Cronaca

Anche a Barletta arriva la "rivolta dei forconi", agitazioni in via Trani

Inesorabilmente fermi i trasporti anche nella nostra città, i disagi aumentano. Ci si chiede fino a che punto si abbia intenzione di arrivare

Nell'ambito di quella che è stata ribattezzata "rivolta dei forconi", la protesta degli autotrasportatori che in questi giorni ha desertificato strade e autostrade di tutta la penisola, anche Barletta sta dando il suo contributo facendo sentire la propria voce, la voce di coloro che giocano un ruolo fondamentale ogni giorno ma mai considerato, che svolgono questo lavoro per necessità o per passione e in entrambi i casi non sono equamente stipendiati.

L'intera giornata di ieri è stata animata dalla protesta che ha visto protagonisti una rappresentanza di autotrasportatori barlettani non esigua, organizzata in Via Trani, importante punto di sbocco barlettano per i trasporti per dare un segno forte. Non si è trattato di un blocco al traffico commerciale, completamente fermo dalla prima mattinata di ieri, si potrebbe parlare di un modo per farsi notare, pacificamente, perchè gli autotrasportatori vogliono far sentire la propria voce.

Per dire all'unisono un no secco al caro gasolio che con le accise più assurde sta contribuendo a svuotare le tasche di una classe lavorativa già non pagata in base ai chilometri di percorrenza come anche logica suggerirebbe ma nel più dei casi con una somma forfettaria (in ritardo, chiaramente) che non riesce a ricoprire le spese sostenute. Fino ad ora un obbligo più che questione di principio di andare davanti al giudice per il recupero dei costi, fatto inammissibile trattandosi di soldi rimessi di tasca propria, senza contare le spese aggiuntive per mantenere in piedi la propria attività tra tasse salatissime e le inevitabili spese di riparazione per i propri mezzi.

Altro capitolo da aprire a tale proposito, richiesta obbligatoria avanzata da tutti i proprietari è l'eliminazione dell'intermediazione "Senza camion" che garantisce a tutti coloro che non posseggono il mezzo (il 50% degli autotrasportatori) di vedersi fatturare impropriamente servizi di Autotrasporto, quasi annullando in tal modo i sacrifici di chi ha dovuto sudare per vedersi riconoscere questo, almeno questo diritto. Tutto questo discorso senza contare la concorrenza sleale estera favorita per i bassi costi.

Tante sono le richieste di una classe che non possiede riconoscimenti e semplificazioni lavorative che parrebbero ovvie, come la remunerazione garantita entro 30 giorni per riuscire a far rientrare i costi di trasporto nel piano di lavoro, cosa che ad oggi non è mai stata messa in atto lasciando i lavoratori in balia di immani scompensi monetari. Ancora, incentivi assicurativi del settore trasporto merci per calmierare gli aumenti indiscriminati e l'immediato sconto ai caselli autostradali. Non si tratta di benefici, ma di richieste giustificabili.

La protesta andrà avanti ad oltranza fino al prossimo 27 gennaio sperando di ricevere almeno attenzione e chiarimenti. Nel frattempo i benzinai chiudono i battenti per l'assenza di carburante che a quanto pare non arriverà prima della fine dello sciopero e le incessanti file ai pochi benzinai con ancora la fornitura, già documentate in ogni parte d'Italia, sono le uniche ad animare il traffico mentre le altre auto sono inesorabilmente destinate a fermarsi nei garage se a breve i disagi non saranno conclusi. I supermercati si svuotano velocemente. Quali saranno i risultati di queste agitazioni?
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