
Politica
Cascella: «Jova, la figuraccia e le domande senza risposta: ma il Comune c’entrava o no?»
La nota della capogruppo consiliare del Pd Rosa Cascella
Barletta - giovedì 20 agosto 2026
12.53 Comunicato Stampa
«La miglior difesa è l'attacco, sostiene un proverbio popolare. E io capisco che la figuraccia rimediata dalla nostra città a causa dell'annullamento del concerto di Jovanotti abbia portato il sindaco e la sua amministrazione a spostare le attenzioni dalle proprie responsabilità, spargendo nel web illazioni e falsità sulle opposizioni che "gioiscono" e "tifano contro" senza riuscire a portare una sola prova di quanto sostengono (chi? dove?quando?)». Così la capogruppo consiliare del Partito Democratico, Rosa Cascella.
«Io invece sono abituata a parlare di fatti e quando intervengo è perché molto spesso i fatti possono parlare per me, evitandomi persino la fatica di spiegare. Il Comune non c'entra veramente nulla con il Jova Summer Party? Domenica 16 novembre 2025, la Gazzetta del Mezzogiorno pubblica un articolo sul concerto di Jovanotti in programma nell'ex cartiera con intervista all'assessore ai Grandi Eventi, Oronzo Cilli, che dichiara entusiasta: «Porteremo la musica in quella zona che può ospitare fino a 50mila spettatori, si tratta - ha aggiunto Cilli - di una scommessa che il sindaco Cosimo Cannito e l'amministrazione hanno voluto fortemente. Sono convinto che riusciremo a vincere anche questa sfida»
Ma anche il consigliere regionale, Marcello Lanotte, in data 14 novembre 2025, pubblica un post di Facebook dove annuncia ancora più entusiasta: «Il 17 agosto 2026 ospiteremo il Jova Summer Party nell'area dell'ex cartiera. Sono orgoglioso del lavoro fatto per portare ancora una volta un evento nazionale nella nostra città, tutelando al tempo stesso le nostre dune costiere e l'ambiente.» Insomma, il Comune non c'entra nulla con l'organizzazione dell'evento ma Cilli e Lanotte fanno intendere che le cose stanno diversamente.
Certo, qualcuno può pensare che la Trident e i privati della Cartiera si siano incontrati casualmente in un bar e abbiano deciso, davanti ad un caffè, di organizzare un evento con 33mila persone in un sito industriale dismesso. Anzi, sicuramente le cose saranno andate in questo modo. Oppure possiamo credere al sindaco Cannito che oggi dichiara "il tour di Jovanotti viene organizzato nei siti industriali abbandonati e quindi dopo un'indagine di mercato la Trident ha trovato e scelto la cartiera". Ma siamo sicuri che le cose stiano così? Vediamo dove Jovanotti farà tappa nelle prossime settimane. Dunque leggo: Ippodromo La Favorita a Palermo, Ippodromo di Agnano a Napoli, area portuale a Bari, Circo Massimo a Roma. Non mi pare siano siti industriali abbandonati. Anche l'Olbia Arena è un'area ben nota per i grandi eventi, nata nel 2022. Solo la Music Arena di Montesilvano e la Calabria Music Arena di Catanzaro sono aree di recente istituzione nate da una forte collaborazione tra privati e Comuni che insieme hanno riqualificato e riorganizzato questi luoghi.
Insomma mi sa tanto che, molto stranamente, l'unica città a proporre un sito industriale abbandonato è stata Barletta. L'ex cartiera è in uno stato di "disgrazia" da 35 anni, e non starò a ripercorrere i problemi ambientali che hanno riguardato quel sito perché tutti li conosciamo e sono ancora sul web gli articoli di stampa che ne parlano ampiamente. Nel 2012, è vero, fu oggetto di una bonifica certificata dalla Asl. Ma purtroppo a luglio 2026, poche settimane prima del Jova Summer Party, vengono ritrovati diversi frammenti di amianto (uno proprio nell'area del concerto). Sappiamo com'è andata a finire ed oggi lo stesso Cannito ha ammesso che la Asl non avrebbe potuto fare altro che dichiarare inidoneo quel luogo. Il concerto è stato spostato a Bari mentre il nome di Barletta ha fatto nuovamente il giro d'Italia per le sue questioni ambientali.
Il danno d'immagine è stato enorme e sono certa che le indagini della Procura sapranno chiarire ogni aspetto della vicenda. Ma chi ha suggerito che un'area abbandonata da 35 anni, con un passato poco felice dal punto di vista ambientale, potesse improvvisamente trasformarsi in una Music Arena pronta ad ospitare un mega evento da 33mila persone? Qui le risposte latitano. E non sarò io a fare congetture. Però potremmo iniziare a chiedere all'assessore Cilli come mai parla di «scommessa che il sindaco Cosimo Cannito e l'amministrazione hanno voluto fortemente, convinti di riuscire a vincere anche questa sfida» se il Comune non c'entra nulla. Mentre il consigliere regionale Lanotte potrebbe spiegare in cosa consista «il lavoro fatto per portare ancora una volta un evento nazionale nella nostra città» se, torno a ripetermi, il Comune è solo spettatore di questa vicenda. Il sindaco Cannito parla della necessità della Trident di trovare un sito industriale abbandonato ma poi si contraddice quando, ad evento annullato, propone agli organizzatori l'area che ospita le giostre della festa patronale. Quindi Barletta poteva proporre anche aree pubbliche? E perché non si è lavorato prima in questa direzione?
Scusate la lunghezza del post ma dopo tante calunnie e insinuazioni ho voluto semplicemente mettere in fila i fatti e provare a fare domande legittime. Le risposte non arriveranno ma sono convinta che in tanti le hanno già trovate. Ora è altrettanto legittimo chiedersi perché a Montesilvano e Catanzaro si riescano a mettere in piedi delle vere Music Arena grazie alla collaborazione pubblico-privato mentre Barletta è in grado di offrire solo un sito industriale abbandonato da 35 anni. L'annullamento del concerto è stato una batosta per tutti ed ha messo in luce i limiti di una classe politica inadeguata e incapace di guardare oltre il proprio steccato. Ma proviamo a ripartire da questa delusione. Quale futuro vogliamo immaginare per l'ex cartiera all'interno del nuovo PUG? Un Parco pubblico costiero? Un Polo culturale e turistico?
Non ho risposte nel cassetto ma idee sì, e sarebbe importante confrontarle con le vostre. Nelle prossime settimane inizieremo ad incontrarci su questo ed altri temi per provare ad immaginare tutti insieme un futuro diverso per questa città. Incrociamo le dita e restiamo sintonizzati».
«Io invece sono abituata a parlare di fatti e quando intervengo è perché molto spesso i fatti possono parlare per me, evitandomi persino la fatica di spiegare. Il Comune non c'entra veramente nulla con il Jova Summer Party? Domenica 16 novembre 2025, la Gazzetta del Mezzogiorno pubblica un articolo sul concerto di Jovanotti in programma nell'ex cartiera con intervista all'assessore ai Grandi Eventi, Oronzo Cilli, che dichiara entusiasta: «Porteremo la musica in quella zona che può ospitare fino a 50mila spettatori, si tratta - ha aggiunto Cilli - di una scommessa che il sindaco Cosimo Cannito e l'amministrazione hanno voluto fortemente. Sono convinto che riusciremo a vincere anche questa sfida»
Ma anche il consigliere regionale, Marcello Lanotte, in data 14 novembre 2025, pubblica un post di Facebook dove annuncia ancora più entusiasta: «Il 17 agosto 2026 ospiteremo il Jova Summer Party nell'area dell'ex cartiera. Sono orgoglioso del lavoro fatto per portare ancora una volta un evento nazionale nella nostra città, tutelando al tempo stesso le nostre dune costiere e l'ambiente.» Insomma, il Comune non c'entra nulla con l'organizzazione dell'evento ma Cilli e Lanotte fanno intendere che le cose stanno diversamente.
Certo, qualcuno può pensare che la Trident e i privati della Cartiera si siano incontrati casualmente in un bar e abbiano deciso, davanti ad un caffè, di organizzare un evento con 33mila persone in un sito industriale dismesso. Anzi, sicuramente le cose saranno andate in questo modo. Oppure possiamo credere al sindaco Cannito che oggi dichiara "il tour di Jovanotti viene organizzato nei siti industriali abbandonati e quindi dopo un'indagine di mercato la Trident ha trovato e scelto la cartiera". Ma siamo sicuri che le cose stiano così? Vediamo dove Jovanotti farà tappa nelle prossime settimane. Dunque leggo: Ippodromo La Favorita a Palermo, Ippodromo di Agnano a Napoli, area portuale a Bari, Circo Massimo a Roma. Non mi pare siano siti industriali abbandonati. Anche l'Olbia Arena è un'area ben nota per i grandi eventi, nata nel 2022. Solo la Music Arena di Montesilvano e la Calabria Music Arena di Catanzaro sono aree di recente istituzione nate da una forte collaborazione tra privati e Comuni che insieme hanno riqualificato e riorganizzato questi luoghi.
Insomma mi sa tanto che, molto stranamente, l'unica città a proporre un sito industriale abbandonato è stata Barletta. L'ex cartiera è in uno stato di "disgrazia" da 35 anni, e non starò a ripercorrere i problemi ambientali che hanno riguardato quel sito perché tutti li conosciamo e sono ancora sul web gli articoli di stampa che ne parlano ampiamente. Nel 2012, è vero, fu oggetto di una bonifica certificata dalla Asl. Ma purtroppo a luglio 2026, poche settimane prima del Jova Summer Party, vengono ritrovati diversi frammenti di amianto (uno proprio nell'area del concerto). Sappiamo com'è andata a finire ed oggi lo stesso Cannito ha ammesso che la Asl non avrebbe potuto fare altro che dichiarare inidoneo quel luogo. Il concerto è stato spostato a Bari mentre il nome di Barletta ha fatto nuovamente il giro d'Italia per le sue questioni ambientali.
Il danno d'immagine è stato enorme e sono certa che le indagini della Procura sapranno chiarire ogni aspetto della vicenda. Ma chi ha suggerito che un'area abbandonata da 35 anni, con un passato poco felice dal punto di vista ambientale, potesse improvvisamente trasformarsi in una Music Arena pronta ad ospitare un mega evento da 33mila persone? Qui le risposte latitano. E non sarò io a fare congetture. Però potremmo iniziare a chiedere all'assessore Cilli come mai parla di «scommessa che il sindaco Cosimo Cannito e l'amministrazione hanno voluto fortemente, convinti di riuscire a vincere anche questa sfida» se il Comune non c'entra nulla. Mentre il consigliere regionale Lanotte potrebbe spiegare in cosa consista «il lavoro fatto per portare ancora una volta un evento nazionale nella nostra città» se, torno a ripetermi, il Comune è solo spettatore di questa vicenda. Il sindaco Cannito parla della necessità della Trident di trovare un sito industriale abbandonato ma poi si contraddice quando, ad evento annullato, propone agli organizzatori l'area che ospita le giostre della festa patronale. Quindi Barletta poteva proporre anche aree pubbliche? E perché non si è lavorato prima in questa direzione?
Scusate la lunghezza del post ma dopo tante calunnie e insinuazioni ho voluto semplicemente mettere in fila i fatti e provare a fare domande legittime. Le risposte non arriveranno ma sono convinta che in tanti le hanno già trovate. Ora è altrettanto legittimo chiedersi perché a Montesilvano e Catanzaro si riescano a mettere in piedi delle vere Music Arena grazie alla collaborazione pubblico-privato mentre Barletta è in grado di offrire solo un sito industriale abbandonato da 35 anni. L'annullamento del concerto è stato una batosta per tutti ed ha messo in luce i limiti di una classe politica inadeguata e incapace di guardare oltre il proprio steccato. Ma proviamo a ripartire da questa delusione. Quale futuro vogliamo immaginare per l'ex cartiera all'interno del nuovo PUG? Un Parco pubblico costiero? Un Polo culturale e turistico?
Non ho risposte nel cassetto ma idee sì, e sarebbe importante confrontarle con le vostre. Nelle prossime settimane inizieremo ad incontrarci su questo ed altri temi per provare ad immaginare tutti insieme un futuro diverso per questa città. Incrociamo le dita e restiamo sintonizzati».
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