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La città
D’Azeglio, il nuovo dirigente Giannini: «Il rilancio passa dalla qualità. Sui lavori serve chiarezza»
Nessuna classe prima alla primaria per il 2026-2027. Il dirigente del comprensivo D’Azeglio-De Nittis: «La perdita delle prime è una ferita per tutta la comunità»
Barletta - venerdì 2 ottobre 2026
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«Il rilancio della D'Azeglio passa attraverso un servizio educativo e un'attività didattica di assoluto livello. Per gli eventuali lavori, ci deve essere chiarezza sulla progettualità, sulle risorse e sui tempi». È da poco tornato a Barletta dopo una lunga esperienza in Veneto, Michele Giannini, nuovo dirigente del comprensivo «D'Azeglio-De Nittis», ha già individuato le priorità per il rilancio dello storico istituto di via XXIV Maggio.
A pesare sul futuro della scuola è soprattutto la mancata formazione di nuove classi prime alla primaria D'Azeglio per l'anno scolastico 2026-2027. Una situazione che si intreccia con l'incertezza sui lavori di adeguamento sismico dell'edificio, finanziati con 3,2 milioni di euro statali e 400mila euro comunali. L'intervento, al centro da oltre un anno di rinvii e confronti tra amministrazione e comunità scolastica, ha visto slittare più volte le scadenze. L'ultima proroga richiesta dal Comune al Ministero dell'Interno porta il termine dei lavori al 30 dicembre 2027, ma si attende ancora il riscontro. «La perdita delle classi prime alla D'Azeglio – sottolinea Giannini – non è soltanto un vulnus per la scuola, ma è una ferita per l'intera comunità di Barletta. Una ferita che deve essere risanata e che non deve ripresentarsi».
Il dirigente punta sulla qualità dell'offerta formativa: «Pur in un contesto logistico non tra i migliori, mi trovo ad avere dei docenti che sono eccezionali. Questa deve essere la nostra chiave di rilancio». Tra gli obiettivi anche attività extracurriculari fino alle 18 e un percorso di internazionalizzazione. Sul fronte dei lavori, invece, Giannini chiede chiarezza all'amministrazione: «Ci deve essere chiarezza sulla progettualità, sulle risorse e sui tempi da parte dell'ente proprietario». E aggiunge: «Ad ora con il sindaco non ho avuto modo di confrontarmi in maniera approfondita, spero abbia un po' di tempo per noi nei prossimi giorni». Infine, il messaggio alla politica: «La scuola è un bene comune. Non è il bene di un'amministrazione o di un'altra. Sulla scuola non si fa campagna elettorale».
A pesare sul futuro della scuola è soprattutto la mancata formazione di nuove classi prime alla primaria D'Azeglio per l'anno scolastico 2026-2027. Una situazione che si intreccia con l'incertezza sui lavori di adeguamento sismico dell'edificio, finanziati con 3,2 milioni di euro statali e 400mila euro comunali. L'intervento, al centro da oltre un anno di rinvii e confronti tra amministrazione e comunità scolastica, ha visto slittare più volte le scadenze. L'ultima proroga richiesta dal Comune al Ministero dell'Interno porta il termine dei lavori al 30 dicembre 2027, ma si attende ancora il riscontro. «La perdita delle classi prime alla D'Azeglio – sottolinea Giannini – non è soltanto un vulnus per la scuola, ma è una ferita per l'intera comunità di Barletta. Una ferita che deve essere risanata e che non deve ripresentarsi».
Il dirigente punta sulla qualità dell'offerta formativa: «Pur in un contesto logistico non tra i migliori, mi trovo ad avere dei docenti che sono eccezionali. Questa deve essere la nostra chiave di rilancio». Tra gli obiettivi anche attività extracurriculari fino alle 18 e un percorso di internazionalizzazione. Sul fronte dei lavori, invece, Giannini chiede chiarezza all'amministrazione: «Ci deve essere chiarezza sulla progettualità, sulle risorse e sui tempi da parte dell'ente proprietario». E aggiunge: «Ad ora con il sindaco non ho avuto modo di confrontarmi in maniera approfondita, spero abbia un po' di tempo per noi nei prossimi giorni». Infine, il messaggio alla politica: «La scuola è un bene comune. Non è il bene di un'amministrazione o di un'altra. Sulla scuola non si fa campagna elettorale».
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