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Da celestine a benedettine, nuove suore a S. Ruggero

Valore storico del cambiamento. Domani la cerimonia

L'antichissimo monastero di San Ruggero, ubicato nella centralissima via Cialdini accoglie in questi giorni cinque nuove suore provenienti dal monastero di "Santa Maria delle Rose" di Sant'Angelo in Pontano (MA). Si tratta di Madre Anna Lucia, Priora, Suor Maria Paola, Suor Gloria Maria, Suor Benedetta Maria, Suor Emanuela Anastasia, che si uniranno alle quattro anziane sorelle rimaste nel convento: Suor Ruggerina, Suor Metilde, Suor Franceschina, Suor Celestina. Saranno accolte e insediate ufficialmente, domani alle ore 18.30, durante un apposito rito presieduto da S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie.
Suore del convento di S. Ruggero
La notizia, oltre all'esplicito valore spirituale, racchiude una novità di importanza storica: le nuove sorelle appartengono all'ordine benedettino, invece fino ad ora l'ordine occupante il convento, intitolato prima a Santo Stefano e poi al patrono barlettano, già vescovo di Canne, era delle benedettine-celestine. Questione che sfuggirà ai più, ma trattasi di tradizioni storiche differenti. L'edificio da cui si sviluppò il monastero, dedicato a Santo Stefano, venne concesso alle suore benedettine da Roberto il Guiscardo, duca di Puglia normanno, nel XI secolo. Dal 1276 le monache di clausura benedettine custodiscono le spoglie di San Ruggero traslate dalla chiesa di Canne. Proprio in questi giorni si festeggia S. Ruggero come uno dei due Patroni di Barletta, ma la data di elezione a protettore della città è sconosciuta, ma il periodo a cui risale è sicuramente tra il XV e il XVI secolo. Nei primi secoli le monache erano prevalentemente provenienti da famiglie aristocratiche di Barletta, perfettamente integrate con il contesto sociale urbano.

L'ordine dei celestini fu fondato da Pietro da Morrone, frate benedettino divenuto papa nel 1294 con il nome di Celestino V ("che fece per viltade il gran rifiuto" per Dante), dapprima ordine solo maschile, poi si svilupparono anche i monasteri femminili; Celestino è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica. Gli unici monasteri di benedettine-celestine che sopravvissero alle soppressioni napoleoniche furono il convento di San Basilio a L'Aquila e quello barlettano, che venne aggregato alla congregazione celestina a metà del '500.
Dalla fine degli anni '70 del '900 i monasteri celestini sono stati riuniti in una federazione all'interno della confederazione benedettina. Ormai la congregazione celestina è fortemente in calo, e il cambiamento barlettano lo dimostra.
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