Incendio
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La città

Incendiate le tende dei senzatetto di Barletta

L'Ambulatorio popolare di Barletta: «Non si conosce l’autore del gesto, né le ragioni, fatto sta che tutto è stato distrutto»

«Nella scorsa notte del 2 marzo le tende di Antonio Cuore, Raffaele Rotunno e Antonio Rotunno sono state date alle fiamme. Dopo la recente diffusione mediatica delle loro pessime condizioni di vita i tre senzatetto di Barletta hanno avuto accesso al dormitorio della Caritas e hanno ritrovato la forza necessaria per coltivare nuove speranze di inclusione sociale - sono le prime righe del post di Facebook della pagina Ambulatorio popolare di Barletta».

«Infatti, durante il giorno collaborano con l'Ambulatorio nelle varie attività di volontariato e mutualismo, impegnandosi in particolare nella raccolta dei prodotti invenduti dagli esercizi commerciali, proprio quelli che sono poi distribuiti alle persone più povere della comunità, alcune delle quali in situazioni anche peggiori delle loro. Nel contempo, in attesa di una soluzione migliore e nella speranza soprattutto di poter ottenere una casa in affitto, i tre barlettani avevano iniziato a riassettare la spiaggia libera e il loro piccolo accampamento, in modo da rendere meno impattante possibile la propria presenza e tenere l'arenile ordinato, pulito e bello, in modo da manifestare meglio alla Città il proprio desiderio di essere inclusi, di essere accettati, di essere socialmente utili. Per questo motivo Antonio Rotunno, Antonio Cuore e Raffaele Rotunno stavano sostituendo le tende lacerate dalle intemperie con altre, belle e pulite, che per loro erano state donate all'ambulatorio, posizionandole in modo più discreto e ordinato. Quelle tende erano destinate a dare rifugio a loro durante il giorno e, anche per la notte, a tutte le altre persone senza casa che stavano sostenendo, anche cucinando per loro dei pasti caldi.

Si stava ripulendo il campo spiaggia finanche dei detriti e della spazzatura soprattutto lattine, mozziconi di sigarette, bottiglie e sacchetti di plastica abbandonati da altri cittadini poco rispettosi dell'ambiente. Si era solo in attesa di poterli smaltire presso l'Ecocentro di Barletta, quando la notte del 2 marzo tutto è stato incendiato. Non si conosce l'autore o gli autori del gesto, né le ragioni, fatto sta che tutto è stato distrutto: tende, vestiti, sedie, tavolo, generi alimentari e altre attrezzature da campo. Tra le ceneri non sembra vi siano quelle di alcuni borsoni con degli indumenti, mancherebbero anche un fornello e altri oggetti. Per fortuna nelle tende non c'era nessuno, e per fortuna non c'erano nemmeno le bombole di gas di solito utilizzate per cucinare. L'incendio, con fiamme molto alte, è stato spento dai Vigili del Fuoco di Barletta, e sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione locale.

Vedere ciò che resta, anche in queste fotografie, è molto amaro, fa male, fa venir da piangere dalla rabbia. Le fiamme però non hanno bruciato la speranza, e tra le ceneri di ciò che era si è trovata la forza di andare avanti per ciò che vogliamo realizzare e per poterlo fare, oggi più di ieri c'è bisogno di voi, del vostro aiuto, della vostra solidarietà. Il campo spiaggia verrà riallestito per dare protezione a tutte le persone che non hanno una casa e sono tante. Sarà una spiaggia libera bellissima e siamo sicuri che quest'estate saranno in moltissimi a frequentarla perché sarà libera dalla paura, dall'egoismo, dalla discriminazione, dalle intimidazioni e dalle cattiverie, perché sarà una spiaggia di solidarietà, di accoglienza e di inclusione. A tal fine servono delle tende in buono stato, adatte soprattutto per l'inverno o comunque in grado garantire calore e protezione in caso di vento, pioggia e basse temperature, e servono urgentemente; così come servono indumenti, generi alimentari, fornelli e altre attrezzature da campeggio.

Chiunque volesse farne donazione può contattare l'Ambulatorio popolare di Barletta OdV tramite messenger o sms al n. 3276992552, anche tramite whatsapp. Il nostro appello è a tutte e tutti voi. Nessuno deve rimanere indietro e questo è il momento migliore per darne la più bella dimostrazione. Grazie di cuore».
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