Conferenza stampa FIOF
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R-Evolution, missione compiuta: ospiti prestigiosi nel cuore di Barletta

Il pubblico ha potuto apprezzare immagini del più alto calibro artistico e tecnico

«La missione culturale del FIOF è andata avanti imperterrita ed è giunta a conclusione. Eppure, sembrava che la mano di un Dio ingiusto si fosse abbattuta sull'uomo. Prima lo scontro dei due treni tra Andria e Corato, poi il terrorismo a Nizza, infine il maltempo con straordinarie escursioni verso il basso e gli allagamenti a Barletta. Insomma, una difficilissima (per usare un eufemismo) situazione globale in coincidenza proprio con R-evolution, la manifestazione fotografica organizzata e gestita dal Fondo Internazionale per la Fotografia. Ciò nonostante, nel pieno rispetto delle vittime in terra di Puglia e di Francia, gli eventi si sono svolti con successo. La conferenza introduttiva che il 13 luglio si è tenuta presso il Palazzo della Marra, dopo il raccoglimento dovuto in segno di rispetto per i poveri deceduti a causa del terribile evento del giorno prima, ha visto Ruggiero Dibenedetto, presidente nazionale del FIOF, prendere la parola e spiegare quali fossero le linee tematiche della manifestazione. Dibenedetto ha posto l'accento sul linguaggio della fotografia quale ponte verso il mondo, tutto da esplorare, e vera linea di congiunzione con i propri simili – una necessità per i nostri giovani.

Rispetto alle attuali problematiche sociali, poi, ha sottolineato la necessità di una vera e propria rivoluzione culturale da parte dei ragazzi, attuata anche grazie alla fotografia di denunzia (ma a tutta la fotografia, comunque). Immediatamente dopo, in rappresentanza dell'amministrazione comunale cittadina, è intervenuto l'assessore Gammarrota che ha espresso la solidarietà per le vittime del tragico incidente ferroviario e ha evidenziato l'importanza di manifestazioni di elevata cifra culturale. Infine, per conto delle rispettive associazioni, si sono succeduti: Francesco Divenuto (presidente provinciale Confcommercio), Salvatore Liso (presidente provinciale Confapi), Marco Barone (Patto Nord Barese Ofantino), Giuseppe Corcella (segretario provinciale Confartigianato), Sergio Fontana (presidente provinciale Confindustria). Già dalla sera del 13 si è entrati nel cuore di R-evolution attraverso le mostre di importanti autori, gli eventi e gli incontri programmati per i successivi quattro giorni. L'esposizione fotografica si è snodata attraverso i prestigiosi siti storici barlettani, dallo stesso palazzo della Marra alla Prefettura e al Castello Svevo.

Il pubblico, accorso numeroso, ha potuto apprezzare immagini del più alto calibro artistico e tecnico. Praticamente vi era l'intero panorama del genere fotografico: reportage, ritratti dei divi del passato, ritratto ambientato, denunzia, drammi sociali, astrazione, street photography. I rappresentanti della nobile arte fotografica che hanno offerto i propri lavori all'occhio attento di chi, con curiosità, ha frequentato le sale delle varie mostre sono stati: , Rinaldo Alvisi, Alberto Cicchini, Andrea Rossato, Antonio Gibotta, Catia Mencacci, i ragazzi del Caffè Fotografico di Minturno, Chiara Samugheo, Claudia Canale, Damiano Lamonaca, Daniela Ciriello, Danilo Balducci, DDIArte, Diego Pizi, Domenico Tattoli, Eolo Perfido, Francesco Mosca, Giuseppe Savino, Heinz Innerhofer, Luigi Grieco, Mario Vitolo, Mimmo Ricatti, Nicolas Tarantino, Niko Giovanni Coniglio, Nunzia Borrelli, Patrizia Burra, Roberto Colacioppo. L'acme si è toccato con alcuni dei fotografi citati che, presso i luoghi deputati, hanno presentato progetti e portfolio di altissimo interesse artistico, sociale e culturale.

I professionisti, poi, si sono letteralmente consegnati al pubblico, sempre numeroso, che non ha perso l'occasione per porre domande, finalizzate a una esplorazione dei temi rappresentati e a un costruttivo, quanto piacevole confronto. La sera di mercoledì 13 luglio, giorno della conferenza di inaugurazione, presso il Ristorante Dadà sulla Litoranea di Ponente, Francesco Mosca, vincitore a Parigi nel 2016 del "gold award" nel prestigioso concorso "PX3 Grand Prix de la photographie, ha presentato il libro "L'amore non ha radici". Si tratta di fotografie che ritraggono gli anziani ospiti di una casa di riposo. Le opere, ineccepibili dal punto di vista stilistico e compositivo, senza mai cadere nel pietismo di maniera, godono di un contenuto forte ed energico che suscita profonde emozioni e muove alla riflessione. Il successivo 14 luglio, accolti dal Circolo Tennis Barletta, si è avuta la presenza di una vero e proprio astro della fotografia, Chiara Samugheo, seguita a ruota da Danilo Balducci e Nicolas Tarantino, rinomati fotoreporter. La Samugheo "giovane" ottantenne ha fotografato tutte le stelle del passato, artisti, intellettuali, dalla Bardot a Pasolini. Ma il vero punto di interesse è che la nota ritrattista ha fatto parte degli importanti circoli letterari degli anni '60, intrecciando rapporti di amicizia con scrittori del calibro di Moravia e dello stesso Pasolini. Le sue fotografie, mai banali, per la particolare composizione e scene ricreate denunciano anche il suo amore per il teatro, quando giovane fu scelta da Strehler per un provino. La timidezza di recitare in pubblico la dissuase, restituendocela straordinaria fotografa (la prima donna italiana a diventare fotografa professionista). Danilo Balducci, pluripremiato a livello internazionale, è noto per il suo costante impegno nel reportage sui migranti che passano per Idomeni.

Sempre in prima linea sui luoghi carichi di tensione e gravidi di oggettive difficoltà, Danilo ha mostrato anche un intero percorso fotografico sull'Armenia che fu colpita dal terremoto che, con una sola scossa, fece 25.000 morti. L'intensità e la potenza delle immagini in bianco e nero mostrate ha realmente "ferito" cuore e mente dei presenti. Il reporter, in esordio d'intervento, aveva invitato a riflettere sul tema legato all'etica del fotografo. Gli è succeduto (di certo non perché secondo) Nicolas Tarantino. Questi da ben tre anni collabora con la Onlus "Lega Filo d'Oro" che, impegnandosi con tutte le possibili energie, assiste i soggetti sordociechi, anche nel difficilissimo tentativo di recuperarli. Impegno prestato tra mille difficoltà economiche e fondi che scarseggiano sempre. Osservate con la più grande cura le immagini proiettate, si è potuta apprezzare l'indiscussa "qualità del pensiero fotografico" del noto reporter (pluripremiato a livello internazionale) insieme a una evidente volontà di far emergere non solo i tratti della drammatica vicenda umana, ma anche le oggettive difficoltà che la Onlus deve quotidianamente affrontare. E' intervenuta anche la mamma di uno dei ragazzi seguiti, la quale ha fatto toccare con mano ai presenti la dimensione di un mondo sconosciuto ai più, ma che ha al suo interno la "bellezza della imperfezione".

Si sono avuti, insomma, momenti di alta cultura e di impegno sociale che, nel mondo d'oggi non dovrebbero mai mancare. Il 15 luglio, a causa dei fatti di Nizza, per una sentimento di profondo rispetto, è stato rinviato l'evento con l'autore Rinaldo Alvisi e lo scrittore, cantautore Francesco Lodato in cui, avrebbe dovuto offrire una particolarissima interpretazione che, grazie a un unico collante artistico, riunisse musica, immagini e parole (tre modi distinti di realizzare immagini). Ma veniamo al giorno 16. Presso "Ipanema club", hanno presentato il frutto del proprio impegno professionale Andrea Rossato e Angelo Ferrillo. Il primo, attraverso la fotografia, ha dimostrato di rivolgersi a un modello culturale ben preciso, prediligendo reportage strutturati, che prendano vita seguendo un intero percorso all'interno di realtà sociali ben definite. Dotato di tecnica sopraffina, Rossato ha fatto conoscere ai numerosi presenti l'imperfezione dovuta alla perfezione dei corpi dei manichini. Corpi perfetti, totalmente privi di umanità, vuoti simulacri pagani che esprimono il senso di inquietudine, i silenzi e i disagi della società moderna. Ha poi concluso il suo intervento raccontando (per immagini ovviamente) la gioia che proviene, come sempre, da momenti naturali e alla portata di tutti: bambini, adulti, anziani che, durante la stagione estiva, si divertono giocando in mare o, molto più semplicemente, si rilassano e si godono la giornata. Immediatamente dopo, ha preso la parola Angelo Ferrillo, il quale è costantemente impegnato nella diffusione di una particolare forma di fotografia, la cosiddetta "street photography". E' un genere che, pur esistendo da sempre, sta catalizzando l'attenzione di tutti specialmente in questo periodo storico, attuandosi secondo schemi sempre più moderni, dai quali spesso si svincola lasciando prevalere istinto e capacità di non catturare il "momento". E' una fotografia di qualità difficile da realizzare. E' necessario, infatti, saper coniugare situazioni apparentemente scorrelate e trovare, in un istante fotografico, il legame, a volte anche solo concettuale, che unisca geometrie, luci, colori, ombre, situazioni o anche espressioni improbabili a vedersi insieme.

A volte, poi, la "street photography" raggiunge le stesse finalità del quadro sociale o artistico. Ferrillo è anche esponente di spicco del progetto ISP (Italian Street Photographers) che raccoglie un gruppo di giovani fotografi dediti al genere, coordinati da Angelo Cucchetto. Ferrillo ha presentato il libro fotografico di ISP di recentissima pubblicazione. Nella serata successiva, domenica 17 luglio, tra le prestigiosa mura del palazzo della Marra, la manifestazione ha raggiunto il suo positivo epilogo con la presentazione delle fotografie di Antonio Gibotta, giovanissimo fotografo professionista il cui valore è stato riconosciuto con numerosi premi internazionali. Le qualità di Antonio Gibotta sono state descritte ampiamente in una recensione del direttore del comitato scientifico del FIOF. Alcuni passi consentiranno di comprendere lo spessore del reporter: "Le immagini del lavoro fotografico di cui scriverò in questa sede mi hanno meravigliato, generando, prima nei miei occhi, poi nel mio animo, una vera e propria stupefazione. Sono tra le più belle che abbia mai visto da quando mi occupo di fotografia (sono all'incirca quaranta anni). Quanto al dato tecnico, sul quale non intendo soffermarmi, è evidente la perfezione stilistica e compositiva. Ciò è oggettivo e chiunque può cogliere l'esattezza della mia affermazione. Mi interessa, invece, sottolineare gli aspetti filosofici e narrativi del reportage di Antonio Gibotta. Per narrazione non voglio affatto dire "sterile resoconto", bensì immaginazione, fantasia, letteratura. Ma entriamo nel vivo della nostra discussione. Le fotografie sono quelle dei bambini nudi che fanno il bagno in un fiume, o in un lago, non so esattamente, giocando e divertendosi. Con questo suo reportage, l'autore è riuscito in una impresa tanto ardua quanto improbabile; è riuscito a fotografare ciò che non si vede, ciò che è perennemente invisibile: il sentimento o emozione. Antonio Gibotta è stato capace di riportare ai nostri occhi la gioia. Pur immergendosi completamente in quei momenti di vita – lo si capisce perfettamente guardando le immagini – lo ha fatto con discrezione, mantenendo una certa distanza che, però, non lo ha allontanato spiritualmente ed emotivamente dai bambini e dai loro giochi.".

Infine, proseguendo nell'interessante confronto che si è avuto la sera precedente, è tornato sul palco Angelo Ferrillo che ha continuato a parlare di fotografia e, in sintonia con FUJIFILM ITALIA, ha illustrato il suo personale workflow, generando ulteriori spunti di riflessione e di dialogo. Sono stati sempre presenti durante la manifestazione, fornendo il più valido sostegno, Francesco Mosca (Presidente FIOF Regione Molise), Luigi Grieco (presidente regionale FIOF Lazio), Roberto Colacioppo (presidente regionale FIOF Abruzzo), Giuseppe Savino (presidente regionale FIOF Puglia). L'univoco grido che ha celebrato la discesa del sipario è stato: "Ad maiora!". Auspichiamo, tutti, una felice ripetizione di R-evolution che è stato in grado di riempire la città del suo denso respiro di cultura fotografica. E non solo».
26 fotoLa missione culturale del FIOF è giunta a conclusione
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