Vertenza Bar.S.A., ulteriore replica alla FP CGIL BAT

La nota ufficiale di Bar.S.A.

mercoledì 3 giugno 2026 11.11
"La governance di Bar.S.A. S.p.A. interviene per l'ultima volta e in maniera definitiva sul dibattito sollevato dalla FP CGIL BAT, pertanto, non seguiranno ulteriori repliche aziendali su questo argomento.

​​Ciò detto, appare evidente che il riscontro della FP CGIL del 1° giugno u.s., sia frutto di una lettura disattenta da parte dell'O.S., in quanto come già ampiamente esposto nella nota aziendale precedente, l'incentivo all'esodo non è un "bonus arbitrario", ma al contrario una misura gestionale rigorosa, attuata nel rispetto dell'Art. 6 delle Linee Guida, approvate dal Comune di Barletta.

​Laddove il sindacato parla di "sperpero", la realtà certifica l'esatto contrario, un risparmio economico netto per le casse pubbliche. Una Municipalizzata che risparmia non sta dilapidando denaro pubblico. ​I risparmi documentati sul costo del personale, già evidenziati nella ridetta nota aziendale del 1° giugno u.s., parlano da soli.

​​In questa sede preme, puntualizzare e scindere la Gestione Societaria dalla gravissima denuncia personale mossa dall'avv. Alessia De Finis.

Il Presidente di Bar.S.A. ha denunciato – in prima persona e non a nome dell'Azienda – di essere stata bersaglio di insulti sessisti e discriminazioni, alla presenza di testimoni, da parte di un rappresentante della FP CGIL.

​La risposta del Segretario Generale BAT sig.ra Ileana Remini si è persa in un linguaggio criptico incentrato su "patriarcato" e "asimmetrie", evitando accuratamente di toccare l'episodio specifico. Ha preferito scegliere il silenzio e la fumosa dichiarazione sociologica esclusivamente per fare protezionismo di apparato. La difesa del Sindacato è risultata più importante della difesa di una donna.

​Nonostante gli slogan di principio enunciati sulla parità di genere, la sig.ra Remini, come donna, non ha espresso un solo briciolo di solidarietà o di ferma condanna verso le frasi sessiste denunciate.

Denunciare è un diritto delle donne e non deve in alcun modo essere palesato come vittimismo. Difendere i diritti a parole nei convegni e ignorarli di fatto quando questi avvengono nelle aziende è
una contraddizione insanabile.

Nel ribadire che la documentazione aziendale è specchiata e tracciabile, Bar.S.A. chiude definitivamente la questione rifiutando ulteriori teatrini giornalistici, con l'auspicio che le relazioni industriali proseguano sui tavoli tecnici con dati reali, non con le aggressioni verbali".