sono il prodotto anche di ciò che abbiamo insegnato — o non abbiamo insegnato — sul rispetto, sulla dignità, sulla differenza tra forza e sopraffazione. E allora smettiamola, per un momento, di cercare il problema sempre fuori da noi».
Nei giorni scorsi ha destato grande sconcerto il video diffuso su TikTok in cui giovani barlettani bullizzano un senza dimora, originario della Moldavia. «Gli si avvicinano mentre è lì, indifeso. Lo insultano. Gli scrollano le sigarette sul viso, facendogli cadere la cenere persino in bocca. Ridono mentre lo fanno. Riprendono i loro gesti squallidi. E poi pubblicano tutto su TikTok, vantandosi», così aveva narrato l'episodio Cosimo Matteucci, presidente dell'Ambulatorio Popolare di Barletta.
Nella giornata di ieri, l'Ambulatorio Popolare ha provveduto a sporgere denuncia su quanto accaduto.
Adesso l'appello è a prendere coscienza e trovare soluzioni. «Il problema non è necessariamente il migrante arrivato da lontano. A volte il problema ce l'abbiamo in casa nostra, nella nostra pancia, nei figli che abbiamo cresciuto senza insegnare loro che chi è più debole non si deride, non si umilia, non si usa per fare spettacolo sui social. Ai genitori chiediamo questo: guardate, ascoltate, parlate con i vostri figli. Non delegate tutto alla scuola, alle istituzioni, alla polizia, ai servizi sociali.
Educare significa anche insegnare che esiste un limite che non si supera mai: la dignità dell'altro.
Se vogliamo una città migliore, dobbiamo cominciare da qui».
Nei giorni scorsi ha destato grande sconcerto il video diffuso su TikTok in cui giovani barlettani bullizzano un senza dimora, originario della Moldavia. «Gli si avvicinano mentre è lì, indifeso. Lo insultano. Gli scrollano le sigarette sul viso, facendogli cadere la cenere persino in bocca. Ridono mentre lo fanno. Riprendono i loro gesti squallidi. E poi pubblicano tutto su TikTok, vantandosi», così aveva narrato l'episodio Cosimo Matteucci, presidente dell'Ambulatorio Popolare di Barletta.
Nella giornata di ieri, l'Ambulatorio Popolare ha provveduto a sporgere denuncia su quanto accaduto.
Adesso l'appello è a prendere coscienza e trovare soluzioni. «Il problema non è necessariamente il migrante arrivato da lontano. A volte il problema ce l'abbiamo in casa nostra, nella nostra pancia, nei figli che abbiamo cresciuto senza insegnare loro che chi è più debole non si deride, non si umilia, non si usa per fare spettacolo sui social. Ai genitori chiediamo questo: guardate, ascoltate, parlate con i vostri figli. Non delegate tutto alla scuola, alle istituzioni, alla polizia, ai servizi sociali.
Educare significa anche insegnare che esiste un limite che non si supera mai: la dignità dell'altro.
Se vogliamo una città migliore, dobbiamo cominciare da qui».
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