
Cronaca
L'inchiesta Armao si espande in Puglia, indagato per corruzione l'imprenditore Mario Doronzo
Una mazzetta da 5mila euro tra gli elementi che coinvolgono il 69enne di Barletta
Barletta - venerdì 9 ottobre 2026
15.55
Una presunta mazzetta da 5000 euro per sbloccare un appalto in materia di dissesto idrogeologico. L'inchiesta Armao si espande anche in Puglia e coinvolgerebbe anche un imprenditore edile barlettano, Mario Doronzo. Stando a quanto raccolto durante le indagini in corso, il professore siciliano Gaetano Armao avrebbe ricevuto la somma di denaro all'interno di un ufficio del Senato.
La provenienza della cifra indebitamente consegnata sarebbe riconducibile proprio al 69enne originario di Barletta, che adesso risulta indagato per corruzione dalla Procura di Palermo. L'incontro tra Doronzo e Armao sarebbe avvenuto nell'ufficio di Marcello Vernola, ex presidente della Provincia di Bari che attualmente figura come consigliere giuridico nella Commissione Ambiente del Senato.
Vernola non avrebbe assistito fisicamente al dialogo tra Doronzo e Armao, ma la consegna del denaro sarebbe avvalorata da quanto registrato dal cellulare dello stesso Armao, all'interno del quale era stato installato un trojan capace di monitorarne l'audio. Tra gli elementi raccolti, ci sarebbe il frusciare del contante e delle frasi ritenute inequivocabili: «L'altra volta te ne ho dati sette, adesso te ne ho portati altri cinque e chiudiamo la partita - direbbe Doronzo ad Armao - la partita è chiusa così, chiudo la porta così».
Nel 2019, la Doronzo Infrastrutture aveva ottenuto un appalto da 6,6 milioni di euro del commissario delegato al dissesto idrogeologico della Sicilia. L'opera riguardava la tutela della costa a Santa Maria del Focallo, in provincia di Ragusa, ma le operazioni risultano ferme per via di un accertamento delle questioni operative. Armao è il presidente del Collegio consultivo tecnico di tale procedura, ruolo che avrebbe poi dovuto occupare l'avvocato Pierluigi Matta, il presunto complice di Armao nella vicenda: è stato richiesto l'arresto di entrambi.
Stando alle ricostruzioni e alle indagini, Doronzo avrebbe puntato ad una perizia di variante, necessaria per ottenere l'autorizzazione a prelevare la sabbia, dai siti di Siculiana o Pozzallo, per sistemare il litorale. «Quindi noi nominiamo questo avvocato (Matta, ndr) e andiamo avanti»,avrebbe detto Doronzo, che si sarebbe lamentato delle lungaggini attribuibili al commissario delegato al dissesto. «E appunto noi invece la prendiamo (la sabbia, ndr) fuori dal porto di Pozzallo dove abbiamo 500mila...», avrebbe poi aggiunto il 69enne barlettano: «La cosa che bisogna spingere bene è che dobbiamo fare la perizia». «Ci stiamo», sarebbe stata la risposta di Armao. «Quello è l'atto giuridico che ci serve, lì ce ne vorranno per lo meno altri tre capito? Perché lì verrà una draga olandese che pescherà...».
Sempre grazie a quanto rilevato dal trojan, Armao avrebbe poi anticipato a Doronzo anche l'imminente pubblicazione dell'appalto per il porto turistico di Santo Stefano di Camastra, notizia ottenuta a seguito di un incontro con un esponente di spessore di Confindustria Sicilia. Il barlettano, dunque, avrebbe poi chiamato su WhatsApp il commissario al dissesto e nel frattempo avrebbe anche chiesto ad Armao di avvicinare un consigliere di Stato, nelle vesti di relatore di un ricorso presentato dalla sua azienda: «È una cosa che riguarda me, un'opera mia, siamo in secondo grado, ho fatto ricorso ma non mi danno ragione, volevo parlare con questo...». «Fammi verificare, vabbè lo controllo io... non te lo do per certo».
La Procura di Palermo ha chiesto il carcere per Armao e Matta, oltre ai domiciliari per altre sei persone: gli interrogatori preventivi sono in programma la prossima settimana. Doronzo resta indagato per corruzione.
La provenienza della cifra indebitamente consegnata sarebbe riconducibile proprio al 69enne originario di Barletta, che adesso risulta indagato per corruzione dalla Procura di Palermo. L'incontro tra Doronzo e Armao sarebbe avvenuto nell'ufficio di Marcello Vernola, ex presidente della Provincia di Bari che attualmente figura come consigliere giuridico nella Commissione Ambiente del Senato.
Vernola non avrebbe assistito fisicamente al dialogo tra Doronzo e Armao, ma la consegna del denaro sarebbe avvalorata da quanto registrato dal cellulare dello stesso Armao, all'interno del quale era stato installato un trojan capace di monitorarne l'audio. Tra gli elementi raccolti, ci sarebbe il frusciare del contante e delle frasi ritenute inequivocabili: «L'altra volta te ne ho dati sette, adesso te ne ho portati altri cinque e chiudiamo la partita - direbbe Doronzo ad Armao - la partita è chiusa così, chiudo la porta così».
Nel 2019, la Doronzo Infrastrutture aveva ottenuto un appalto da 6,6 milioni di euro del commissario delegato al dissesto idrogeologico della Sicilia. L'opera riguardava la tutela della costa a Santa Maria del Focallo, in provincia di Ragusa, ma le operazioni risultano ferme per via di un accertamento delle questioni operative. Armao è il presidente del Collegio consultivo tecnico di tale procedura, ruolo che avrebbe poi dovuto occupare l'avvocato Pierluigi Matta, il presunto complice di Armao nella vicenda: è stato richiesto l'arresto di entrambi.
Stando alle ricostruzioni e alle indagini, Doronzo avrebbe puntato ad una perizia di variante, necessaria per ottenere l'autorizzazione a prelevare la sabbia, dai siti di Siculiana o Pozzallo, per sistemare il litorale. «Quindi noi nominiamo questo avvocato (Matta, ndr) e andiamo avanti»,avrebbe detto Doronzo, che si sarebbe lamentato delle lungaggini attribuibili al commissario delegato al dissesto. «E appunto noi invece la prendiamo (la sabbia, ndr) fuori dal porto di Pozzallo dove abbiamo 500mila...», avrebbe poi aggiunto il 69enne barlettano: «La cosa che bisogna spingere bene è che dobbiamo fare la perizia». «Ci stiamo», sarebbe stata la risposta di Armao. «Quello è l'atto giuridico che ci serve, lì ce ne vorranno per lo meno altri tre capito? Perché lì verrà una draga olandese che pescherà...».
Sempre grazie a quanto rilevato dal trojan, Armao avrebbe poi anticipato a Doronzo anche l'imminente pubblicazione dell'appalto per il porto turistico di Santo Stefano di Camastra, notizia ottenuta a seguito di un incontro con un esponente di spessore di Confindustria Sicilia. Il barlettano, dunque, avrebbe poi chiamato su WhatsApp il commissario al dissesto e nel frattempo avrebbe anche chiesto ad Armao di avvicinare un consigliere di Stato, nelle vesti di relatore di un ricorso presentato dalla sua azienda: «È una cosa che riguarda me, un'opera mia, siamo in secondo grado, ho fatto ricorso ma non mi danno ragione, volevo parlare con questo...». «Fammi verificare, vabbè lo controllo io... non te lo do per certo».
La Procura di Palermo ha chiesto il carcere per Armao e Matta, oltre ai domiciliari per altre sei persone: gli interrogatori preventivi sono in programma la prossima settimana. Doronzo resta indagato per corruzione.
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