Gennaro Antonio Rociola - ItaliaViva
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Politica

Stop all'abbattimento del pino, Rociola: «Il sindaco riprenda in mano il timone della città»

La nota del coordinatore cittadino di ItaliaViva: «La velocità della giustizia non può essere un’esimente per la contumacia dell’amministrazione comunale»

«Questi giorni l'attenzione della cronaca cittadina, alimentata soprattutto dal tamtam dei social, si è polarizzata su una vicenda controversa e alquanto singolare: è nato prima il pino o il palazzotto adiacente? Tutelare l'incolumità del privato o salvaguardare il verde pubblico? Salvare il pino secolare e votarci al santo protettore affinché non cada e faccia danni?». Sono le domande poste dall'avvocato Gennaro Antonio Rociola, coordinatore cittadino di ItaliaViva.

«Sicuramente - prosegue - la questione creerà un precedente nel momento in cui, salvato il pino secolare e messo in sicurezza rispetto al palazzo attiguo – questo è l'auspicio – bisognerà pensare a salvaguardare e a mettere in sicurezza tutte le aree pubbliche in cui sono piantumati alberi (essenze spesso non compatibili con il contesto urbano) che creano vero e proprio pericolo all'incolumità pubblica, un esempio per tutti – non unico – senza allontanarsi dal famoso pino, proprio il marciapiede lato ferrovia di via Vittorio Veneto ove le radici poderose degli alberi ivi presenti, rappresentano un vero e proprio pericolo, soprattutto per i pedoni che nella migliore delle ipotesi, devono camminare sulla pubblica via, anziché sul marciapiede. Ma il punto non è questo!

La vicenda ha del paradossale nel momento in cui una città dalle problematiche ambientali note a tutti i cittadini, a cui sono state fornite risposte evanescenti o in qualche caso non si è ricevuta risposta alcuna (vd. denuncia querela sporta dal sottoscritto in data 18.08.2019 presso la Procura della Repubblica di Trani) si mobiliti con sit-in, petizioni o addirittura suppliche personali verso il privato cittadino, portatore di interesse personale in giudizio (danno temuto) che si fa rappresentare da un consigliere comunale, contro la Pubblica Amministrazione, senza porsi la domanda di quale sia stato il ruolo nella vicenda da parte dell'amministrazione.

Singolare la tempistica processuale con sui la vicenda si è evoluta, ma certamente la velocità della giustizia – ricorso iscritto a ruolo l' 8 settembre 2020 e deciso in via cautelare il 16 novembre 2020 - (è sempre così?) non può essere ritenuta un'esimente per la contumacia dell'amministrazione comunale, sempre così attenta a costituirsi in giudizio anche solo per difendersi dall'opposizione avverso una contravvenzione o per una caduta per strada, restando invece silente rectius "contumace" in una controversia di sicuro risalto mediatico.

A nulla vale l'interessamento a posteriori del primo a cittadino che esortato quasi a difesa d'ufficio, interviene disponendo la sospensione dell'abbattimento programmato per il 15 gennaio 2021, quasi a sostituirsi all'Autorità Giudiziaria che il provvedimento cautelare ha pronunciato, lasciando interdetto lo scrivente e non solo, sulla stessa capacità di conoscenza di quanto accade alle spalle del sindaco stesso, atteso che non è la prima volta che interviene a porre la classica "pezza a colore" su questioni verificatesi a sua insaputa.

A questo punto l'invito spontaneo ed accorato rivolto al primo cittadino da parte di questa forza politica, è quello di (ri)prendere in mano il timone della città come un vero capitano per affrontare con piglio deciso le questioni, senza dover ogni volta rincorrere in "bolina" a distrazioni divenute ormai frequenti e non più giustificabili, da parte dei cittadini».
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