Zona arancione
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Istituzionale

Zone arancioni, nota istituzionale congiunta di Prefettura, Provincia, amministrazioni comunali e Asl BT

I rappresentanti di esercenti e ristoratori a colloquio questa mattina con Emiliano

A seguito dell'ordinanza del Presidente della Regione che ha mantenuto il regime di misure restrittive previste nelle "zone arancioni" nei comuni di Barletta, Andria, Bisceglie e Spinazzola, nel pomeriggio di martedì 8 dicembre il Prefetto di Barletta Andria Trani Maurizio Valiante ha riunito i Sindaci della provincia ed i vertici dell'Azienda Sanitaria Locale per esaminare i contenuti e gli effetti del provvedimento regionale che ha determinato, in quelle realtà comunali, azioni di protesta da parte degli esercenti.

Criticità nei dati Covid-19 sul territorio

Dai report regionali e dell'Istituto Superiore di Sanità sono emerse specifiche criticità nei territori menzionati. La Regione Puglia attraverso gli uffici preposti ha preso in esame il numero assoluto dei nuovi casi positivi rilevati nelle ultime due settimane, il tasso di Incidenza (numero di nuovi casi rapportato alla popolazione) per ciascuna settimana e il rapporto tra il tasso di incidenza comunale con l'analogia tasso regionale per ciascuna delle due settimane.

Ristori per i settori colpiti dalla zona arancione

Durante il confronto è emersa in via prioritaria l'esigenza di considerare le aspettative di forme di ristoro per il settore della ristorazione, interessato in maniera più diretta dal provvedimento regionale. A tal riguardo, previo interessamento del Prefetto, del Presidente della Provincia e dei Sindaci presso la Regione Puglia, si è accertata la disponibilità, da parte della Regione, di erogare, a titolo di ristoro, apposite risorse finanziarie stanziate dal Governo ed espressamente previste nel Decreto Ristori Quater. Nel contempo si è appreso che i competenti uffici regionali stanno già predisponendo il relativo provvedimento, che sarà sottoposto all'esame della prossima riunione della Giunta regionale, già programmata entro venerdì 11 dicembre. Sulla questione si è tenuto un ulteriore confronto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 9 dicembre, con i rappresentanti della associazioni di categoria, che hanno manifestato preoccupazione e perplessità sulle motivazioni ed i tempi di decorrenza del provvedimento regionale. Le stesse hanno nel contempo evidenziato l'assenza di coinvolgimento, che avrebbe potutto agevolare in misura meno impattante gli effetti del provvedimento regionale attraverso una puntuale e preventiva azione di informazione ai propri iscritti, anche al fine di avitare l'accollo, così come avvenuto, di impegni finanziari assunti per la ripresa delle attività.

Locali sicuri, nessun rischio contagio

È stato inoltre rappresentato che il settore della ristorazione non può essere considerato a rischio per la diffusione del contagio, attesi gli importanti investimenti sostenuti per garantire le misure ed i protocolli di sicurezza all'interno dei locali. I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno tuttavia auspicato che i ristori previsti siano effettivamente compensativi delle reali perdite di esercizio, sottolineando che questa straordinaria e prolungata fase congiunturale negativa ha già messo in ginocchio il settore con consistenti percentuali di dismissione e con il rischio di compromissione irrimediabile della ripresa di numerose altre attività. Hanno comunque assicurato, con forte senso istituzionale, di continuare a garantire l'importante ruolo che stanno svolgendo nel segnalare ogni forma di disagio della categoria, anche allo scopo di prevenire forme di tensione sociale.

Gli stessi rappresentanti delle associazioni di categoria hanno preannunciato che nella mattinata odierna saranno ricevuti dal Presidente della Regione Puglia per sottoporre nuovamente le problematiche del comparto e comprendere le modalità di erogazione dei ristori previsti.

Il tavolo continuerà a riunirsi periodicamente anche per mantenere la pienna attenzione di tutti i soggetti istituzionali sulle tematiche in questione.
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