Pasquale Cascella
Pasquale Cascella
Politica

Il rigore e la coerenza, Cascella tuona sulla mancata approvazione del PUTT/p

Il sindaco esprime perplessità sulla «bocciatura trasversale» del provvedimento

«Temo che molti cittadini siano rimasti sconcertati, come me, dal frastuono della polemica politica sugli adempimenti urbanistici attesi da oltre un decennio ma che l'ultimo Consiglio Comunale non ha ritenuto di approvare. Credo che la città meriti un confronto veritiero». Così inizia la lunga nota che il primo cittadino Pasquale Cascella scrive per esprimere il suo pensiero sulle recenti decisioni in consiglio comunale: il sindaco sceglie di non rivolgersi direttamente alla classe politica e ai consigliere comunali, ma si rivolge in una lettera aperta al professor Ruggiero Quarto, che recentemente aveva espresso la sua opinione sul piano urbanistico.

«Come non riconoscersi nel suo drammatico bilancio degli effetti della "guerra urbanistica" che dagli anni Settanta ha sconvolto l'assetto urbanistico della città? - scrive dunque il sindaco - Mi permetto, quindi, di rivolgermi direttamente a lei, anche perché le sue posizioni sono state assunte a "controprova" - non so se a posteriori o già preventivamente - da alcune espressioni politiche che in Consiglio comunale hanno avversato il Piano urbanistico territoriale tematico/paesaggistico, per poter riaffermare invece il valore della scelta compiuta convintamente dall'Amministrazione. Francamente, temevo si rimproverasse a questa Amministrazione di aver comunque tardato negli "adempimenti" dovuti da anni, non che vi avesse provveduto sia pure sul filo di lana. La logica si è rovesciata. Fatto è che lei, professore, tratteggia la stessa immagine dell'urbanistica "ferita" da me evocata in Consiglio e poi nella discussione pubblica. Lo fa sicuramente con maggiore efficacia, richiamando con competenza le devastazioni intervenute nel corpo vivo della città. Per cui assumo volentieri l'analisi tecnica, anche se ritengo giusto la si completi proprio sul piano delle responsabilità democratiche. Intanto, con il riconoscimento dell'estraneità di questa Amministrazione agli sconvolgimenti segnati dallo scorrere del tempo, a fronte di Giunte e Consigli (e consiglieri) che hanno votato varianti di ogni tipo, puntualmente resocontate dai media, con effetti manifestatisi davanti agli occhi dei cittadini. Fino ad accendere la dialettica politica dell'ultima campagna elettorale, a tal punto che la coalizione di centrosinistra si è formata sul preciso vincolo di fermare la deleteria pratica delle varianti per procedere finalmente alla definizione del Piano Urbanistico Generale.

Mi sia permesso di rivendicare con orgoglio il rigore e la coerenza con cui questa Amministrazione sta rispettando il mandato ricevuto dai cittadini, anche scontando incomprensioni sociali e tensioni amministrative come pure qualche altro recente Consiglio comunale ha testimoniato. Credo sia netta l'inversione di tendenza. A partire dai momenti partecipativi sul piano delle coste fino a quegli "adempimenti" sulla pianificazione paesaggistica a cui si è provveduto non solo recuperando il ritardo - appunto, di ben "tre lustri", e dovrebbe essere tutto dire - ma soprattutto cercando di assumere già la innovativa elaborazione del piano paesaggistico della Regione Puglia così da agganciare tempestivamente il Piano urbanistico generale alla nuova strategia di rigenerazione e valorizzazione del territorio. Proprio perché comprendo, professore, le sue "perplessità" sull' "adeguamento a un PUTT superato", ritengo che dovrebbe essere specularmente riconosciuta la perplessità - da me espressa in Consiglio comunale - sul desolante vuoto che la bocciatura trasversale (come altrimenti definirla?) del provvedimento determina nel quadro di regole in cui operare. Come prima, insomma. Solo non vorrei fosse peggio di prima, addirittura con la legittimazione di fatto dell'assenza degli adempimenti dovuti rispetto alla delegittimazione sostanziale dello sforzo di recupero che l'Amministrazione ha compiuto. E a cui non intende rinunciare. Così come non può consegnare ai tecnicismi del "livello normativo superiore" i procedimenti urbanistici che dovrebbero essere regolati attraverso strumenti certi e responsabilità trasparenti.

Si possono recuperare e adeguare quegli stessi "adempimenti" al Piano paesaggistico regionale? Bene, lo si faccia senza ipocrisie. Misurandoci, cioè, in un confronto che riesca a produrre effettiva condivisione in quanto rispettoso dei diversi ruoli e non a senso unico. L'Amministrazione è pronta a non sacrificare il lavoro compiuto sugli altarini della demagogia o del gattopardismo. Per questo abbiamo chiesto all'assessore regionale Angela Barbanente di riaprire il tavolo tecnico di co-pianificazione e verificare insieme ciò che può essere recuperato e quali altri "adempimenti" debbano essere compiuti per adeguare la nostra strumentazione urbanistica al nuovo Piano paesaggistico. Non c'è tempo da perdere, se si vuole - credo, professore, sia questa la vera sfida - colmare il vuoto delle responsabilità con le scelte di governo del territorio che la nostra città da tempo attende e merita. Altro non può e non deve riguardare questa Amministrazione».
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