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Politica

In Puglia è bufera politica sulla riapertura dal 18 maggio per parrucchieri ed estetisti

Forza Italia e M5S attaccano Emiliano, Boccia: «Monitorare i contagi»

È scontro aperto sul terreno politico per quanto riguarda l'ordinanza della Regione Puglia che dal 18 maggio consentirà a parrucchieri ed estetisti di riprendere le loro attività, mantenendo le misure di sicurezza. «L'ordinanza della Regione Puglia, come per chiarezza ho comunicato il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, dispiegherà i suoi effetti dal 18 maggio in coerenza con i provvedimenti nazionali che saranno adottati nei prossimi giorni e, soprattutto, nel pieno rispetto dei protocolli per la sicurezza dei lavoratori che saranno indicati dalle linee guida disposte dal Comitato Tecnico Scientifico e dall'Inail per ciascun comparto di attività. In attesa di queste, diversamente da quanto fatto dalla Regione Calabria, la Puglia non consentirà aperture in contrasto con le disposizioni nazionali in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro». Questo è il commento del governatore Michele Emiliano, che respinge al mittente le accuse delle controparti politiche.

Il primo ad avanzare scetticismi sull'ordinanza è stato il gruppo consiliare regionale di Forza Italia. In una nota i consiglieri regionali Nino Marmo, Giandiego Gatta, Aldo Aloisi, Domenico Damascelli e Francesca Franzoso attaccano la Giunta: «Le ordinanze di Emiliano? Provvedimenti "a orologeria" aduso elettorale, pubblicati su Facebook alle 21.35, come quella per la riapertura di parrucchieri e centri estetici, per bruciare ogni possibilità di commento. A questo servono gli scienziati della task force? A fare videoconferenze? A potenziare ogni forma di visibilità mediatica, mentre tutti i dati confermano che la gestione pugliese della pandemia non è efficace? Gli scienziati servono per fare la commedia sulla possibilità di aprire queste attività oppure no, lasciando credere agli operatori che si riprenderà a lavorare grazie all'ordinanza del presidente?»

«Sapendo che il Governo - proseguono i consiglieri regionali - su questo stava valutando la possibilità di anticipare la riapertura rispetto alla data prevista del 1 giugno, ha soltanto fatto il furbetto, ma i pugliesi non hanno l'anello al naso. Perché, se invece si trattava di una decisione autonoma della Regione, Emiliano, con ordinanza, poteva stabilire la riapertura per l'11 maggio».

E ancora: «Per garantire alle attività maggior sicurezza, la Regione deve impegnarsi ad effettuare molti più tamponi. Anche su questo, la Giunta pugliese fa acqua da tutte le parti e siamo in fondo alla classifica nazionale. Fa sorridere, poi, l'atteggiamento del Ministro Boccia e la sua politica dei 'due pesi e due misure': in Calabria impugna l'ordinanza della presidente Santelli, che ha riaperto bar e ristoranti, mentre in Puglia chiude un occhio sull'operato del suo 'compagno' di partito. Il presidente del 'voto quanto prima', che sogna le urne il 26 luglio con oltre 30 gradi, rincorre il Governo per poter mettere la bandierina e dire 'Siamo arrivati prima noi!'. Prendendo in giro tutti, ovviamente. Il Governo, nel pomeriggio di ieri, aveva reso noto che avrebbe chiesto all'Inail per decidere sulle modalità di riapertura di centri estetici e parrucchieri... e l'ineffabile Presidente pugliese ha sparato la cartuccia in tarda serata, per bruciare tutti sul tempo (ma senza produrre alcun effetto concreto). Inoltre, una domanda sorge spontanea: le ordinanze dovrebbero avere carattere d'urgenza. Ergo, perché emanarne una per annunciare la riapertura non l'11 maggio, per esempio, ma il 18? La solita smania di protagonismo di chi è pronto a subordinare tutto al proprio egoismo elettorale. Persino la salute dei cittadini, chiedendo elezioni in un periodo ancora caldo non solo per la temperatura, ma anche e soprattutto per l'epidemia».

«Stiamo definendo le linee nazionali di sicurezza, che riguardano i lavoratori e i clienti». Interviene così il Ministro Francesco Boccia che, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, apre uno spiraglio per la riapertura non soltanto delle attività degli operatori della bellezza, in particolare parrucchieri ed estetisti, ma anche bar e ristoranti a partire dal prossimo 18 maggio. Una intervista che, nei fatti, fa luce anche sulle precisazioni diffuse nella giornata di ieri dal presidente Emiliano, sgomberando il campo da possibili retromarce, in merito alla riapertura delle attività "in linea con le disposizioni del governo". «Le linee nazionali di sicurezza - ha proseguito il Ministro per gli Affari regionali - arriveranno appena avremo anche i dati dei contagi dopo le prime riaperture del 4 maggio. Se l'epidemia continuerà a calare il governo conferma che le Regioni dal 18 maggio potranno aprire le attività economiche sulla base della situazione dei loro territori».

Va all'attacco anche il Movimento 5 Stelle, che in una nota firmata da tutti i consiglieri regionali commenta così il provvedimento del presidente della Regione Puglia: «Emiliano si tradisce da solo, ammettendo tra le righe che l'ordinanza fatta ieri per la riapertura di barbieri, parrucchieri e centri estetici è in realtà solo uno spot. Che senso ha emanare un provvedimento del genere alle ore 21 del 7 maggio, per stabilire l'apertura il 18 maggio e oggi spiegare che comunque si riaprirà in coerenza con i provvedimenti nazionali e "nel pieno rispetto dei protocolli per la sicurezza dei lavoratori che saranno indicati dalle linee guida disposte dal Comitato Tecnico Scientifico e dall'Inail"? Non sarebbe stato meglio impiegare "l'approfondito lavoro" del dottor Lopalco e degli altri tecnici, con tanto di sopralluoghi, verso altre urgenze legate al Covid? Il Governo sta lavorando per le riaperture, con linee guida precise e dettagliate su tutte le misure da adottare per garantire la massima sicurezza di addetti ai lavori e clienti. Fughe in avanti, inutili come da lui stesso implicitamente ammesso, generano solo confusione e di certo non servono ai pugliesi».
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