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"Cura Italia", l'Ordine degli Architetti Bat: «I nostri iscritti meritano rispetto»

Il presidente Paolo D’Addato: «Chiediamo che vengano messe in atto le stesse misure di urgenza poste per altre categorie»

Stiamo vivendo una situazione per tutti inusuale, in alcune aree dell'Italia da definirsi drammatica e fino a qualche settimana fa distante mille miglia dall'immaginabile. Abbiamo assistito increduli alla diffusione di un virus che ha causato dapprima l'ormai nota a tutti Epidemia da Covid-19 e dall'11 Marzo scorso definita dal direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, una pandemia diffusa in tutto il pianeta.

I primi casi in Italia risalgono al 30 Gennaio scorso, da allora assistiamo increduli ogni giorno ad una repentina crescita dei contagi e dei decessi che hanno indotto il Consiglio dei Ministri a varare un Decreto Legge per contenere la diffusione del virus. Il Decreto Cura Italia, per l'appunto, oltre ad estendere la zona rossa anche alle nostre aree geografiche, pone importanti restrizioni lavorative indispensabili per contenere la diffusione del virus, invitando noi tutti a restare a casa. Purtroppo tra le categorie menzionate inizialmente, tale documento trascurava quella di noi liberi professionisti con partita iva, iscritti alle Casse di Previdenza Autonome, per poi inserire il nostro codice Ateco nell'elenco delle attività non sospese, assieme a tutte le attività professionali (allegato 1 D.P.C.M. del 22 Marzo 2020) non prevedendo per tanto alcun bonus come stabilito per le altre categorie iscritte alla gestione separata dell'Inps.

Pur consapevoli del periodo di grave emergenza sanitaria che vede impegnato il nostro Governo, non possiamo esimerci dal denunciare che si sta attuando nei confronti della nostra categoria di liberi professionisti una discriminazione inaccettabile.

Il nostro pensiero, come Comunità degli Architetti, deve andare in primis verso il principio della solidarietà. Solidarietà alle categorie in prima linea (medici, infermieri, personale sanitario) solidarietà alle Regioni più colpite e per tanto agli Ordini professionali interessati, senza però tralasciare la solidarietà verso tutti i nostri iscritti che in queste ore meritano risposte.

Abbiamo atteso la versione ufficiale del D.P.C.M. dell' 11 Marzo e dopo quella del 22 Marzo, abbiamo tenuto incontri con la Federazione Regionale, con il Consiglio Nazionale e con tutti gli Ordini d'Italia per denunciare le difficoltà e le peculiarità della nostra professione, stremata già da oltre dieci lunghi anni di crisi ed ora completamente dimenticata. Non si può continuare a pensare che i liberi professionisti siano una categoria di privilegiati, chiediamo semplicemente che vengano messe in atto le stesse misure di urgenza poste per altre categorie e necessarie a coprire i mancati introiti dovuti all'Emergenza del Covid-19.

In qualità di Presidente dell'Ordine P.P.C. della provincia BAT, assieme al Consiglio e all'intero Ordine provinciale continueremo l'impegno intrapreso con il CNAPPC, INARCASSA, l'RTP e la Regione Puglia, al fine di far valere i nostri diritti in quanto professionisti, ma soprattutto cittadini. L'attività in essere in queste ore si sta concentrando su più fronti: quello dell'emergenza, con adeguate misure da compiere per affrontarla, e quello del post-emergenza. Quando questa pandemia finirà, in quel preciso istante non possiamo permetterci di farci cogliere impreparati, per questo sin da ora dobbiamo pensare a far ripartire il Paese con un nuovo progetto. Un nuovo modello di vita, come intitolano tutte le testate giornalistiche a livello mondiale, che non potrà tralasciare l'importante ruolo intellettuale rappresentato dalle libere professioni.

In questa logica il Consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Barletta Andria Trani si sta adoperando con ogni mezzo per dare risposte alla nostra comunità e per rispondere ai quesiti dei nostri iscritti, facendo rete con gli altri Ordini e Federazioni per un valido ed indispensabile confronto e sollecitando risposte forti da parte delle istituzioni superiori che si tramutino nel breve tempo in azioni concrete.

In particolare abbiamo deliberato una prima serie di misure straordinarie che, nei limitati confini delle possibilità di un Ordine professionale locale, vorrebbero costituire un segno e un incentivo agli iscritti:
  • Prorogata dal 31 marzo al 30 aprile la scadenza per il pagamento della quota di iscrizione all'Ordine, per l'anno in corso. L'obiettivo di questa decisione è quello di garantire, nei limiti del possibile, il funzionamento dell'Ordine attraverso il pagamento dell'annualità da parte degli iscritti che potranno effettuarlo e consentire il pagamento, con una finestra di tempo più ampia rispetto all'ordinario, a chi ha reale necessità il posticipo dello stesso, senza alcuna penalizzazione;
  • Diffusione di corsi on-line in modalità FAD. Le occasioni formative a distanza saranno oggetto, nei prossimi giorni, di un importante incremento per quantità e varietà. In un momento così delicato, rafforzare le proprie competenze crediamo possa essere un valido supporto ed una valida occasione per affrontare la ripartenza al termine di questa difficile circostanza;
  • Stiamo attivando, in accordo con il CNAPPC, gli altri Ordini e Collegi tecnici, iniziative volte ad agevolare l'attività di lavoro dei nostri colleghi: consapevoli di quanto stabilito dal D.P.C.M del 22 Marzo 2020 con la non sospensione delle attività professionali, ma altrettanto consapevoli della chiusura dei cantieri e degli uffici di Pubblica Amministrazioni, questi ultimi chiusi al pubblico, stiamo chiedendo che vengano predisposte piattaforme tecniche che agevolino l'invio telematico delle pratiche amministrative.

Contestualmente, il Consiglio dell'Ordine si sta impegnando per mantenere attivi i servizi essenziali: è stata riorganizzata l'attività del personale di segreteria, che opera da remoto in modalità Smart Working.

La comunità degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Barletta Andria Trani e i suoi colleghi tutti nel resto della Regione e del Paese, insieme agli altri professionisti di Ordini e Collegi, sono una importante risorsa dell'Italia, troppo spesso sottovalutata e trascurata. Oggi più che mai occorre rivendicare il nostro ruolo. Non è facile partendo da un Ordine locale far valere i nostri diritti, per questo chiediamo la piena collaborazione di tutti e in primis delle autorità competenti. Insieme, supereremo questo difficile momento!
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