
La città
Giuseppe De Nittis, Autointervista immaginaria (seconda parte)
Autoritratto d’artista con le parole, di Giuseppe Lagrasta, scrittore e saggista.
Barletta - domenica 11 gennaio 2026
Saint – Germain- en- Laye, 1883-1884. Giuseppe De Nittis, si è ritirato in campagna perché ha bisogno di solitudine e di fare una pausa riflessiva sul suo lavoro pittorico e soprattutto per assicurarsi del suo stato di salute. Il prof. Giuseppe Lagrasta ha immaginato che Giuseppe Denittis potesse realizzare un'autointervista. L'autointervista nella prima parte fa emergere la grammatica riflessiva, immaginativa, familiare ed interiore dell'artista legata alla figura di Madame Léontine e all'amore verso il piccolo Jacques. Attraverso la sua esplorazione interiore scopriamo che il pittore si definisce scrutatore d'anime e di figure e quale archeologo vegetale, è sempre a contatto con la natura e i paesaggi, stimolando emozioni vive e profonde. Le declinazioni della geometria delle passioni consentono a Giuseppe Denittis di operare come un grande scopritore di sinergie che sussistono, tra emozioni e desideri, illusioni e finzioni, realtà e fantasia. Pubblichiamo la seconda parte.
Autointervista
Ripartiamo dall'analisi della figura del demone creativo. E' il demone che salva e supporta, sostiene e aiuta?
Denittis: Certo, ma non basta, poi il mondo fa la sua parte, le relazioni umane, il gioco dei giorni, la memoria della natura e la memoria delle pietre, la clessidra di sabbia, il mare, il fiume Ofanto e la Senna, Parigi e Londra. E i colori di Napoli. Insomma, sono un funambolo dell'anima e so anche giocare con i colori, con la fantasia e la mia immaginazione, tutta linfa vitale che mi ha salvato e mi ha donato l'architettura interiore per essere resistente.
E quella linfa è stata utile per raggiungere quali obiettivi?
Denittis: Ma per uscire dalla confusione quotidiana giovanile, ma anche per conoscere meglio chi mi stava intorno, e mi creava disagio soprattutto quando dovevo essenzialmente, prendere decisioni cruciali per il mio futuro.
Confusione, disagio, decisioni cruciali?
Denittis: Ho dovuto fare prima i conti con gli altri, con quelli che mi circondavano. Vivere senza padre e senza madre. Insomma che dici tu? Sappi che non è facile. E poi le contusioni sociali, i contrasti, i contraccolpi. La mia famiglia, i parenti, la vita sociale, e poi, le mie furie giovanili che hanno provocato contusioni sociali.
Mi piace la metafora delle contusioni sociali.
Denittis: Certo, certo a Parigi ho dovuto resistere, lottare, misurarmi con una nuova dimensione dell'essere e dell'esserci. E mi sono trasformato in un guerriero artistico e culturale. Una seconda nascita, caro mio.
Seconda nascita?
Denittis: Si, ognuno di noi quando vive dei cambiamenti nodali e cruciali, attraversa il rito della seconda nascita. E io l'ho vissuta poco dopo essere arrivato a Parigi. Dove, la mia esperienza autobiografica ha rischiato di dissolversi sotto i colpi del mutamento improvviso e dissonante della mia vita, con le relative emozioni, uguali e contrarie.
Esperienza, creatività, passione e forza di volontà. Seconda nascita come esercizio di viva resistenza.
Denittis: Vorresti conoscere e scoprire dove si annidano le radici della mia seconda nascita?
Certo, certo, mi intriga. E perché no!
Denittis: Potresti scoprire la fonte della seconda nascita, scrutando l'opera, "Bambino al sole" e l'opera "Colazione in giardino". "Bambino al sole", raccoglie il mio primo testamento d'infanzia. La forza e la luce della libertà, il desiderio di indovinare il futuro, guardando gli orizzonti vasti. Mentre "Colazione in giardino", segna la mia condizione umana di uomo riflessivo, che conosce la vita, il dolore, il lutto e la cattiva sorte ma che sta vivendo un periodo di buona sorte e di grande felicità esistenziale e creativa. La luce naturale che osserviamo in "Colazione in giardino", quella è luce sacra e divina. Dopo tanto dolore sono riuscito a disegnarla, illustrarla, nella sua profondità. E con la seconda nascita della luce ho ritrovato la dimensione della mia seconda nascita spirituale.
Seconda nascita della luce e seconda nascita interiore. Una bella lotta, una sfida tra spiritualità, esistenza, colori, creatività e socialità.
Denittis: Sì, sì, una bella sfida, su diversi piani. E io dico, sul piano della vita affettiva, sul piano della vita artistica e lavorativa ma anche sul piano della dimensione spirituale.
Quali sono stati i momenti cruciali che hanno offuscato i momenti delle decisioni e delle scelte per il presente e il futuro?
Denittis: Prendere le decisioni importanti in modo consapevole ha influito positivamente per il raggiungimento dell'equilibrio esistenziale ed emotivo. Sono stato equilibrato, o almeno ho tentato, d'essere stato equilibrato durante l'attraversamento dei riti di passaggio a cui la vita mi ha sottoposto. Se ti senti orfano in ogni luogo un motivo ci deve pur essere, o no? E io ho vissuto questa dimensione esistenziale fino a quando non ho incontrato Léontine, la mia adorata Titine e poi, con la nascita di Jacques, ho trovato la mia gioia infinita. Prendi e scrivi. Ti leggerò alcune righe dal mio "Diario segreto".
Diario Segreto?
Denittis: Si, si! Leggo dal mio "Diario Segreto". Neanche Lèontine è al corrente dell'esistenza di questo diario. Allora, per cortesia, scrivi: " Ho lasciato che la luna, dormisse. Ho partecipato alla festa del sole e dell'alba. Ora sono solo. E il desiderio di esplorare la natura e il mondo umano, mi inquieta. Ho amato il sole, la luna, il mare e le tenebre, ho amato la dolcezza delle ombre. Ho esplorato il nulla ricomponendo le parti sfuggite alla sorte che erano scomparse nel nulla. Ho esplorato…
Esploratore di luci, di sguardi, di specchi, di tramonti?
Denittis: Sì, tante cose mi hanno coinvolto. Specchi e luci dei tramonti, sguardi introspettivi, bellezza del creato. Ma adesso ho bisogno di fare una pausa. Amo la solitudine, i suoi umori, le sue passioni nascoste. Poi la natura, i colori del cielo e della Terra, l'amore per la luce. E l'ascolto della musica celeste. E poi mi prende il desiderio di scoprire il volto del mare, gli occhi della polvere, i sentimenti del sole verso la terra e gli esseri umani. Adesso non vedo l'ora di riabbracciare Titine e Jacques. Sono un po' stanco.
Ti mancano troppo!
Denittis: Mi mancano troppo! E senza di loro mi sento troppo solo. Arrivederci, mio dolce, cruciale fantasma. Ritorna alle tue notti inquiete, ai tuoi sogni. E quando vuoi, torna. Ti parlerò del mio "Diario segreto".
D'accordo. A presto! E arrivederci, con il cuore più libero dal peso dei granelli di sabbia che scivolano, perenni, nella clessidra dei giorni. Saper sopportare gli eventi e rifletterci su, sarà come essere liberi tra i flutti, nel dolce mare aperto.
Denittis: Sì, non dimentichiamo la poesia, lo spirito immortale della poesia. A presto!
© Tutti i diritti riservati
Autointervista
Ripartiamo dall'analisi della figura del demone creativo. E' il demone che salva e supporta, sostiene e aiuta?
Denittis: Certo, ma non basta, poi il mondo fa la sua parte, le relazioni umane, il gioco dei giorni, la memoria della natura e la memoria delle pietre, la clessidra di sabbia, il mare, il fiume Ofanto e la Senna, Parigi e Londra. E i colori di Napoli. Insomma, sono un funambolo dell'anima e so anche giocare con i colori, con la fantasia e la mia immaginazione, tutta linfa vitale che mi ha salvato e mi ha donato l'architettura interiore per essere resistente.
E quella linfa è stata utile per raggiungere quali obiettivi?
Denittis: Ma per uscire dalla confusione quotidiana giovanile, ma anche per conoscere meglio chi mi stava intorno, e mi creava disagio soprattutto quando dovevo essenzialmente, prendere decisioni cruciali per il mio futuro.
Confusione, disagio, decisioni cruciali?
Denittis: Ho dovuto fare prima i conti con gli altri, con quelli che mi circondavano. Vivere senza padre e senza madre. Insomma che dici tu? Sappi che non è facile. E poi le contusioni sociali, i contrasti, i contraccolpi. La mia famiglia, i parenti, la vita sociale, e poi, le mie furie giovanili che hanno provocato contusioni sociali.
Mi piace la metafora delle contusioni sociali.
Denittis: Certo, certo a Parigi ho dovuto resistere, lottare, misurarmi con una nuova dimensione dell'essere e dell'esserci. E mi sono trasformato in un guerriero artistico e culturale. Una seconda nascita, caro mio.
Seconda nascita?
Denittis: Si, ognuno di noi quando vive dei cambiamenti nodali e cruciali, attraversa il rito della seconda nascita. E io l'ho vissuta poco dopo essere arrivato a Parigi. Dove, la mia esperienza autobiografica ha rischiato di dissolversi sotto i colpi del mutamento improvviso e dissonante della mia vita, con le relative emozioni, uguali e contrarie.
Esperienza, creatività, passione e forza di volontà. Seconda nascita come esercizio di viva resistenza.
Denittis: Vorresti conoscere e scoprire dove si annidano le radici della mia seconda nascita?
Certo, certo, mi intriga. E perché no!
Denittis: Potresti scoprire la fonte della seconda nascita, scrutando l'opera, "Bambino al sole" e l'opera "Colazione in giardino". "Bambino al sole", raccoglie il mio primo testamento d'infanzia. La forza e la luce della libertà, il desiderio di indovinare il futuro, guardando gli orizzonti vasti. Mentre "Colazione in giardino", segna la mia condizione umana di uomo riflessivo, che conosce la vita, il dolore, il lutto e la cattiva sorte ma che sta vivendo un periodo di buona sorte e di grande felicità esistenziale e creativa. La luce naturale che osserviamo in "Colazione in giardino", quella è luce sacra e divina. Dopo tanto dolore sono riuscito a disegnarla, illustrarla, nella sua profondità. E con la seconda nascita della luce ho ritrovato la dimensione della mia seconda nascita spirituale.
Seconda nascita della luce e seconda nascita interiore. Una bella lotta, una sfida tra spiritualità, esistenza, colori, creatività e socialità.
Denittis: Sì, sì, una bella sfida, su diversi piani. E io dico, sul piano della vita affettiva, sul piano della vita artistica e lavorativa ma anche sul piano della dimensione spirituale.
Quali sono stati i momenti cruciali che hanno offuscato i momenti delle decisioni e delle scelte per il presente e il futuro?
Denittis: Prendere le decisioni importanti in modo consapevole ha influito positivamente per il raggiungimento dell'equilibrio esistenziale ed emotivo. Sono stato equilibrato, o almeno ho tentato, d'essere stato equilibrato durante l'attraversamento dei riti di passaggio a cui la vita mi ha sottoposto. Se ti senti orfano in ogni luogo un motivo ci deve pur essere, o no? E io ho vissuto questa dimensione esistenziale fino a quando non ho incontrato Léontine, la mia adorata Titine e poi, con la nascita di Jacques, ho trovato la mia gioia infinita. Prendi e scrivi. Ti leggerò alcune righe dal mio "Diario segreto".
Diario Segreto?
Denittis: Si, si! Leggo dal mio "Diario Segreto". Neanche Lèontine è al corrente dell'esistenza di questo diario. Allora, per cortesia, scrivi: " Ho lasciato che la luna, dormisse. Ho partecipato alla festa del sole e dell'alba. Ora sono solo. E il desiderio di esplorare la natura e il mondo umano, mi inquieta. Ho amato il sole, la luna, il mare e le tenebre, ho amato la dolcezza delle ombre. Ho esplorato il nulla ricomponendo le parti sfuggite alla sorte che erano scomparse nel nulla. Ho esplorato…
Esploratore di luci, di sguardi, di specchi, di tramonti?
Denittis: Sì, tante cose mi hanno coinvolto. Specchi e luci dei tramonti, sguardi introspettivi, bellezza del creato. Ma adesso ho bisogno di fare una pausa. Amo la solitudine, i suoi umori, le sue passioni nascoste. Poi la natura, i colori del cielo e della Terra, l'amore per la luce. E l'ascolto della musica celeste. E poi mi prende il desiderio di scoprire il volto del mare, gli occhi della polvere, i sentimenti del sole verso la terra e gli esseri umani. Adesso non vedo l'ora di riabbracciare Titine e Jacques. Sono un po' stanco.
Ti mancano troppo!
Denittis: Mi mancano troppo! E senza di loro mi sento troppo solo. Arrivederci, mio dolce, cruciale fantasma. Ritorna alle tue notti inquiete, ai tuoi sogni. E quando vuoi, torna. Ti parlerò del mio "Diario segreto".
D'accordo. A presto! E arrivederci, con il cuore più libero dal peso dei granelli di sabbia che scivolano, perenni, nella clessidra dei giorni. Saper sopportare gli eventi e rifletterci su, sarà come essere liberi tra i flutti, nel dolce mare aperto.
Denittis: Sì, non dimentichiamo la poesia, lo spirito immortale della poesia. A presto!
© Tutti i diritti riservati
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