Degrado in spiaggia
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Territorio

L’estate è finita, per l’ambiente è tempo di bilancio

La nota del prof. Ruggiero Dellisanti, sullo stato delle coste e del depuratore. «I problemi del nostro mare non possono essere rinviati»

A settembre inoltrato, possiamo lasciarci alle spalle una stagione estiva non certo indimenticabile per Barletta, e tirare le somme per delineare un bilancio dei mesi appena trascorsi. Il geologo Ruggiero Dellisanti scrive per i lettori di Barlettalife una approfondita nota sullo stato del nostro mare e delle nostre coste, cercando di identificare le soluzioni possibili per gli attuali problemi ambientali della città della Disfida e del suo territorio, con proposte concrete che rompono il silenzio degli enti locali in tema di salvaguardia ambientale.

«Settembre, un'altra stagione balneare è conclusa, è tempo di bilancio. Positiva per i gestori degli stabilimenti balneari che hanno visto la stagione concludersi senza interruzione. Negativa per noi, fruitori, perché raramente siamo riusciti a vedere un mare di colore turchese, e soprattutto perché è mancato il diritto ad essere informati in modo chiaro e tempestivo, sullo stato di salute e sulla qualità delle acque di balneazione.

Ora che i riflettori sulla polemica estiva sono spenti, è tempo di ricominciare a parlare, del piano coste, dell'inefficienza del depuratore, dell'impianto di affinamento delle acque reflue, dell'erosione costiera che incalza e più in generale delle criticità ambientali del territorio. Problematiche ambientali, richiamati da S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, domenica 16 in occasione della 7^ Giornata per la salvaguardia del creato, che se affrontati a tempo debito non corrono il rischio, come è accaduto nell'estate passata di tacciare, di stupidità e presunzione concittadini che appartengono al mondo della scienza e dell'informazione, solo per fare semplice demagogia. Ora, è il tempo dello scambio di opinioni tra la politica, scienza e interessi collettivi, in modo tale da essere pronti ad affrontare la prossima stagione balneare nell'interesse di gestori e bagnanti. E' vero che l'ARPA, nella stagione scorsa, ha dichiarato balneabile il nostro mare sulla base dei campionamenti, previsti per Legge. Sorprende, però, leggere i risultati. Le analisi effettuate nei mesi di Aprile, Maggio, Giugno, Luglio e Agosto, mostrano che in tutti i punti di prelievo i valori per l'escherichia coli e per gli enterococchi intestinali, è sempre uguale a zero!!! La qualità delle acque di balneazione del nostro mare è dunque perfetta!

Desta meraviglia come neanche un batterio sia presente lungo tutto il tratto costiero e conseguentemete a rigor di Legge è stato dichiarato balneabile (N.B. il superamento dei limiti di legge è di 200 UFC - Unità Formanti Colonie - per gli Enterococchi intestinali e di 500 UFC per Escherichia coli). Eppure, a stagione conclusa, è nel ricordo di tutti il colore delle acque del nostro mare nelle giornate appena trascorse. La presenza di str…ani oggetti galleggianti, la proliferazione della mucillagine, la presenza delle alghe, il fondale limaccioso ecc…, sono fenomeni che creano diacronia tra i dati scientifici e l'analisi de visu, effettuata da ciascuno di noi.

Data per scontata l'attendibilità delle analisi di che effettua i controlli, forse le stesse andrebbero meglio calibrate nelle tecniche, nei punti, nelle ore, nei giorni di campionamento, fornendo ad esempio anche indicazioni sulla temperatura dell'aria e dell'acqua, sullo stato del moto ondoso, sulla distanza dalla battigia, sull'ora del prelievo, sulla direzione dei venti e altre indicazione similari in grado di comporre un quadro conoscitivo più completo e avere in modo più corrispondenza tra quanto analizzato e quanto oggettivamente riscontrato quotidianamente. Il tutto, associato ad una pubblicazione tempestiva, dei dati sulla balneabilità delle acque, così come è previsto all'art.11 della Direttiva europea 2006/7/CE sulle acque di balneazione che recita espressamente: "Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione del pubblico all'attuazione della presente direttiva e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunità di informarsi sul processo di partecipazione, e di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami". Tutto ciò contribuirebbe a creare una maggiore fiducia nelle istituzioni comunali e regionali, anche in ossequio al messaggio pastorale di S.E. Mons. Pichierri. Se poi ci si trincera dietro affermazioni quali "va tutto bene", "è tutto in ordine", "la qualità delle acque del nostro mare è ineccepibile", allora il senso di sfiducia verso le Istituzioni diventa inevitabile, avallato dall'oggettiva situazione di sequestro del depuratore cittadino.

Riaprire il dibattito sul piano coste, in questo momento, potrebbe servire a pianificare l'attività, a chiarire la situazione con i Consiglieri comunali, al fine di approdare in modo sereno e costruttivo alle decisioni sulle quali il Consiglio Comunale inevitabilmente prima o poi dovrà deliberare. Si eviterebbe in tal modo di giungere impreparati alla scadenza evitando l'approvazione in tutta fretta di provvedimenti dettati solo dalla logica dell'emergenza, finalizzata solo nell'interesse di chi vuole l'emergenza, per il proprio tornaconto.

Ricercare, prima della scadenza del 2013, finanziamenti europei in grado di potenziare il nostro depuratore sottodimensionato, porterebbe alla duplice soluzione:
a) risolvere i problemi degli scarichi in mare di acque non depurate;
b) dare la possibilità all'impianto di affinamento di poter entrare in funzione.

Il nostro impianto di affinamento delle acque reflue, è il tipico esempio di una cattedrale nel deserto. L'opera, la cui costruzione risale a prima dell'avvento dell'euro, non è mai entrata in funzione. Esso è stato oggetto delle solite diatribe e del solito scarico di responsabilità, e non solo per la mancata realizzazione della rete distributiva, di cui ci si accorge solo ora, ma anche perché le acque provenienti dal depuratore, sottodimensionato, contengono una quantità di fosforo e azoto particolarmente elevato e anche se trattate i quantitativi che confluiscono nelle acque affinate, superano i limiti imposti dalla normativa, per l'utilizzo delle acque a scopo irriguo.

La costa, altro problema ambientale che presto si presenterà all'attenzione. Sicuramente alla prima mareggiata autunnale un altro pezzo del nostro litorale sarà inevitabilmente "mangiato dal mare" e ciò non per essere profeta di sventure ma solo per essere un osservatore delle morfodinamiche costiere. Il Parco regionale del fiume Ofanto, anche questo passato nel dimenticatoio a causa dei tanti provvedimenti del governo Monti che ha abolito i Consorzi pubblici, primo di uno serie di atti amministrativi che avrebbe dovuto dare il via libera al parco. I nostri Amministratori hanno ringraziato il Capo del Governo, per l'aiuto insperato ad insabbiare quest'altra criticità ambientale e non tanto per la mancata valorizzazione del territorio che in passato ha scatenato polemiche, tra fautori e denigratori del Parco, quanto e soprattutto perché in questo modo gli scarichi del comune di Canosa, sversati nel fiume Ofanto, non sono sottoposti a rigorosi controlli da parte del futuro Ente Parco e nel nostro mare, può tranquillamente arrivare di tutto. Il Ciappetta Camaggio, un corso che sicuramente non mancherà di fare notizia nella imminente stagione invernale per la possibile esondazione, così come ha già fatto notizia nella stagione estiva, per gli scarichi idrici provenienti dal depuratore di Andria.

I problemi del nostro mare, del litorale, della costa, dell'ambiente più in generale, non possono essere sempre e continuamente rinviati a sine die. Essi rappresentano, in tempi di crisi e non solo, la vera risorsa per il territorio sempre che l'azione di noi tutti sia finalizzata, come scrive Mons. Giovan Battista Pichierri, "alla preservazione e alla salvaguardia di quanto donatoci dal Signore con la sua opera creatrice"».
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