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Inquinamento nella cementeria, il “no” delle associazioni

Proiezione del film “Sporchi da morire” per riflettere nella giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti. Un'iniziativa di Beni Comuni e Collettivo Exit

Domenica 30 settembre, non è stata una data come un'altra: si è celebrata la "Giornata Mondiale di Azione contro l'Incenerimento dei rifiuti". In quest'occasione si sono svolte centinaia d'iniziative in oltre trenta Paesi del mondo, per continuare a sensibilizzare le popolazioni al problema dell'inquinamento dell'aria causato dalle polveri sottili, risultato della combustione dei rifiuti. Un momento d'inquietante riflessione che porta a porsi domande come queste: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Purtroppo le risposte non sono incoraggianti, e ci pongono davanti all'illogicità di scelte, appoggiate dalla politica, determinate solo da una logica di profitto economico.

Anche Barletta ha avuto il suo momento di riflessione, organizzato dall'associazione Beni Comuni e dal Collettivo Exit, gruppi che non hanno mai taciuto i rischi che l'incenerimento dei rifiuti, consentito con l'AIA regionale, e realizzato nella cementeria della Buzzi Unicem di Barletta, crea per i cittadini tutti, sorgendo praticamente in centro città. Per una più completa disamina del problema è intervenuto alla serata barlettana, il dott. Dino Lionetti, oncologo, fornendo dati allarmistici sull'aumento nel territorio in questi ultimi anni di tumori e leucemie. "Come oncologo – ha allertato Lionetti – sono molto preoccupato per la qualità dell'aria che respiriamo e del cibo che mangiamo", denunciando che da due anni è stata avanzata una richiesta d'indagine epidemiologica in città, ma non è pervenuta ancora alcun tipo di risposta da parte dell'Amministrazione comunale. Inoltre si rivolge un appello al direttore generale della ASL per intervenire nell'effettivo ripristino del registro dei tumori di Barletta, per avere polso della situazione.
La serata è proseguita con la visione del film-documento "Sporchi da morire", nato da una ricerca online di Carlo Martigli, un viaggio virtuale che diventa reale, video presenti in rete si alternano improvvisamente a esclusivi
reportage realizzati in varie parti del mondo. Il film presenta gli interrogativi legati a una cattiva informazione sia da parte della comunità scientifica che della politica, che troppo spesso si confondono con il mondo degli affari. Calzante è il paragone con la questioni dell'amianto, della cui pericolosità non si parlava o peggio si celava la verità.

Ci sono tante strade per risolvere il problema rifiuti, ad esempio perseguire la politica "Rifiuti Zero", che in passato ha conosciuto il sostegno dell'Amministrazione, ma che non si è mai concretizzata, spingendo la Federazione della Sinistra a criticarne l'ambiguità in una lettera indirizzata al Sindaco e al Vice-sindaco, assessore all'ambiente, inviata dal consigliere comunale Carmine Doronzo, capogruppo di FdS-Sinistra per Barletta. L'invito ad aderire simbolicamente a questa giornata "poteva rappresentare per il comune di Barletta – precisa la missiva - un inizio per riprendere quel percorso verso l'adozione della strategia "rifiuti zero" (confronto con associazioni e cittadinanza, consiglio monotematico, approvazione delibera) ad oggi solo abbozzato ma mai realmente intrapreso. Il Consiglio Comunale e tutte le forze politiche hanno condiviso l'impegno a convocare un consiglio monotematico per discussione su quest'argomento, impegno rispetto al quale tutta la città aspetta delle risposte chiare, e tutte le forze politiche hanno il dovere di esprimersi esplicitamente e senza ambiguità". Aderire a questa giornata poteva essere la prima tanto attesa risposta, ma anche questa volta Barletta fumata nera.

Ci si occupi subito della questione, prima di arrivare a soluzioni drastiche e difficili come sta succedendo, proprio in questi giorni, per l'ILVA di Taranto.
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