
È polemica sul PalaDisfida: le società di basket barlettane attaccano l’Amministrazione comunale
La nota dell' Antico Forno di Gesù Barletta Basket e la Levante Nuova Cestistica Barletta
La pazienza è ormai esaurita. Quanto accaduto in queste ultime ore rappresenta l'ulteriore prova di trascuratezza, leggerezza e completo disprezzo verso l'impegno quotidiano delle associazioni sportive della città. Le società si sono riviste recapitare, senza condivisione, una richiesta formale da parte degli enti locali inerente alla chiusura integrale del PalaDisfida "Mario Borgia" dal 6 all'11 novembre 2026.
Ricordiamo a questa Amministrazione e a questa struttura comunale che le intese formalizzate e riportate negli atti prevedevano condizioni differenti: l'indisponibilità dell'impianto era stata circoscritta soltanto ai giorni 9 e 10 novembre, al fine di permettere lo svolgimento della rilevante manifestazione internazionale. Un appuntamento di prestigio che nessuno ha mai contestato, nell'ambito della piena disponibilità e collaborazione che le società cittadine hanno sempre dimostrato.
Oggi, a breve distanza da quell'accordo e con i calendari di campionato organizzati con difficoltà nella giornata dell'8 novembre in cui entrambe le società dovrebbero giocare in casa, è stato comunicato un nuovo, assurdo provvedimento: la chiusura imposta dell'intero impianto, corpo basso compreso, per sei giorni di fila. Questa determinazione avventata si aggiunge a una situazione già critica, nella quale il PalaDisfida costituisce l'unico impianto utilizzabile in città, considerata la chiusura del Palamarchiselli, protrattasi ormai da più di due anni e mezzo.
Come se non fosse sufficiente, durante tutto il mese di novembre la struttura risulta occupata ogni fine settimana da diverse iniziative ed eventi, lasciando le società locali in una condizione di incertezza permanente: è sufficiente ricordare che il Barletta Basket è tuttora in cerca di una sede sostitutiva per la partita in casa del 29 novembre.
Si pretende che le società sportive debbano chiedere rinvii o impianti alternativi alle squadre avversarie e alle federazioni, sostenendo costi aggiuntivi evidenti e affrontando il concreto pericolo di provvedimenti disciplinari, tutto per colpa di una gestione amministrativa avventata che si rende conto solo all'ultimo momento delle reali necessità organizzative di un evento. È intollerabile che sulle spalle delle associazioni locali ricadano sistematicamente i disagi e le lacune di pianificazione di chi governa.
A rendere ancora più grave questo scenario contribuisce l'evidente assenza totale di considerazione per atlete, atleti, dirigenti e famiglie che sostengono il movimento sportivo cittadino nonostante difficoltà quotidiane di ogni tipo.
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