Undici anni senza Serie C (seconda parte): dall'inizio dell'Odissea Puttilli, alla grande paura contro l'Unione Calcio Bisceglie.

2016-2018: gli anni del Barletta delle porte girevoli, del caos stadio, e del rischio Promozione, passando per la vicenda "Madre Pietra Daunia".

sabato 25 aprile 2026
A cura di Cosimo Campanella
Riprendiamo il nostro racconto degli undici anni senza Serie C del Barletta Calcio, con i due anni che vanno dal ko ai playoff con l'Altamura del 1 maggio 2016, al rocambolesco play out salvezza con l'Unione Calcio Bisceglie del 27 maggio 2018: due partite che rappresentano il manifesto perfetto di un periodo senza dubbio fra i più tribolati della storia recente del sodalizio biancorosso.

C'è letteralmente di tutto in questi due anni: dal continuo via vai in società (al quale ben presto si aggiungerà quello tra calciatori…) alle quasi fisiologiche delusioni sul campo; dalla kafkiana vicenda "Madre Pietra Daunia", alla grande paura di sprofondare in Promozione.

A tutto ciò si aggiunge una vicenda stadio, che tra errori di progettazione madornali tali da scomodare una celebre battuta di Checco Zalone, e "scoop" di "Striscia la Notizia" (maggio 2016), inizia a diventare stucchevole a tal punto da sollevare l'ira della tifoseria.

Ma procediamo con ordine, a partire dall'immediato post Altamura-Barletta 2-0.

Il Manzi-Chiapulin, la speranza, i "messaggi dal futuro", e poi l'ennesima delusione
Archiviata non senza rimpianti la stagione 2015/16, il prologo della stagione successiva, se non è certo da definirsi scoppiettante, per lo meno lascia intravedere un barlume di ambizione, e soprattutto organizzazione, dal momento che - ferma restando la permanente indisponibilità del Puttilli - il Barletta per lo meno torna a giocare in casa nel vero senso della parola, avendo il consiglio comunale deliberato l'aumento della capienza del Manzi Chiapulin da 273 a 1020 spettatori.

Ciononostante il malcontento della tifoseria causato dalla questione Puttilli è arrivato nel frattempo a farsi sentire fragoroso persino durante una seduta di Consiglio Comunale, complice anche un servizio di Striscia la Notizia firmato dal celebre Pinuccio, nel quale da un lato si giura e spergiura da parte di alcuni tecnici incaricati sull'imminente apertura dello stadio, mentre dall'altro risultano pressoché inequivocabili le immagini dei nuovi spalti (in questo caso la Curva Nord) costruiti praticamente a ridosso di quelli vecchi, decritti tra l'altro come pericolanti.

Per quel che riguarda invece l'aspetto puramente calcistico riguardante le sorti del Barletta Calcio, dimessosi per motivi personali dalla carica di presidente Pino Pollidori, il nuovo organigramma dell'ASD Barletta 1922 vede alla presidenza Sabino Falco, con ruolo di vice presidente ricoperto da Ruggiero Cristallo, e con Vincenzo Bellino, Mimmo Zingrillo, Michele Di Paola e Angelo Dargenio nel ruolo di consiglieri.

L'organico del Barletta, affidato a Sergio Lacava, viene rinforzato con l'arrivo di giocatori come Pizzutelli, Martino, Dentamaro, Grazioso e soprattutto con l'arrivo del puntero argentino Nicolas Di Rito, mentre vengono confermati elementi come Zingrillo, Sguera e Loiodice.

Ma il 1 settembre 2016, a stagione non ancora iniziata, ecco il primo colpo di scena, con l'allontanamento di mister Sergio Lacava a causa di "divergenze tecniche".

Il giorno dopo, agli ordini del nuovo tecnico Francesco Bitetto, il Barletta, pur sconfitto per 1-0, gioca una buona gara nell'amichevole al "Sante Diomede" di Bari contro il Manfredonia (anche allora in D) decisa dal gol di un certo Giancarlo Malcore…

L'avvio di campionato dei biancorossi si rivela ancora una volta piuttosto altalenante, e passa da prestazioni esaltanti come quelle contro il Gallipoli, la fortissima Audace Cerignola (entrambe vittorie per 3-0), e le vittorie esterne su campi ostici come quelli di Vieste e Unione Bisceglie, a sconfitte come quella di Casarano, e quella sul campo del solito Novoli, dove un certo Anthony Pignataro ribalta con una doppietta l'iniziale vantaggio barlettano firmato da Di Rito, sconfitta che a conti fatti costa la panchina a Francesco Bitetto, al posto del quale viene in fretta e furia richiamato Massimo Pizzulli.

Ma l'andamento della squadra resta del tutto incostante, e mentre là davanti corrono, il Barletta passa dai sonanti 3-0 a Molfetta Sportiva e Otranto, alla clamorosa eliminazione in Coppa Italia, con un doppio 0-1, per mano dell'Unione Calcio Bisceglie, squadra che da lì agli anni a venire, se non assumerà le fattezze di un vero e proprio incubo per i tifosi barlettani, poco ci manca…

La delusione di coppa, lo schizofrenico andamento in campionato, e il distacco sempre più ampio dal vertice della classifica dell'Eccellenza pugliese, spinge alla rescissione i vari Ola, Diouf, Pellecchia, Loiodice e Di Rito (questi ultimi in direzione Audace Cerignola), mentre a Barletta arrivano il difensore Luigi Monopoli, l'esterno Khalil, l'attaccante Giovanni Lorusso e il fantasista barese Vito Lavopa.

Le speranze del Barletta in un aggancio alla zona playoff, subiscono tre colpi mortali, prima nel match interno con il Casarano, dove ancora Anthony Pignataro (nel frattempo passato in rossoblu) firma il successo dei salentini al Manzi-Chiapulin; poi a Vieste, dove i garganici di Franco Cinque ribaltano l'iniziale vantaggio di Faccini grazie a una doppietta del futuro biancorosso Rocco Augelli; e infine, nella partita disputata sotto i riflettori del "Monterisi", in casa della capolista Audace Cerignola (nel frattempo passata sotto la guida del mago d'Eccellenza Francesco Farina), che vince 3-1 con reti tra l'altro del fresco ex Nicolas Di Rito, e del cerignolano doc Vito Morra, ariete di una squadra che tra l'altro annovera anche il barlettano Massimo Pollidori, oltre all'altro cerignolano doc Sante Russo, per quello che per il Barletta di questa deludente stagione 2016/2017 sembra essere l'ennesimo messaggio dal futuro.

Stagione 2016/17 che termina con sconfitte incredibili come ad esempio l'incredibile rimonta da 3-0 a 3-4 subita a Trani, con la tifoseria in aperta contestazione, con la decisione da parte della società di non fare indossare alla squadra la maglia biancorossa a causa delle ultime prestazioni non all'altezza, con l'assurda aggressione al portiere Luigi Moschetto, e infine con le dimissioni in blocco della dirigenza.

Dal caos Madre Pietra Daunia, alla grande paura di una nuova caduta in Promozione
"Il tempo scorre senza sosta, e purtroppo abbiamo i giorni contati per far sì che le emozioni e i sacrifici di una vita non vadano persi.
In questi giorni la rabbia è tanta, ma a poco serve per la nostra causa. La nostra battaglia non è mai terminata, anzi, in silenzio ci siamo prodigati per non far cessare l'amore per i nostri colori. In questo momento, più che mai, serve la forza di tutti, indistintamente dall'appartenenza ad un gruppo.

Noi siamo i Barlettani, quelli veri, veraci e carnali. Abbiamo bisogno della mano di tutti e per questo abbiamo deciso di organizzare un incontro dove tutti sono liberi di esprimere la loro opinione per far sì che questo incubo cessi di esistere.
Questa volta non puoi mancare… Non possono toglierci la nostra passione!
A Barletta solo il Barletta 1922".


Questo il comunicato dei Gruppo Erotico, a proposito della concreta ipotesi di una possibile fusione tra il Madre Pietra Daunia, società di Castelnuovo della Daunia (prov. di Foggia) militante nel girone H di Serie D, e l'ASD Barletta 1922 fresca di dimissioni in blocco della dirigenza.

Ma il tentativo di dare vita a quella che si sarebbe dovuta chiamare "FCD Città della Disfida Barletta", muore letteralmente nella culla in quanto "non gode di consensi in seno alla tifoseria biancorossa", con la dirigenza dell'ASD Barletta 1922 che a fine giugno conferma il proprio disimpegno.

Un mese dopo, dopo la solita ridda di voci tra lo speranzoso e il catastrofico, si insedia la nuova compagine societaria che vede insediarsi alla presidenza Mario Dimiccoli, con Pino Pollidori come presidente onorario, Walter Di Leo come vice presidente, con Franco Ciuffreda come come Direttore Sportivo.

A guidare la squadra viene chiamato Franco Cinque, che arriva dall'Atletico Vieste insieme a Marco Milella e i gemelli Paolo e Rocco Augelli.

L'avvio della stagione 2017/18 è a dir poco sofferto, con il Barletta che in settembre dice già addio alla Coppa Italia per mano del Molfetta, e con i tifosi biancorossi che devono attendere fino al 28 novembre per vedere il Barletta vincere la prima partita (2-1 al Novoli al Manzi-Chiapulin).

A rinforzare l'organico arrivano in dicembre Momo Saani, Benito Cicerelli e Pasquale Trotta, ma nonostante il già importante apporto dei nuovi arrivati, il Barletta non va oltre il 2-2 interno con il redivivo Atletico Aradeo, un misero 1-0 sul campo di un Galatina completamente allo sbando, e poi un soffertissimo pareggio interno con l'Unione Calcio Bisceglie, in un Manzi Chiapulin chiuso al pubblico per due giornate dal giudice sportivo.

Tuttavia nella prima gara del 2018, disputata anch'essa a porte chiuse, il Barletta sovverte un pronostico apparentemente segnato battendo per 2-1 la capolista Fasano grazie alle reti di Berardi e Trotta, alle quali risponde per il Fasano un certo Vincenzo Corvino, già allora tra i principali trascinatori dei biancazzurri messapici.

Ma battuta la capolista, il Barletta ripiomba però in un altro periodo negativo, e deve attendere altri due mesi per tornare alla vittoria, quando al Manzi-Chiapulin ottiene un altro scalpo eccellente come quello del Casarano (1-0 con gol di Saani), per poi la domenica successiva esorcizzare finalmente il Toto Cezzi di Novoli (4-2).

Dopo il ko interno con l'Omnia Bitonto di Antonio Picci e del futuro biancorosso Turitto, il Barletta inanella altre tre vittorie contro Molfetta, Atletico Aradeo e Galatina, ma un altro ko, questa volta in trasferta, contro l'Unione Calcio Bisceglie, costringe il Barletta di Franco Cinque alla disputa del playout proprio contro i biscegliesi, partita che si disputa il 27 maggio 2018 al Manzi Chiapulin.

Una partita, il playout tra Barletta e Unione Bisceglie che è un romanzo, con Momo Saani che la sblocca a inizio gara, e con Cosimo Laboragine che a inizio ripresa fallisce il rigore del 2-0, con il risultato di rianimare l'Unione Bisceglie dal baratro, e di portarla addirittura a ribaltare il punteggio con due grandi gol di Mastropasqua e dell'ex Mignogna, la cui deviazione sotto misura gela un Manzi-Chiapulin gremito, che torna dopo tredici anni a vivere i fantasmi di un'altra rovinosa retrocessione in Promozione.

Per fortuna l'incubo Promozione viene scacciato appena due minuti dopo da una zuccata di Daniel Ola, che porta il punteggio sul 2-2 e il verdetto playout ai supplementari, non prima però di un quarto d'ora letteralmente agonico, nel quale il Barletta viene letteralmente tenuto in piedi dal portiere Maraglino, bravissimo a respingere altre due poderose staffilate di Mignogna e Mastropasqua.

Supplementari che vedono subito Pietro Filannino mettere a segno la rete che lì per lì sembra chiudere definitivamente il discorso salvezza, almeno fino all'inizio del secondo tempo supplementare, quando Mignogna beffa ancora il portiere del Barletta Maraglino, questa volta con un gran calcio di punizione mancino dal limite.

I minuti restanti sono tra i più sofferti della storia centenaria del Barletta Calcio, ma questa volta i biancorossi tengono fino al triplice fischio finale che sancisce una soffertissima salvezza tra il giubilo per lo scampato pericolo dei quasi mille tifosi biancorossi presenti al Manzi Chiapulin.