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Crisi ambientale e monitoraggio, il nulla dell'amministrazione Cannito

La dura nota del Collettivo Exit, critica verso il primo cittadino

«Le amministrazioni che si succedono nella nostra città hanno tutte le stesso atteggiamento quando si tratta di affrontare tematiche alquanto scottanti. Da un lato si fa finta di niente come se la cosa non li riguardasse e dall'altra,se incalzati,o peggio ancora smascherati,fanno mea culpa,versano lacrime di coccodrillo e si cospargono il capo di cenere». Così interviene Alessandro Zagaria del Collettivo EXIT, sempre attivo in tematiche ambientali.

«Questo avveniva anche quando la città era guidata da quel Partito Democratico - continua Zagaria - che oggi attacca Cannito, ma che fino a pochi anni fa negava l'esistenza di una crisi ambientale a Barletta. È chiaro a tutti che ci stiamo riferendo alla mancata presenza dell'amministrazione Cannito alla conferenza di servizi dello scorso 22 marzo in cui si è affrontato il delicato tema della messa in sicurezza della Timac. Una conferenza molto importante perché sono state messi in evidenza i risultati delle indagini effettuate su campioni di suolo e materiale di riporto che hanno mostrato un quadro alquanto preoccupante per la presenza di arsenico, rame, piombo, nitrirti, fluoruri e solfati. Diciamo che ci troviamo difronte all'ennesimo "svarione" di un amministrazione che su questa vicenda e su altre strettamente collegate, ha mostrato tutta la sua inadeguatezza e sciatteria politica.

Basti pensare alla saga infinita del piezometro POC01 (affrontato nella conferenza del 22 marzo) che doveva in un primo momento essere realizzato all'interno del complesso dell'Approdo e mai effettuato perché nel giorno prescelto e nel punto individuato sostava un'autovettura. A quel punto,vista l'impossibilità di spostare un auto (problema alquanto insormontabile), si decide di spostare il piezometro su un terreno adiacente la Timac. Ma anche in questo caso una serie di vicissitudini alquanto strampalate non permettono la realizzazione del piezometro. Morale della favola,del piezometro non si hanno più notizie, tutto finisce nel dimenticatoio. Ma questa storia si intreccia con altre questioni;noi come Collettivo Exit scopriamo che proprio sul terreno adiacente la Timac dove doveva e dovrebbe realizzarsi questo benedetto piezometro l'amministrazione Cannito ha rilasciato pochi mesi fa un permesso per costruire. A questo punto qualche mente maliziosa potrebbe pensare che la scomparsa del piezometro sia dovuta proprio al rilascio del permesso a costruire su quel terreno.

Potrebbe essere così,se non fosse che il Sindaco Cannito e la sua maggioranza strampalata una volta reso pubblico l'ennesimo tentativo di speculazione edilizia nella nostra città, fanno una mezza marcia indietro e sospendono il permesso a costruire. E sapete chi sospende il permesso a costruire? Il dirigente all'ambiente Donato Lamacchia, colui che da Dirigente all'edilizia aveva rilasciato parere favorevole a costruire. Siamo ormai alle comiche,se non fosse che qui si sta giocando una partita assurda sulla pelle e la salute dei cittadini. Come da copione si sta verificando lo stesso atteggiamento con la mancata partecipazione dell'amministrazione alla conferenza di servizi sulla messa in sicurezza della Timac. Il Sindaco Cannito ammette l'errore assumendosi tutte le responsabilità (come se non esistessero Assessori e Dirigenti di riferimento) e ribadendo con forza che la sua amministrazione è impegnata sulle tematiche ambientali. Sta di fatto che fino ad ora la sua amministrazione sulla criticità ambientali,dopo un anno di consigliatura, non ha prodotto nessun risultato.

A questo punto visto che il Sindaco Cannito è così solerte nell'assumersi le responsabilità, si assuma anche la responsabilità di dire pubblicamente che il piezometro sul terreno adiacente la Timac sarà realizzato e che non si costruirà nessun edificio qualora dovessero essere riscontrate la presenza di agenti inquinanti. Inoltre,visto che solo lui conosce gli impegni che la sua amministrazione ha preso sulle questioni ambientali,ci potrebbe elencare quali provvedimenti si stanno mettendo in campo per cercare di fermare la crisi ambientale che incombe su tutti noi e che ha tra i vari responsabili proprio le aziende insalubri,che oggi non vorremmo che si sentissero del tutto assolte solo perché la magistratura ha deciso di revocare alcuni provvedimenti».
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