
Politica
Emergenza abitativa, Coalizione Civica: «Barletta attivi subito l'agenzia degli affitti per non perdere i fondi regionali»
La nota di Carmine Doronzo e Michela Diviccaro
Barletta - giovedì 15 ottobre 2026
19.37 Comunicato Stampa
«Il diritto alla casa è un diritto fondamentale. Eppure è diventato un'emergenza che riguarda sempre più le grandi città e i comuni medi, compresa Barletta. Lo sanno le giovani coppie che non riescono né ad acquistare case in un mercato con prezzi alle stelle, né a trovare case in affitto che siano dignitose. Lo sanno le famiglie che rischiano lo sfratto dopo la perdita di un lavoro». Così i consiglieri di Coalizione Civica, Carmine Doronzo e Michela Diviccaro.
Lo sanno le decine di persone che anche nella nostra città vivono in auto o per strada. La casa si è trasformata da un diritto a un bene di lusso. I dati ufficiali parlano chiaro: in Italia si contano decine di migliaia di provvedimenti di sfratto ogni anno, per oltre il 71% legati alla morosità. A questi si aggiunge l'impennata degli sfratti per finita locazione (quasi raddoppiati) di famiglie che perdono la casa pur saldando regolarmente il dovuto. Dietro questi numeri c'è un Paese con un'offerta pubblica insufficiente: solo il 3,8% delle famiglie vive in edilizia sociale (contro il 18% della Francia, il 28% dell'Austria o il 37% dei Paesi Bassi), mentre i prezzi degli affitti continuano a correre (+4% annuo secondo l'Istat). Per chi ha redditi fissi o bassi, la casa è semplicemente diventata inaccessibile.
È un contesto limite che genera disagio sociale e tragedie, come quella di Mari Carmen Abascal, la pensionata di 87 anni sfrattata a Madrid dopo un aumento insostenibile del canone e deceduta pochi giorni dopo. Una vicenda che ha mobilitato migliaia di cittadini e che ha portato alle dimissioni del governo spagnolo. Questo dimostra perché le istituzioni debbano dotarsi di strumenti pubblici alternativi che garantiscano il diritto all'abitare e scongiurino l'accanimento contro la povera gente. Barletta possiede già uno di questi strumenti, ma rischia di perdere il suo finanziamento se non provvede con urgenza a renderlo operativo. Con l'Atto Dirigenziale n. 259 del 7 agosto 2026, notificato ai Comuni il 26 agosto, la Regione Puglia ha sbloccato i fondi per la costituzione delle Agenzie per l'Affitto e dei fondi di garanzia. Al Comune di Barletta spettano ben 61.842,00 euro. Per ottenerli, e incassare subito l'anticipo del 60%, l'amministrazione deve approvare e trasmettere alla Regione la delibera costitutiva. I termini sono perentori: 90 giorni dalla notifica (con una proroga massima fino a 180 giorni), pena la revoca del contributo.
Per i cittadini in difficoltà questa Agenzia potrebbe rappresentare la differenza tra continuare ad avere un tetto sopra la testa e finire in strada. Funziona da intermediario sociale, offrendo ai proprietari un fondo di garanzia contro le morosità, la sicurezza di un ente pubblico e incentivi per ristrutturare alloggi attualmente sfitti; inoltre garantisce agli inquilini l'accesso al canone concordato (inferiore del 20-30% rispetto al mercato), contributi per la morosità incolpevole e un supporto tecnico qualificato. Con questa misura regionale, anziché spendere soldi per eseguire gli sfratti, si investe per prevenirli, mettendo in rete la domanda di casa con l'enorme patrimonio di appartamenti tenuti sfitti. Rivolgiamo pertanto un appello urgente al sindaco e a tutta l'Amministrazione comunale di Barletta: si approvi tempestivamente la delibera costitutiva dell'Agenzia, si apra un confronto con i sindacati degli inquilini e le associazioni, e si compia subito una ricognizione delle migliaia di alloggi sfitti in città. In un tempo in cui la politica locale appare distante dai problemi reali, attivare l'Agenzia significa passare dalle parole ai fatti per difendere le famiglie barlettane e un diritto costituzionale troppo volte calpestato».
Lo sanno le decine di persone che anche nella nostra città vivono in auto o per strada. La casa si è trasformata da un diritto a un bene di lusso. I dati ufficiali parlano chiaro: in Italia si contano decine di migliaia di provvedimenti di sfratto ogni anno, per oltre il 71% legati alla morosità. A questi si aggiunge l'impennata degli sfratti per finita locazione (quasi raddoppiati) di famiglie che perdono la casa pur saldando regolarmente il dovuto. Dietro questi numeri c'è un Paese con un'offerta pubblica insufficiente: solo il 3,8% delle famiglie vive in edilizia sociale (contro il 18% della Francia, il 28% dell'Austria o il 37% dei Paesi Bassi), mentre i prezzi degli affitti continuano a correre (+4% annuo secondo l'Istat). Per chi ha redditi fissi o bassi, la casa è semplicemente diventata inaccessibile.
È un contesto limite che genera disagio sociale e tragedie, come quella di Mari Carmen Abascal, la pensionata di 87 anni sfrattata a Madrid dopo un aumento insostenibile del canone e deceduta pochi giorni dopo. Una vicenda che ha mobilitato migliaia di cittadini e che ha portato alle dimissioni del governo spagnolo. Questo dimostra perché le istituzioni debbano dotarsi di strumenti pubblici alternativi che garantiscano il diritto all'abitare e scongiurino l'accanimento contro la povera gente. Barletta possiede già uno di questi strumenti, ma rischia di perdere il suo finanziamento se non provvede con urgenza a renderlo operativo. Con l'Atto Dirigenziale n. 259 del 7 agosto 2026, notificato ai Comuni il 26 agosto, la Regione Puglia ha sbloccato i fondi per la costituzione delle Agenzie per l'Affitto e dei fondi di garanzia. Al Comune di Barletta spettano ben 61.842,00 euro. Per ottenerli, e incassare subito l'anticipo del 60%, l'amministrazione deve approvare e trasmettere alla Regione la delibera costitutiva. I termini sono perentori: 90 giorni dalla notifica (con una proroga massima fino a 180 giorni), pena la revoca del contributo.
Per i cittadini in difficoltà questa Agenzia potrebbe rappresentare la differenza tra continuare ad avere un tetto sopra la testa e finire in strada. Funziona da intermediario sociale, offrendo ai proprietari un fondo di garanzia contro le morosità, la sicurezza di un ente pubblico e incentivi per ristrutturare alloggi attualmente sfitti; inoltre garantisce agli inquilini l'accesso al canone concordato (inferiore del 20-30% rispetto al mercato), contributi per la morosità incolpevole e un supporto tecnico qualificato. Con questa misura regionale, anziché spendere soldi per eseguire gli sfratti, si investe per prevenirli, mettendo in rete la domanda di casa con l'enorme patrimonio di appartamenti tenuti sfitti. Rivolgiamo pertanto un appello urgente al sindaco e a tutta l'Amministrazione comunale di Barletta: si approvi tempestivamente la delibera costitutiva dell'Agenzia, si apra un confronto con i sindacati degli inquilini e le associazioni, e si compia subito una ricognizione delle migliaia di alloggi sfitti in città. In un tempo in cui la politica locale appare distante dai problemi reali, attivare l'Agenzia significa passare dalle parole ai fatti per difendere le famiglie barlettane e un diritto costituzionale troppo volte calpestato».
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