
Attualità
Morte clochard a Barletta, il commento della lista Emiliano sindaco di Puglia
La nota di Gennaro Rociola e Antonello Damato
Barletta - lunedì 13 aprile 2026
12.56 Comunicato Stampa
«Ma che razza di giungla è diventata la nostra città? Una città piena di livori, che si scatenano nelle situazioni più disparate con un denominatore comune: l'intimidazione violenta che può diventare anche mortale. Come nel caso di Jacopo Musti, 49 anni, arrivato qui dalla Liguria per dare una svolta alla sua vita travagliata e finito in una bara». Così il segretario e il capogruppo della lista Emiliano sindaco di Puglia, Gennaro Rociola e Antonello Damato.
«Le reazioni e lo sgomento sono apparsi molto circoscritti rispetto alla gravità dell'aggressione mortale avvenuta in via Regina Margherita, come se ci fossimo ormai assuefatti a questo clima di violenza strisciante, che sempre più spesso si manifesta anche con conseguenze letali. Come se fosse ormai da tenere in conto che un nonnulla in questa città può indirizzare il proprio futuro al di qua o al di là della linea dell'esistenza. Non serve stare a ripercorrere la serie di fatti di cronaca che hanno caratterizzato gli ultimi anni di Barletta e che rimangono ancora oggi troppo spesso privi di una spiegazione e di responsabilità accertate. Siamo mine vaganti che si incrociano con altre mine vaganti e poi succeda quel che succeda?
Sempre più increduli e sconsolati, continuiamo a chiederci: "Cosa sta succedendo? E' possibile raddrizzare la rotta e bloccare questa deriva". Gli esempi grandi e piccoli che provengono dalle istituzioni non alimentano granché la speranza, bensì lo scetticismo. Eppure servirebbe un colpo d'ala. Ma quando? Da parte di chi? Presto forse anche questo "episodio" sarà dimenticato e derubricato alla voce "violenza di strada". Fino al prossimo. Di "violenza di strada" in "violenza di strada" ci stiamo abituando a vivere da prigionieri nelle strade della nostra città».
«Le reazioni e lo sgomento sono apparsi molto circoscritti rispetto alla gravità dell'aggressione mortale avvenuta in via Regina Margherita, come se ci fossimo ormai assuefatti a questo clima di violenza strisciante, che sempre più spesso si manifesta anche con conseguenze letali. Come se fosse ormai da tenere in conto che un nonnulla in questa città può indirizzare il proprio futuro al di qua o al di là della linea dell'esistenza. Non serve stare a ripercorrere la serie di fatti di cronaca che hanno caratterizzato gli ultimi anni di Barletta e che rimangono ancora oggi troppo spesso privi di una spiegazione e di responsabilità accertate. Siamo mine vaganti che si incrociano con altre mine vaganti e poi succeda quel che succeda?
Sempre più increduli e sconsolati, continuiamo a chiederci: "Cosa sta succedendo? E' possibile raddrizzare la rotta e bloccare questa deriva". Gli esempi grandi e piccoli che provengono dalle istituzioni non alimentano granché la speranza, bensì lo scetticismo. Eppure servirebbe un colpo d'ala. Ma quando? Da parte di chi? Presto forse anche questo "episodio" sarà dimenticato e derubricato alla voce "violenza di strada". Fino al prossimo. Di "violenza di strada" in "violenza di strada" ci stiamo abituando a vivere da prigionieri nelle strade della nostra città».
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