Firmato il Patto Educativo
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Territorio

Firmato il Patto educativo per il territorio Bt: tra laboratori e attività

Il documento è ispirato ai principi diffusi da Papa Francesco per le giovani generazioni

È stato presentato ufficialmente questa mattina, nella sede del Palazzo del Governo a Barletta, il Patto Educativo per il territorio della provincia di Barletta Andria Trani, ispirato ai principi del Patto Educativo Globale di Papa Francesco, per promuovere nelle giovani generazioni percorsi educativi e formativi rivolti alla legalità, alla cittadinanza attiva e corretta, al dialogo interculturale ed all'inclusione sociale. A promuoverlo il Prefetto di Barletta Andria Trani, Maurizio Valiante, i Vescovi delle Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, Mons. Leonardo D'Ascenzo, e di Andria, Mons. Luigi Mansi, ed il Presidente della Provincia Bernardo Lodispoto, in rappresentanza della Conferenza dei Sindaci, Bernardo Lodispoto; il Patto sarà aperto all'adesione di tutti i soggetti, pubblici e privati, che intenderanno parteciparvi, mediante una mail da inviare all'indirizzo pattoeducativobat.pref_barlettaandriatrani@interno.it, previo esame in sede di Consiglio di direzione strategica.

Attività pubbliche, culturali ed educative, con il più ampio coinvolgimento della cittadinanza, degli enti territoriali e delle Istituzioni, allo scopo di sensibilizzare la popolazione giovanile per sviluppare una coscienza sociale sui temi della partecipazione attiva e corretta alla vita pubblica: queste alcune delle iniziative previste in un'ottica di perseguimento dell'obiettivo prioritario dell'educazione alla legalità quale componente indispensabile per una miglior qualità della vita ed un corretto, equilibrato ed armonico sviluppo della società e del territorio.

La nascita del Patto Educativo provinciale è scaturita dalla necessità di garantire migliori opportunità di vita in un contesto sociale sicuro, attraverso un'alleanza tra tutti i soggetti che concorrono alla definizione di una comunità educante (Chiese e altre confessioni religiose, scuole, istituzioni, terzo settore, mondo delle associazioni, famiglie, imprese, società civile e cittadini). In tal senso, il Patto si basa su un approccio partecipativo, cooperativo e solidale nonché sullo sviluppo delle capacità e sulla crescita delle competenze di cittadinanza dei giovani, con l'obiettivo di fornire unitarietà di visione ad un progetto educativo di comunità legato anche alle specificità ed alle opportunità territoriali.

Gli obiettivi sono favorire la partecipazione attiva ed il coinvolgimento diretto delle famiglie e dei giovani attraverso eventi, incontri di consultazione, percorsi di cittadinanza attiva ed iniziative finalizzate alla prevenzione, contrasto e rimozione dei fenomeni di disagio giovanile. Con le associazioni di categoria che operano nel settore dell'intrattenimento saranno inoltre elaborate strategie concrete volte a diffondere una cultura positiva del divertimento, superando le forme di aggregazione passiva e promuovendo invece attività che stimolino l'interesse socio-culturale ed il rispetto delle regole del vivere civile. Gli ordini professionali saranno coinvolti per supportare tecnicamente l'elaborazione e l'attuazione delle diverse progettualità.

Le attività del Patto saranno, tra le altre, laboratori di co-progettazione, quali luoghi stabili di riflessione continua sui temi del disagio giovanile, azioni che orientino e valorizzino la capacità della scuola di vivere come presidio di legalità nel territorio ed il contrasto alle povertà educative attraverso azioni di prevenzione e rimozione dei fenomeni di disagio giovanile, anche attraverso la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani individuati dalle Amministrazioni comunali, che svolgeranno una funzione rilevante sul territorio nell'ottica di rigenerazione condivisa di spazi pubblici.

Ciascun soggetto che sottoscriverà il Patto potrà collaborare concretamente alla realizzazione delle azioni in programma, con proprie risorse economiche o con risorse acquisite nell'ambito della partecipazione a bandi o finanziamenti.
Presso la Prefettura sarà costituito il Consiglio di direzione strategico del Patto, che sarà integrato con altro quattro membri in rappresentanza degli Ordini Professionali e degli enti del terzo settori.
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