A Barletta l'Associazione "Mille mani per le famiglie" accoglie 15 lavoratori di pubblica utilità
Invece del carcere, queste persone presteranno attività gratuite a favore della collettività
mercoledì 8 luglio 2026
11.02
Unire le forze per aiutare chi è in difficoltà e, contemporaneamente, offrire una seconda possibilità a chi ha sbagliato. È questo lo spirito della nuova iniziativa dell'Associazione Mille Mani per le Famiglie ODV di Barletta.
L'associazione da tempo si preoccupa di fronteggiare una vera e propria emergenza sociale di migliaia di famiglie del territorio sostenendole nei bisogni primari con la consegna di pacchi viveri, abbigliamento e oggetti indispensabili alla quotidianità depositati da altre famiglie che se ne sono disfatte.
Oggi questo straordinario impegno quotidiano si arricchisce di un nuovo valore. L'associazione è stata infatti scelta dal Tribunale di Trani per un importante progetto di inclusione sociale. Grazie a una convenzione firmata con il Presidente del Tribunale, il dott. Salvatore Casiello, l'ente ospiterà 15 persone condannate alla pena del lavoro di pubblica utilità. Invece del carcere, queste persone presteranno attività gratuite a favore della collettività, trasformando il proprio percorso di riscatto in un aiuto concreto per la comunità barlettana.
I percorsi avranno una durata di 5 anni e saranno coordinati direttamente dalla presidente dell'associazione presso la sede di via del Gelso 96, occupandosi di: Supporto logistico e attività legate alle specifiche competenze professionali di ciascuno; Interventi di tutela dell'ambiente e cura degli animali del territorio.
Tutte le attività saranno svolte nel massimo rispetto della sicurezza e della dignità umana, con la copertura assicurativa totalmente a carico dell'associazione.
«Per noi questa è una sfida bellissima. Chi ha commesso un errore non viene isolato, ma viene invitato a rimboccarsi le maniche per aiutare gli ultimi della nostra città. In questo modo, il lavoro di pubblica utilità diventa un bene prezioso per tutti: dà una mano a noi volontari nella gestione degli aiuti quotidiani e restituisce alla comunità cittadini pronti a ripartire con il piede giusto.
Una sinergia vincente tra giustizia e volontariato che dimostra come l'inclusione sia la strada migliore per costruire una comunità più sicura, unita e solidale.»
L'associazione da tempo si preoccupa di fronteggiare una vera e propria emergenza sociale di migliaia di famiglie del territorio sostenendole nei bisogni primari con la consegna di pacchi viveri, abbigliamento e oggetti indispensabili alla quotidianità depositati da altre famiglie che se ne sono disfatte.
Oggi questo straordinario impegno quotidiano si arricchisce di un nuovo valore. L'associazione è stata infatti scelta dal Tribunale di Trani per un importante progetto di inclusione sociale. Grazie a una convenzione firmata con il Presidente del Tribunale, il dott. Salvatore Casiello, l'ente ospiterà 15 persone condannate alla pena del lavoro di pubblica utilità. Invece del carcere, queste persone presteranno attività gratuite a favore della collettività, trasformando il proprio percorso di riscatto in un aiuto concreto per la comunità barlettana.
I percorsi avranno una durata di 5 anni e saranno coordinati direttamente dalla presidente dell'associazione presso la sede di via del Gelso 96, occupandosi di: Supporto logistico e attività legate alle specifiche competenze professionali di ciascuno; Interventi di tutela dell'ambiente e cura degli animali del territorio.
Tutte le attività saranno svolte nel massimo rispetto della sicurezza e della dignità umana, con la copertura assicurativa totalmente a carico dell'associazione.
«Per noi questa è una sfida bellissima. Chi ha commesso un errore non viene isolato, ma viene invitato a rimboccarsi le maniche per aiutare gli ultimi della nostra città. In questo modo, il lavoro di pubblica utilità diventa un bene prezioso per tutti: dà una mano a noi volontari nella gestione degli aiuti quotidiani e restituisce alla comunità cittadini pronti a ripartire con il piede giusto.
Una sinergia vincente tra giustizia e volontariato che dimostra come l'inclusione sia la strada migliore per costruire una comunità più sicura, unita e solidale.»