Hey Sud
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Istituzioni e imprese al tavolo del format di EY per parlare del futuro della sanità pugliese

Durante il talk è intervenuto, fra gli altri, anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa

"Da settembre avremo i primi cinque percorsi digitalizzati diagnostico terapeutico assistenziale, sia per pazienti trattati in ospedale che per pazienti trattati a domicilio", l'annuncio è del Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia Vito Montanaro durante l'incontro tenutosi ieri nella sede EY di Barletta (via Giuseppe De Nittis n.15). La sanità pugliese - e non solo - è ad un nuovo punto di svolta ed ha gli occhi puntati sul futuro della medicina e della cura. Ieri si è tenuto il terzo appuntamento di "Hey Sud", il ciclo di talks ideato da Fabio Mazzocca, Sales Responsible South Area Consulting, promosso da EY nel Sud Italia per approfondire tematiche di grande rilevanza per il territorio. Il tema dell'incontro era incentrato sui nuovi modelli sanitaria post Covid e con la disponibilità dei fondi del Pnrr.

Il Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha sottolineato le lezioni della pandemia al sistema sanitario nazionale: "Per troppo tempo nel nostro Paese si è pensato che l'ospedale fosse l'unico luogo di cura. Oggi c'è una inversione di tendenza e soprattutto c'è la consapevolezza che destinare risorse per la salute non è una spesa ma un investimento". Cambia marcia quindi la programmazione della gestione sanitaria, con focus che verranno supportati dallo stanziamento di risorse: dalle farmacie del territorio all'attrattiva sulla figura del medico di medicina generale, passando per il tema della digitalizzazione e della telemedicina. "L'approccio da avere nel futuro prossimo sarà quello di prenderci cura della persona e non solo della malattia", conclude il Sottosegretario Costa. La terza puntata di Hey Sud è stata moderata dal giornalista di Telenorba Antonio Procacci ed ha visto la partecipazione dell'EY Consulting Market Leader Claudio Meucci, il Direttore Generale dell'Aress Giovanni Gorgoni, il Presidente e Amministratore Delegato Exprivia Domenico Favuzzi, il Governatore dell'Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti Don Mimmo Laddaga e il Coordinatore del Centro regionale trapianti e direttore dell'unità operativa di nefrologia del Policlinico di Bari Loreto Gesualdo, già preside della Scuola di Medicina di Bari.

Al centro del dibattito la delibera con cui la Giunta regionale ha dato il via libera al piano da 650 milioni, con i fondi del Pnrr, da destinare alla sanità regionale. Il piano prevede la realizzazione di 38 ospedali di comunità, 121 case di comunità e 40 Centrali operative territoriali. Gli obiettivi sono tanti: rafforzare l'assistenza domiciliare, sviluppare la telemedicina, ammodernare il parco tecnologico e digitale ospedaliero, potenziare i flussi informativi sanitari. Esclusi in questa fase gli enti ecclesiastici, "Mi sarei aspettato un'attenzione nei confronti del nostro settore", ha detto don Mimmo Laddaga. "Spero che presto anche gli enti equiparati possano avere accesso a fondi che permettano di mettere a disposizione del capitale umano la tecnologia di ultima generazione prima che vada incontro ad obsolescenza".

Una rivoluzione che si può riassumere con "medicina di prossimità" e sarà gestita in una corsa contro il tempo. "Ci sono tempi stretti, ci sono scadenze vincolanti per sfruttare al meglio i fondi del Pnrr ma il limite è ben visibile all'orizzonte, quindi bisogna mettere in pratica le giuste progettualità per raggiungere l'obiettivo", ha detto l'EY Consulting Market Leader Claudio Meucci.

Il tema del capitale umano è stato sviscerato sulla base delle potenzialità delle università di affiancare il rinnovamento dei sistemi sanitari. Loreto Gesualdo evidenzia la necessità di dare qualità alla formazione: "Nella sanità non dobbiamo porci limiti sul capitale umano se vogliamo dare qualità. La storia la fanno gli uomini, non le strutture. Senza capitale umano non possiamo garantire un servizio adeguato alle esigenze contemporanee". Fa eco il Direttore generale dell'Aress, braccio operativo della sanità regionale, Giovanni Gorgoni: "Dobbiamo allestire modalità innovative, anche di partnership tra pubblico e privato, per garantire al sistema sanitario un capitale umano adeguato. Quando parliamo di telemedicina non parliamo di fantascienza, bisogna creare processi a supporto. Il sistema universitario deve impegnarsi per investire non sono nella formazione di medici specialisti ma anche matematici, informatici, fisici". Al tavolo anche il Presidente ed Amministratore delegato Exprivia Domenico Favuzzi che evidenzia il ruolo della sanità digitale oggi: "È un'opportunità per la società e per il sistema imprenditoriale. Sarà possibile sperimentare forme nuove sulla base della complessità che siamo chiamati a gestire. È una sfida, siamo chiamati a rispondere con formule differenti rispetto a quelle del passato".

Digitalizzazione dei processi, formazione e valorizzazione del capitale umano, fare sistema senza campanilismi, identificare nuovi processi per dare risposte al cittadino e al paziente: di questo e tanto altro si è parlato nel corso del talk, disponibile sulla piattaforma streaming e sul canale YouTube di EY.
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