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Covid-19, come distinguerlo dall'influenza?

Il dottor Giancarlo Cannone mette a confronto i sintomi principali in un apprezzato post su Facebook

«Con la brusca impennata dei nuovi casi di COVID-19 registrati nell'ultima settimana, appare all'orizzonte lo scenario di un inverno abbastanza complicato, con il rischio concreto che i casi continuino ad aumentare e con la circolazione dei virus influenzali a confondere le acque». Così il dottor Giancarlo Cannone dirigente medico del dipartimento di prevenzione della Asl Bat in un apprezzato post su Facebook chiarisce la differenza tra i sintomi del Covid-19 e dell'influenza. Molti sintomi infatti sono uguali «ma anche senza tampone è possibile distinguerli», fa sapere e allora capiamo insieme a lui di cosa stiamo parlando.

«Di fronte a febbre, tosse e mal di gola, come potremo fare una distinzione tra polmonite da coronavirus e influenza? Quanto è importante fare il vaccino antinfluenzale? Dal punto di vista clinico, all'esordio della malattia, i segni prodromici, quindi le prime manifestazioni che fanno pensare ad un'infezione dell'apparato respiratorio, non sono facilmente differenziabili perché oggettivamente entrambe le condizioni sono caratterizzate da febbre alta e da una sintomatologia a carico dell'apparato respiratorio che inizia con bruciore di gola, tosse e aumento delle secrezioni nasali. Nell'influenza, però, in associazione alla febbre, o addirittura quando la febbre non è ancora manifesta, si avvertono dolori muscolari, articolari, cefalea, senso di stanchezza. Questo è abbastanza suggestivo del virus dell'influenza. Mentre nell'infezione da coronavirus questi dolori sono riportati raramente ed è comune, anche nelle fasi iniziali, l'alterazione di due sensi, il gusto e l'olfatto. Nella storia dell'influenza non abbiamo questo tipo di alterazioni e questo aiuta nella diagnosi.

È chiaro che se i dolori muscolari e articolari non sono particolarmente accentuati, se c'è un'ostruzione nasale importante che altera l'olfatto e il senso del gusto è modificato perché il paziente si è automedicato con degli antinfiammatori, è difficile distinguere le malattie. In quel caso la diagnostica virologica è fondamentale, ma che deve passare per il giudizio del medico. In base alla storia del paziente e ai sintomi, il medico decide se far eseguire un tampone faringeo diagnostico oppure no.

A volte dimentichiamo l'importanza del medico, persone molto ragionevoli, molto sagge e molto preparate, e il passaggio attraverso il proprio medico è fondamentale prima di automedicarsi o autodiagnosticarsi qualcosa. Il Ministero della Salute suggerisce la vaccinazione, che è consigliata e non è obbligatoria, per le fasce che tradizionalmente sono più a rischio e non per tutta la popolazione. In molti si sono chiesti se è possibile che lo stesso soggetto si ammali contemporaneamente di Covid-19 e di influenza. In teoria, sappiamo, è possibile.

Le infezioni virali dell'apparato respiratorio sono molto frequentemente delle infezioni miste, quindi causate da più di un agente contemporaneamente, anche perché la modalità di trasmissione è la stessa. Altri coronavirus noti, che circolano ormai da decenni, danno infezioni miste. Quindi probabilmente anche il Sars-Cov2 è in grado di infettare con altri agenti. Quindi non necessariamente ci dovremmo attendere una infezione più grave. La gravità dipende più che altro dalle condizioni di partenza del soggetto.

Lo sappiamo, nei giovani in salute l'infezione generalmente non porta a complicanze, proprio come accade per l'influenza. Invece, in caso di altre patologie concomitanti e/o di età avanzata, ci può essere un maggior danno funzionale dell'apparato respiratorio.

Comunque, sia nel caso dell'influenza sia nel caso del Covid-19, la storia naturale dell'infezione prevede una risoluzione spontanea perché il soggetto sarebbe in grado di sconfiggere l'infezione», conclude Cannone.
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