Divieto di trasferta a Ferrandina, il pensiero del Barletta 1922
La nota del club biancorosso
lunedì 16 febbraio 2026
18.30
«Negli ultimi giorni ci siamo fermati a riflettere su quanto accaduto, perché non tutto può essere letto esclusivamente attraverso il risultato di una partita o il calendario di una stagione. In poche ore si sono susseguite decisioni, comunicazioni e reazioni che hanno inevitabilmente lasciato strascichi. Non solo all'interno della nostra società, ma anche tra i tifosi e tra chi vive il calcio ogni giorno con passione e senso di appartenenza». Così la dirigenza del Barletta 1922 in una nota ufficiale.
«È stato un concentrarsi di eventi che ha generato più domande che certezze, alimentando un sentimento diffuso di amarezza. Il divieto di trasferta in vista della gara di Ferrandina è una scelta che rispettiamo sotto il profilo istituzionale, ma che non può non far riflettere. Incide sullo spettacolo, sul cuore pulsante del calcio, sul lavoro delle società e sull'economia dei territori.
È una decisione che, al di là del singolo caso, rischia di lasciare un segno e di aprire scenari che meritano attenzione da parte di tutto il movimento calcistico. Resta tuttavia difficile comprendere quale sia stato il "pericolo" percepito alla base di una scelta così restrittiva, soprattutto alla luce del contesto di una piazza storicamente tranquilla e dei rapporti di rispetto e collaborazione che hanno sempre caratterizzato l'incontro tra le due realtà.
In questo quadro riteniamo importante sottolineare la posizione assunta dalla società Ferrandina 17890, che ha espresso in maniera chiara e pubblica le proprie perplessità sia nei giorni precedenti sia nel giorno della gara. È stato ribadito come la decisione non fosse frutto di una scelta del club ospitante, che ha anzi ricordato il clima di rispetto che ha sempre contraddistinto i rapporti tra le tifoserie, la piena regolarità dell'impianto e l'accoglienza ricevuta nelle precedenti occasioni a Barletta.
A colpirci, in modo particolare, è stato anche il gesto della tifoseria del Ferrandina, che ha voluto manifestare solidarietà attraverso alcuni striscioni sugli spalti. Un segnale semplice ma autentico, che racconta come il rispetto possa continuare a esistere anche dentro una rivalità sportiva e come il calcio possa ancora essere un linguaggio comune.
Non possiamo però ignorare come le recenti decisioni disciplinari abbiano contribuito ad alimentare un clima di attenzione e dibattito. È un tema delicato, che richiede equilibrio e responsabilità, nella consapevolezza che ogni valutazione spetta agli organi competenti e ai percorsi previsti. Il Barletta 1922 continuerà a camminare nel rispetto delle regole e delle istituzioni, con senso di responsabilità ma anche con la volontà ferma di tutelare la propria storia, la propria tifoseria e un'idea di sport che non diventi strumento di penalizzazione collettiva. Perché il calcio, prima di tutto, è fatto di persone. Di comunità. Di relazioni che vanno protette, sempre».
«È stato un concentrarsi di eventi che ha generato più domande che certezze, alimentando un sentimento diffuso di amarezza. Il divieto di trasferta in vista della gara di Ferrandina è una scelta che rispettiamo sotto il profilo istituzionale, ma che non può non far riflettere. Incide sullo spettacolo, sul cuore pulsante del calcio, sul lavoro delle società e sull'economia dei territori.
È una decisione che, al di là del singolo caso, rischia di lasciare un segno e di aprire scenari che meritano attenzione da parte di tutto il movimento calcistico. Resta tuttavia difficile comprendere quale sia stato il "pericolo" percepito alla base di una scelta così restrittiva, soprattutto alla luce del contesto di una piazza storicamente tranquilla e dei rapporti di rispetto e collaborazione che hanno sempre caratterizzato l'incontro tra le due realtà.
In questo quadro riteniamo importante sottolineare la posizione assunta dalla società Ferrandina 17890, che ha espresso in maniera chiara e pubblica le proprie perplessità sia nei giorni precedenti sia nel giorno della gara. È stato ribadito come la decisione non fosse frutto di una scelta del club ospitante, che ha anzi ricordato il clima di rispetto che ha sempre contraddistinto i rapporti tra le tifoserie, la piena regolarità dell'impianto e l'accoglienza ricevuta nelle precedenti occasioni a Barletta.
A colpirci, in modo particolare, è stato anche il gesto della tifoseria del Ferrandina, che ha voluto manifestare solidarietà attraverso alcuni striscioni sugli spalti. Un segnale semplice ma autentico, che racconta come il rispetto possa continuare a esistere anche dentro una rivalità sportiva e come il calcio possa ancora essere un linguaggio comune.
Non possiamo però ignorare come le recenti decisioni disciplinari abbiano contribuito ad alimentare un clima di attenzione e dibattito. È un tema delicato, che richiede equilibrio e responsabilità, nella consapevolezza che ogni valutazione spetta agli organi competenti e ai percorsi previsti. Il Barletta 1922 continuerà a camminare nel rispetto delle regole e delle istituzioni, con senso di responsabilità ma anche con la volontà ferma di tutelare la propria storia, la propria tifoseria e un'idea di sport che non diventi strumento di penalizzazione collettiva. Perché il calcio, prima di tutto, è fatto di persone. Di comunità. Di relazioni che vanno protette, sempre».