Antonello Damato: «Chissà se l'insana corsa al mattone del centrodestra è finalmente terminata»

La nota del capogruppo della Lista Emiliano Sindaco di Puglia

venerdì 2 gennaio 2026 11.43
«Chissà se la seduta del 31 dicembre scorso segnerà finalmente la fine della insana corsa della attuale maggioranza di centrodestra al mattone e alla nuova cementificazione della città. Ci sarebbe da augurarselo, ma occorre continuare a vigilare quotidianamente per evitare che ciò accada». Così, Antonello Damato Capogruppo Consiliare della Lista Emiliano sindaco di Puglia.

«La frettolosa e superficiale strada finora intrapresa dall'Amministrazione Cannito, infatti, non ha mancato di mettere in evidenza anche nella inutile seduta di fine anno l'incertezza e la confusione che regnano sovrane in materia di realizzazione del Piano casa, di destinazione delle cosiddette aree B5 del vigente Piano regolatore di Barletta e di stentato iter della redazione del Piano urbanistico generale. Prova ne sia che siamo passati dai tonitruanti toni esibiti in aula del 10 luglio scorso, in occasione dell'adozione della incredibile "rettifica interpretativa" sulle cosiddette aree B5, a quelli più soft e addirittura apparentemente "dialoganti" esposti alla conclusione della seduta consiliare di San Silvestro, che ha segnato comunque una ulteriore Caporetto dell'Amministrazione Cannito: corre a portare deliberazioni programmatorie e pianificatorie in Consiglio comunale, ma "si scorda" di chiedere in tempo utile o di chiedere tout cort il parere alla Consulta comunale, come da obbligo regolamentare.

Incredibile, ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti! E, si sa, la fretta spesso produce gattini ciechi e pure provvedimenti illegittimi. Se poi possano essere soggetti al vaglio del controllo giudiziario (sì, "giudiziario", perché l'aggettivo, spesso sinonimo di "giudiziale", attiene all'amministrazione della giustizia nel suo complesso, mentre "giudiziale" a un singolo atto, checché ne pensi il Presidente del Consiglio comunale Lanotte), è una conseguenza sostanzialmente obbligata del modo di agire di un potere amministrativo sordo e cieco ai rilievi, ai suggerimenti e alle critiche. Se poi chi guida pro tempore quel potere amministrativo, vale a dire il Sindaco Cannito, smentisce se stesso e la sua storia, indossando ingloriosamente i panni del cementificatore frettoloso, senza alcun riguardo agli effetti delle decisioni che contribuisce a promuovere, allora vuol dire che la nostra Città ha un problema grande come un macigno. L'auspicio, per l'anno che è appena iniziato, è che quel macigno non produca le nefaste conseguenze finora intraviste e caparbiamente e fortunatamente evitate. Almeno per ora. Ma io, con gli altri Consiglieri in prima fila in questa battaglia, ci sono e ci sarò. Buon 2026!»