
Attualità
Cento giorni a piedi da Parigi a Nauplia: il cammino di Ridha Dhib farà tappa a Barletta
L’arrivo a Barletta è previsto per domenica 11 ottobre
Barletta - martedì 6 ottobre 2026
11.51
C'è chi misura un viaggio in chilometri e chi, come Ridha Dhib, lo misura in battiti. L'artista visivo nato a Sousse nel 1966 e residente a Parigi è partito il 29 luglio 2026 per Mnémosyne, una performance di cammino di cento giorni che unisce Parigi a Nauplia, nel Peloponneso. Va a piedi, da solo, "alla velocità di un corpo". Secondo il calendario, in questi giorni è ben oltre il settantesimo giorno di marcia, lungo la discesa della penisola verso la Puglia.
Un'opera che si fa camminando
Dhib si definisce martiste, parola da lui coniata fondendo in francese marcheur (camminatore) e artiste. Per lui il cammino non porta all'opera: è l'opera. Il suo smartphone registra, ma a misurare resta il corpo.
Il metodo si chiama Cardio-Cartographie, formalizzato nel 2025. È una mappa tracciata con i battiti del cuore invece che con i chilometri: una salita faticosa pesa più di un lungo rettilineo. Dai dati cardiaci e dal tracciato nasce il "costo vitale" della giornata, che è l'unità centrale dell'opera. Ogni sera l'artista produce una "prova di presenza", che riunisce la spesa cardiaca, la traccia GPS e gli elementi raccolti lungo la strada. Il file riceve poi un'impronta digitale, un sigillo: ogni modifica successiva sarebbe rilevabile.
«Non archivio una distanza, archivio il costo vitale di un passaggio», spiega l'artista.
Perché ora
Secondo Dhib, in un'epoca che produce immagini senza corpo e presenze sintetiche, serve una prova che non si possa delegare. «Ogni giorno il mio corpo fabbrica una prova di esistenza», dice. La tecnologia, nelle sue intenzioni, non sostituisce l'esperienza: documenta che un corpo è passato, a una certa ora, in un certo luogo, con un costo vitale iscritto nei dati.Dalla Francia alla Puglia, fino al mare
Il percorso scende attraverso la Francia, valica le Alpi e percorre l'Italia fino al tacco dello stivale. Da Brindisi l'artista si imbarca per Igoumenitsa, in Grecia: la traversata dell'Adriatico è l'unico tratto non compiuto a piedi. Anche in mare la registrazione cardiaca continua e documenta il riposo come dato a pieno titolo. Poi il cammino riprende fino a Nauplia.
Le tappe sono assicurate fino al 7 ottobre, giorno 71, a San Severo. Per le dieci notti successive, durante il passaggio in Puglia, l'ospitalità è ancora da trovare. Si comincia giovedì 8 ottobre con la tappa da San Severo a Foggia, a cui segue venerdì 9 il tratto da Foggia a Stornara.
Sabato 10 ottobre l'artista raggiungerà Canosa di Puglia, primo approdo in provincia di Barletta-Andria-Trani, e domenica 11 ripartirà da lì per arrivare a Barletta. In ciascuna delle città d'arrivo serve una notte per una persona. Possono aiutare giornalisti, comuni, parrocchie, associazioni, luoghi culturali e semplici abitanti, anche solo mettendo l'artista in contatto con una possibilità di accoglienza.
Il finale: dieci minuti, tre scenari
Il 5 novembre 2026, alle 18, a Nauplia, cento giorni di cammino saranno condensati in dieci minuti di restituzione. L'opera prevede tre possibili finali, ciascuno parte dell'opera: la parola, se l'artista arriva e restituisce; il silenzio, con la tecnologia coperta da un telo bianco, se questa fallisce o il corpo non può più parlare; l'assenza, se l'artista non arriva e il posto vuoto "dice il costo vitale fino in fondo".
Alla base c'è un principio di sproporzione: «Mnémosyne costruisce una cattedrale per una candela». Una cosa vale ciò che un corpo ha accettato di spendere per essa.
Il 12 novembre, sempre a Nauplia, il Center for Hellenic Studies in Greece di Harvard ospiterà il simposio internazionale Footnotes. A symposium on walking art, ritual and technology, in formato ibrido. Interverranno tra gli altri l'antropologo Tim Ingold (online), Christian Nold, pioniere del biomapping, e la critica Lori Waxman. Il progetto è realizzato con il Dipartimento di Arti Performative e Digitali dell'Università del Peloponneso.
Un'opera che si fa camminando
Dhib si definisce martiste, parola da lui coniata fondendo in francese marcheur (camminatore) e artiste. Per lui il cammino non porta all'opera: è l'opera. Il suo smartphone registra, ma a misurare resta il corpo.
Il metodo si chiama Cardio-Cartographie, formalizzato nel 2025. È una mappa tracciata con i battiti del cuore invece che con i chilometri: una salita faticosa pesa più di un lungo rettilineo. Dai dati cardiaci e dal tracciato nasce il "costo vitale" della giornata, che è l'unità centrale dell'opera. Ogni sera l'artista produce una "prova di presenza", che riunisce la spesa cardiaca, la traccia GPS e gli elementi raccolti lungo la strada. Il file riceve poi un'impronta digitale, un sigillo: ogni modifica successiva sarebbe rilevabile.
«Non archivio una distanza, archivio il costo vitale di un passaggio», spiega l'artista.
Perché ora
Secondo Dhib, in un'epoca che produce immagini senza corpo e presenze sintetiche, serve una prova che non si possa delegare. «Ogni giorno il mio corpo fabbrica una prova di esistenza», dice. La tecnologia, nelle sue intenzioni, non sostituisce l'esperienza: documenta che un corpo è passato, a una certa ora, in un certo luogo, con un costo vitale iscritto nei dati.Dalla Francia alla Puglia, fino al mare
Il percorso scende attraverso la Francia, valica le Alpi e percorre l'Italia fino al tacco dello stivale. Da Brindisi l'artista si imbarca per Igoumenitsa, in Grecia: la traversata dell'Adriatico è l'unico tratto non compiuto a piedi. Anche in mare la registrazione cardiaca continua e documenta il riposo come dato a pieno titolo. Poi il cammino riprende fino a Nauplia.
Le tappe sono assicurate fino al 7 ottobre, giorno 71, a San Severo. Per le dieci notti successive, durante il passaggio in Puglia, l'ospitalità è ancora da trovare. Si comincia giovedì 8 ottobre con la tappa da San Severo a Foggia, a cui segue venerdì 9 il tratto da Foggia a Stornara.
Sabato 10 ottobre l'artista raggiungerà Canosa di Puglia, primo approdo in provincia di Barletta-Andria-Trani, e domenica 11 ripartirà da lì per arrivare a Barletta. In ciascuna delle città d'arrivo serve una notte per una persona. Possono aiutare giornalisti, comuni, parrocchie, associazioni, luoghi culturali e semplici abitanti, anche solo mettendo l'artista in contatto con una possibilità di accoglienza.
Il finale: dieci minuti, tre scenari
Il 5 novembre 2026, alle 18, a Nauplia, cento giorni di cammino saranno condensati in dieci minuti di restituzione. L'opera prevede tre possibili finali, ciascuno parte dell'opera: la parola, se l'artista arriva e restituisce; il silenzio, con la tecnologia coperta da un telo bianco, se questa fallisce o il corpo non può più parlare; l'assenza, se l'artista non arriva e il posto vuoto "dice il costo vitale fino in fondo".
Alla base c'è un principio di sproporzione: «Mnémosyne costruisce una cattedrale per una candela». Una cosa vale ciò che un corpo ha accettato di spendere per essa.
Il 12 novembre, sempre a Nauplia, il Center for Hellenic Studies in Greece di Harvard ospiterà il simposio internazionale Footnotes. A symposium on walking art, ritual and technology, in formato ibrido. Interverranno tra gli altri l'antropologo Tim Ingold (online), Christian Nold, pioniere del biomapping, e la critica Lori Waxman. Il progetto è realizzato con il Dipartimento di Arti Performative e Digitali dell'Università del Peloponneso.



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