Sosta a pagamento, Coalizione Civica Barletta: «Il problema non è quanto si paga, ma chi paga»
La nota di Michele Napolitano
lunedì 1 giugno 2026
11.20
«Anche per l'estate 2026 tornano le strisce blu sulle litoranee di Levante e Ponente. Le tariffe restano sostanzialmente invariate rispetto allo scorso anno: 50 centesimi per mezz'ora, 1 euro per un'ora, 2 per la mezza giornata e 3 per l'intera giornata. Importi che, presi singolarmente, non appaiono proibitivi. La questione, però, merita una riflessione più ampia: il problema non è quanto si paga, ma chi paga. Tutti/e indipendentemente da condizioni economiche o familiari», dichiara Michele Napolitano, attivista di Coalizione Civica Barletta.
«Da anni il Comune di Barletta conferma il sistema della sosta a pagamento lungo le aree balneari cittadine, prevedendo alcune esenzioni consolidate per persone con disabilità e per specifiche categorie di veicoli. Non esistono, tuttavia, misure dedicate a famiglie con redditi bassi, pensionati con assegni minimi, donne in gravidanza, nuclei familiari numerosi o caregiver che assistono persone fragili. Il punto non è, dunque, contestare il principio della sosta a pagamento».
«La sosta sulle litoranee non è un servizio qualsiasi, ma una condizione che determina l'accesso effettivo alle spiagge e al mare. Mentre in altre città a vocazione balneare si sperimentano agevolazioni legate all'ISEE, abbonamenti sociali o permessi dedicati alle categorie più fragili, a Barletta, invece, il tema è rimasto ai margini dell'interesse dell'amministrazione comunale, con poche eccezioni, senza meccanismi legati al reddito o a criteri sociali e con un'impostazione che solleva diversi interrogativi sul piano dell'equità».
«Per molte famiglie il mare rappresenta l'unica possibilità di vacanza durante l'estate. Per anziani e pensionati è, spesso, la sola alternativa per trascorrere del tempo fuori casa. Per una donna in gravidanza o per chi accompagna bambini/e, la possibilità di parcheggiare nelle vicinanze non è un semplice comfort, ma una necessità concreta. Il parcheggio, quindi, non è mero dettaglio logistico, ma un costo quotidiano che, moltiplicato per tutta la stagione estiva, diventa significativo. Per pensionati/e e persone con redditi bassi può rappresentare una barriera silenziosa, ma reale».
«A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi: se il mare è un bene pubblico e appartiene a tutte e tutti, non dovrebbe essere garantito un accesso più equo anche a chi vive in condizioni economiche e sociali più difficili? Il tema non è più rinviabile soprattutto perché l'accesso al mare, anche quello, non può e non deve diventare un privilegio stagionale. Non si tratta di rinunciare agli introiti derivanti dalla sosta sulle strisce blu, ma di rendere il servizio più equilibrato introducendo correttivi che tengano conto delle fragilità sociali, senza compromettere il funzionamento del servizio stesso».
«Una città attenta all'inclusione non si misura soltanto dalle opere che realizza, ma anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. Nemmeno quando si parla di un parcheggio», conclude .
«Da anni il Comune di Barletta conferma il sistema della sosta a pagamento lungo le aree balneari cittadine, prevedendo alcune esenzioni consolidate per persone con disabilità e per specifiche categorie di veicoli. Non esistono, tuttavia, misure dedicate a famiglie con redditi bassi, pensionati con assegni minimi, donne in gravidanza, nuclei familiari numerosi o caregiver che assistono persone fragili. Il punto non è, dunque, contestare il principio della sosta a pagamento».
«La sosta sulle litoranee non è un servizio qualsiasi, ma una condizione che determina l'accesso effettivo alle spiagge e al mare. Mentre in altre città a vocazione balneare si sperimentano agevolazioni legate all'ISEE, abbonamenti sociali o permessi dedicati alle categorie più fragili, a Barletta, invece, il tema è rimasto ai margini dell'interesse dell'amministrazione comunale, con poche eccezioni, senza meccanismi legati al reddito o a criteri sociali e con un'impostazione che solleva diversi interrogativi sul piano dell'equità».
«Per molte famiglie il mare rappresenta l'unica possibilità di vacanza durante l'estate. Per anziani e pensionati è, spesso, la sola alternativa per trascorrere del tempo fuori casa. Per una donna in gravidanza o per chi accompagna bambini/e, la possibilità di parcheggiare nelle vicinanze non è un semplice comfort, ma una necessità concreta. Il parcheggio, quindi, non è mero dettaglio logistico, ma un costo quotidiano che, moltiplicato per tutta la stagione estiva, diventa significativo. Per pensionati/e e persone con redditi bassi può rappresentare una barriera silenziosa, ma reale».
«A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi: se il mare è un bene pubblico e appartiene a tutte e tutti, non dovrebbe essere garantito un accesso più equo anche a chi vive in condizioni economiche e sociali più difficili? Il tema non è più rinviabile soprattutto perché l'accesso al mare, anche quello, non può e non deve diventare un privilegio stagionale. Non si tratta di rinunciare agli introiti derivanti dalla sosta sulle strisce blu, ma di rendere il servizio più equilibrato introducendo correttivi che tengano conto delle fragilità sociali, senza compromettere il funzionamento del servizio stesso».
«Una città attenta all'inclusione non si misura soltanto dalle opere che realizza, ma anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. Nemmeno quando si parla di un parcheggio», conclude .