Dalla Campania i rifiuti finivano anche nelle campagne di Barletta

Tra i 34 siti usati per gli sversamenti di rifiuti speciali e pericolsi c'era anche un capannone in disuso nelle campagne della città

lunedì 1 giugno 2026 16.46
A cura di Nicola Miccione
Anche le campagne di Barletta come discariche dei rifiuti provenienti dalla Campania. Lo rivela l'operazione Erebus, nome in codice delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dei Carabinieri che, in due anni e mezzo di attività investigativa, hanno documentato 126 episodi di sversamenti illeciti di rifiuti.

Circa 3.500 le tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali cerignolane e salernitane, spesso bruciati, per lo più nelle province di Foggia, di Barletta-Andria-Trani, tra cui le campagne del Tavoliere, e dell'area metropolitana di Bari il parco nazionale dell'Alta Murgia, terreni agricoli di privati cittadini, cave, capannoni industriali dismessi. 19 le persone arrestate (gli indagati sono 30 in tutto), 16 le aziende del settore finite sotto inchiesta e 132 i capi di imputazione.

Tra i 34 siti utilizzati per gli sversamenti illeciti, c'era anche un capannone in disuso di Barletta, nelle campagne della città: al suo interno sarebbero stati smaltiti, il 20 agosto 2022, «circa 67 mc di rifiuti speciali pericolosi non recuperabili», si legge nel capo d'imputazione 125. E proprio all'interno dell'agro cittadino 6 indagati avrebbero effettuato «un'attività non autorizzata di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi non recuperabili», provenienti da vari siti produttivi di alcune imprese.

In molti casi il materiale è stato bruciato, creando inquinamento. Numeri monstre che sono il riassunto di un'ordinanza della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, su richiesta dei pubblici ministeri Marco D'Agostino e Domenico Minardi. Gli sversamenti illeciti sono avvenuti quasi tutti in Puglia.