Alessia De Finis: «Io vittima di discriminazione di genere, dalla Cgil attacchi personali»
Il post social della presidente del Cda Bar.S.A.
lunedì 1 giugno 2026
16.06
«A corredo della replica ufficiale, voglio aggiungere altro. Non come Presidente ma come Alessia De Finis, assumendomene ogni responsabilità come sempre ho fatto nella mia vita. La guerra che la Cgil ha intrapreso non è a tutela dei lavoratori, ma è personale: è nei confronti dell'attuale governance ma soprattutto della mia persona». Così la presidente del Cda Bar.S.A., Alessia De Finis.
«E questo è evidente a tutti coloro che vivono l'azienda. Dal principio sono stata vittima di derisioni e schernimento ma avendo le spalle larghe e soprattutto non avendo paura di nulla e di nessuno - tipico di chi è onesto e pulito - nulla mi ha scalfito. Queste condotte sono diventate sempre più gravi.
Non è mio costume denunciare sui social ma quando è troppo è troppo.
Sono stata destinataria di espressioni come: "LEI PENSA CHE IO ABBIA ATTRAZIONE SESSUALE NEI SUOI CONFRONTI" dopo un acceso scontro lavorativo scaturito dopo esser intervenuta perché si urlava nei confronti di una dipendente.
Ho denunciato alla CGIL NAZIONALE E REGIONALE con numerose pec: silenzio tombale.
Anzi, durante una riunione sindacale, al sol fine di delegittimarmi e ridicolizzare l'episodio, è stato riportato che il sig. LANDINI ha riso davanti alla mia denuncia.
Detto davanti ad una platea di almeno 10 persone. Ma la Cgil non è quella che fa convegni sulla parità di genere e cortei per la violenza sulle donne?
Le condotte perpetrate sono diventate più gravi quando sono stata registrata senza il mio consenso, durante uno scontro dopo provocazioni ed offese e tali registrazioni sono stato oggetto di ascolto a terzi al sol fine di deridermi e denigrarmi.
Quanto detto è supportato da testimonianze perché ci sono uomini ed uomini e ci sono uomini che decidono di non girarsi dall'altra parte.
Invito chi, all'interno della Cgil, abbia valori e abbia a cuore il buon nome della stessa, di intervenire a porre fine a questo scempio perché io non mi fermerò e per tutelare il mio onore e la mia professionalità andrò dritta come un treno».
«E questo è evidente a tutti coloro che vivono l'azienda. Dal principio sono stata vittima di derisioni e schernimento ma avendo le spalle larghe e soprattutto non avendo paura di nulla e di nessuno - tipico di chi è onesto e pulito - nulla mi ha scalfito. Queste condotte sono diventate sempre più gravi.
Non è mio costume denunciare sui social ma quando è troppo è troppo.
Sono stata destinataria di espressioni come: "LEI PENSA CHE IO ABBIA ATTRAZIONE SESSUALE NEI SUOI CONFRONTI" dopo un acceso scontro lavorativo scaturito dopo esser intervenuta perché si urlava nei confronti di una dipendente.
Ho denunciato alla CGIL NAZIONALE E REGIONALE con numerose pec: silenzio tombale.
Anzi, durante una riunione sindacale, al sol fine di delegittimarmi e ridicolizzare l'episodio, è stato riportato che il sig. LANDINI ha riso davanti alla mia denuncia.
Detto davanti ad una platea di almeno 10 persone. Ma la Cgil non è quella che fa convegni sulla parità di genere e cortei per la violenza sulle donne?
Le condotte perpetrate sono diventate più gravi quando sono stata registrata senza il mio consenso, durante uno scontro dopo provocazioni ed offese e tali registrazioni sono stato oggetto di ascolto a terzi al sol fine di deridermi e denigrarmi.
Quanto detto è supportato da testimonianze perché ci sono uomini ed uomini e ci sono uomini che decidono di non girarsi dall'altra parte.
Invito chi, all'interno della Cgil, abbia valori e abbia a cuore il buon nome della stessa, di intervenire a porre fine a questo scempio perché io non mi fermerò e per tutelare il mio onore e la mia professionalità andrò dritta come un treno».