Giorno del Ricordo 2026, la nota di Fratelli d'Italia
La riflessione del circolo di Barletta
martedì 10 febbraio 2026
12.22
«Il Giorno del Ricordo non è soltanto una ricorrenza del calendario civile: è un momento di verità, di giustizia e di riaffermazione dell'identità nazionale. Il 10 febbraio l'Italia si ferma per onorare le vittime delle foibe e per ricordare l'esodo forzato degli italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia: una tragedia voluta da Tito che per troppo tempo è stata negata, ignorata, minimizzata o rimossa dalla coscienza collettiva grazie alla complicità del partito comunista italiano». Così il circolo di Barletta di Fratelli d'Italia.
«Ricordare significa restituire giustizia a chi, tra il 1943 e il 1947, ha subito due volte: prima nella carne, poi nel silenzio. Migliaia di italiani furono costretti ad abbandonare le proprie case, la propria terra, la propria identità, colpevoli soltanto di essere italiani. Raccontare quella pagina di storia con onestà, senza revisionismi né reticenze, senza piegare i fatti alla convenienza ideologica, è un dovere morale e civile.
In questo contesto, Barletta può e deve ricordare con orgoglio il proprio ruolo: fu una delle poche città italiane che seppe nel 1947 accogliere gli esuli giuliano-dalmati con umanità e senso di solidarietà nazionale, mentre in altre realtà, accecate dall'ideologia comunista, ai nostri connazionali vennero negate assistenza e dignità. Una scelta che onora la storia della nostra comunità e testimonia come i valori dell'identità e della fraternità nazionale sappiano tradursi in atti concreti.
Fratelli d'Italia ha sempre combattuto per affermare questa verità e per dare voce a chi per decenni non ne ha mai avuta. Lo ha fatto con coerenza nelle istituzioni, nella società e nella cultura, perché la memoria non è un atto formale: è un impegno civile, morale e patriottico. Un popolo che dimentica le proprie radici è un popolo più fragile, più esposto alle manipolazioni, meno libero.
Fratelli d'Italia Barletta si unisce con commozione e fermezza alle celebrazioni nazionali. Rendiamo onore a chi è stato ucciso, a chi è stato costretto alla fuga, a chi ha perso tutto tranne l'orgoglio di essere italiano. E rinnoviamo un impegno chiaro e irrevocabile: quella memoria non sarà mai più oscurata. Il Giorno del Ricordo non è una commemorazione di parte, ma un patrimonio di tutti gli italiani. È un monito contro ogni totalitarismo e contro ogni forma di odio ideologico che calpesta la dignità umana. È un richiamo forte ai valori della libertà, della sovranità e dell'identità nazionale. Ricordare è un atto d'amore verso la Patria. E noi non arretreremo di un passo».
«Ricordare significa restituire giustizia a chi, tra il 1943 e il 1947, ha subito due volte: prima nella carne, poi nel silenzio. Migliaia di italiani furono costretti ad abbandonare le proprie case, la propria terra, la propria identità, colpevoli soltanto di essere italiani. Raccontare quella pagina di storia con onestà, senza revisionismi né reticenze, senza piegare i fatti alla convenienza ideologica, è un dovere morale e civile.
In questo contesto, Barletta può e deve ricordare con orgoglio il proprio ruolo: fu una delle poche città italiane che seppe nel 1947 accogliere gli esuli giuliano-dalmati con umanità e senso di solidarietà nazionale, mentre in altre realtà, accecate dall'ideologia comunista, ai nostri connazionali vennero negate assistenza e dignità. Una scelta che onora la storia della nostra comunità e testimonia come i valori dell'identità e della fraternità nazionale sappiano tradursi in atti concreti.
Fratelli d'Italia ha sempre combattuto per affermare questa verità e per dare voce a chi per decenni non ne ha mai avuta. Lo ha fatto con coerenza nelle istituzioni, nella società e nella cultura, perché la memoria non è un atto formale: è un impegno civile, morale e patriottico. Un popolo che dimentica le proprie radici è un popolo più fragile, più esposto alle manipolazioni, meno libero.
Fratelli d'Italia Barletta si unisce con commozione e fermezza alle celebrazioni nazionali. Rendiamo onore a chi è stato ucciso, a chi è stato costretto alla fuga, a chi ha perso tutto tranne l'orgoglio di essere italiano. E rinnoviamo un impegno chiaro e irrevocabile: quella memoria non sarà mai più oscurata. Il Giorno del Ricordo non è una commemorazione di parte, ma un patrimonio di tutti gli italiani. È un monito contro ogni totalitarismo e contro ogni forma di odio ideologico che calpesta la dignità umana. È un richiamo forte ai valori della libertà, della sovranità e dell'identità nazionale. Ricordare è un atto d'amore verso la Patria. E noi non arretreremo di un passo».