Crisi politica, Matteucci: «Serve una riflessione per Barletta»
La nota del presidente di Ambulatorio Popolare
giovedì 30 luglio 2026
«La crisi della maggioranza non è una faccenda che riguarda solo il Palazzo. Riguarda la città. Riguarda chi aspetta risposte, chi lavora, chi cura, chi studia, chi tiene in piedi pezzi di comunità senza avere quasi mai voce nei luoghi in cui si decide. Riguarda soprattutto le persone più fragili, quelle che ogni volta pagano per prime il prezzo dell'instabilità, dell'assenza, delle cose lasciate a metà». Così il presidente dell'Ambulatorio Popolare, Cosimo Matteucci.
«Per questo quello che sta accadendo al Comune di Barletta deve preoccuparci. Non per il destino di una maggioranza o di un equilibrio interno, ma perché una città non può vivere appesa alle conte, ai rinvii, alle sopravvivenze dell'ultimo minuto. Quando la politica si chiude su se stessa, la vita reale resta fuori. E questa è la cosa più grave.
Il centrosinistra, se vuole essere davvero all'altezza di questo tempo, non può limitarsi a guardare le difficoltà degli altri. Non basta aspettare che qualcuno cada. Non basta sommare sigle, tavoli, dichiarazioni e comunicati. Bisogna avere il coraggio di ripensarsi fino in fondo, imparare dagli errori, tornare nei luoghi della città, ascoltare senza presunzione, ricostruire fiducia dove la fiducia è stata consumata. Perché la fiducia non si chiede. Si riconquista. Con la presenza, con la credibilità, con la coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Si riconquista mettendo al centro le persone, non gli equilibri. I bisogni, non le carriere. La comunità, non le appartenenze chiuse.
Barletta ha bisogno di una alternativa vera. Non di una formula nuova per fare le stesse cose, non di una fotografia con più simboli, non di un accordo costruito sopra la testa della città. Ha bisogno di una politica che torni a camminare dentro la vita delle persone. Le prossime elezioni non le vincerà una semplice somma di partiti. Le potrà vincere soltanto una comunità. E quella comunità, se vogliamo esserne degni, dobbiamo cominciare a ricostruirla adesso. Le potrà vincere soltanto una comunità».
«Per questo quello che sta accadendo al Comune di Barletta deve preoccuparci. Non per il destino di una maggioranza o di un equilibrio interno, ma perché una città non può vivere appesa alle conte, ai rinvii, alle sopravvivenze dell'ultimo minuto. Quando la politica si chiude su se stessa, la vita reale resta fuori. E questa è la cosa più grave.
Il centrosinistra, se vuole essere davvero all'altezza di questo tempo, non può limitarsi a guardare le difficoltà degli altri. Non basta aspettare che qualcuno cada. Non basta sommare sigle, tavoli, dichiarazioni e comunicati. Bisogna avere il coraggio di ripensarsi fino in fondo, imparare dagli errori, tornare nei luoghi della città, ascoltare senza presunzione, ricostruire fiducia dove la fiducia è stata consumata. Perché la fiducia non si chiede. Si riconquista. Con la presenza, con la credibilità, con la coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Si riconquista mettendo al centro le persone, non gli equilibri. I bisogni, non le carriere. La comunità, non le appartenenze chiuse.
Barletta ha bisogno di una alternativa vera. Non di una formula nuova per fare le stesse cose, non di una fotografia con più simboli, non di un accordo costruito sopra la testa della città. Ha bisogno di una politica che torni a camminare dentro la vita delle persone. Le prossime elezioni non le vincerà una semplice somma di partiti. Le potrà vincere soltanto una comunità. E quella comunità, se vogliamo esserne degni, dobbiamo cominciare a ricostruirla adesso. Le potrà vincere soltanto una comunità».