«Quei ladri inseguiti in Via Brigata Barletta venivano da casa mia»

Furti in casa: il racconto di una cittadina barlettana grata alle forze dell’ordine

giovedì 23 ottobre 2014 23.13
Sentirsi intrusi in casa propria. E' questa la sensazione che molti provano quando il loro diritto civile primario viene violato. Un diritto, quello alla riservatezza della propria dimora, violato da malviventi parassiti che si appropriano delle cose altrui con tutta la disinvoltura della prepotenza. La tranquillità domenicale è stata rotta dall'inseguimento da parte della polizia dei ladri d'appartamento e sono proprio loro gli attori del racconto che vi riportiamo qui. L'esperienza di una donna che ha dovuto fare la comparsa, costretta ad osservare con estremo terrore le gesta del delinquente, in attesa dei soccorsi.

«Domenica mattina, intorno alle ore 10:15, mio marito con i bambini sono usciti per andare in chiesa, mentre io sono rimasta in casa per finire le faccende domestiche. Abitando in una villetta, nel quartiere Sette Frati, sono salita al piano superiore per rientrare il bucato (avrò impiegato non più di 5 minuti). Ho preso i vestiti che mi servivano per cambiarmi e quando sono scesa ho visto i fiori per terra. In quel momento ho pensato che fosse stato il vento a far cadere il vaso; allora mi sono piegata per trovare il vaso ma non l'ho trovato. Quando mi sono girata, ho visto cassetti aperti, roba uscita dai mobili, tutti i pensili della cucina aperti. Subito ho capito che era entrato qualcuno, così sono uscita fuori chiedendo aiuto. Immediatamente sono arrivati i miei vicini; hanno cercato di farmi calmare, ma quando sono rientrata in casa ho visto che mancava un bel po' di roba. Chiaramente il ladro ha fatto tutto nel massimo silenzio; io non ho sentito nulla nonostante uscisse ed entrasse con tranquillità. La cosa che mi fa più rabbia è che dalle telecamere si vede come lui si muoveva tranquillo, sereno senza aver paura di niente, nonostante io fossi al piano superiore. Un vero esperto! Mentre l'altro era fuori. Sono sicura di essere stata spiata prima della loro intrusione; come se fossi io la ladra! Spero che almeno qualche famiglia possa recuperare qualcosa. Voglio ringraziare i poliziotti, il Sig.Paolo, il suo collega (non ricordo il suo nome), ma anche tutti del commissariato di Barletta…sono state delle persone splendide ed educate».

Ieri i due delinquenti baresi, Domenico De Caro (43 anni) e Scipione Loconsole (44 anni), sono stati processati per direttissima e vedremo se le amare sentenze popolari - come "tanto li lasciano liberi" - saranno smentite.