Diviccaro e Doronzo
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Politica

Coalizione civica: «Barletta città senza regole»

La nota di Carmine Doronzo e Michela Diviccaro

«Sono passati ormai sei mesi dall'insediamento della nuova amministrazione comunale ma la sensazione che prevale in città è che con la seconda sindacatura di Cannito non sia cambiato granché rispetto alla prima: stessi gli attori protagonisti, stessi i registi (compresi quelli occulti), stesso il copione. Insomma, la tanto propagandata "liberazione" della città altro non sarebbe stata che la più grande menzogna mai raccontata al popolo barlettano». Così i consiglieri di Coalizione Civica, Carmine Doronzo e Michela Diviccaro.

«Eccoci dunque ripiombati nella stagione degli assessori nominati e sostituiti alla velocità della luce, dei veti incrociati tra i membri della stessa maggioranza, degli atti programmatici scopiazzati e pasticciati, dei lavori pubblici a rilento, delle manutenzioni assenti, dei vecchi problemi sistematicamente irrisolti.

Eppure questa volta pare esserci di peggio: il tema su cui il primo Cannito aveva clamorosamente fallito a causa del suo immobilismo, nonostante ne avesse gelosamente trattenuto a sé la delega, ossia l'urbanistica, questa volta sembra assumere aspetti davvero oscuri e preoccupanti.

La questione relativa alle monetizzazioni degli standard urbanistici, venuta alla ribalta negli ultimi giorni in merito al maxi condominio che sorgerà in viale Marconi al posto dell'ex edificio Enel, e su cui in consiglio comunale abbiamo interrogato sindaco ed assessore senza ricevere risposte chiare, torna a ricordarci prepotentemente quanto nella nostra città il denaro possa acquistare di tutto, perfino il diritto della cittadinanza a ricevere dei sacrosanti servizi pubblici in una zona della città abbandonata a se stessa, stretta com'è tra enormi "luoghi fantasma" (ex distilleria, orto botanico, casa di riposo) che stanno a rappresentare il fallimento di una politica forte con i deboli e debole con i forti.

Diversa vicenda ma dai connotati simili è quella riguardante l'area ex Eni tra viale Cafiero e le mura di San Cataldo (ai piedi del castello), dove sono stati abbattuti alberi ad alto fusto per lasciare il posto ad un parcheggio, rispetto alla quale il sindaco in consiglio comunale ha fatto spallucce limitandosi ad affermare la primazia degli interessi privati su quelli pubblici, in pieno spregio dei principi costituzionali nonché ignorando le prerogative del comune che ha il dovere di esprimere un indirizzo sulla destinazione d'uso di quell'area che, lo ribadiamo ancora una volta, i cittadini vorrebbero sia destinata a verde.

Una città senza Piano Urbanistico Generale è una città senza regole e in una città senza regole può accadere di tutto e questo il sindaco e gli assessori di Barletta lo sanno benissimo ma lo sanno molto bene anche i cittadini che, al di là di tante promesse elettorali, continuano a vivere senza un piano della mobilità sostenibile, senza un piano delle coste e con interi quartieri sprovvisti di spazi verdi e servizi, in cui avanza senza sosta il cemento e la speculazione edilizia.

Sempre in assenza di piano urbanistico è giunta qualche settimana fa la maxi variante delle aree industriali e commerciali, per la quale auspichiamo in sede di convenzione che sia data priorità allo sviluppo di nuove attività sportive e socio-culturali ma soprattutto che siano previsti tutti i servizi attualmente inesistenti. Via Trani e Via Foggia sono attualmente caratterizzate da asfalto dilaniato, reti fognarie insufficienti, scarsa illuminazione e nessun controllo. Invece di pensare alle ennesime speculazioni ci aspettiamo che l'amministrazione si preoccupi di erogare i servizi minimi per chi in quelle aree quotidianamente ci vive e ci lavora.

Altro grande paradosso della città senza regole è quello che alla speculazione edilizia non è seguito il diritto alla casa. Oggi molti nostri concittadini, insieme ai migranti che giungono nella nostra città per i lavori stagionali, vivono per strada; giovani coppie, disoccupati e precari stentano a trovare un alloggio dignitoso. In assenza di politiche pubbliche a Barletta continuano a spuntare case sfitte a prezzi di affitto insostenibili, mentre interi quartieri (come borgovilla e sette frati), che andrebbero rigenerati in chiave green e con politiche inclusive, restano soffocati tra palazzine fatiscenti, piazze ed edifici pubblici abbandonati a sé stessi, vuoti urbani e sempre crescenti sacche di marginalità sociale.

Ci saremmo aspettati che il sindaco, al suo secondo mandato, avrebbe pensato a una città nuova, a misura di bambini, famiglie, persone con disabilità, una città rispettosa dell'ambiente, con aree verdi e servizi pubblici, e invece ci ha riconsegnato una città vecchia, una realtà che conoscevamo benissimo: una "Barletta libera…" di speculare».
  • Coalizione Civica
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