Un anno fa la nuova sede dell'Archivio di Stato a Barletta
Il ricordo di Michele Grimaldi
martedì 31 marzo 2026
«Il 31 marzo 2025, dopo oltre quarant'anni di attesa, è stato aperto all'intero territorio provinciale e ai visitatori che animeranno i bellissimi ambienti appena restaurati nello splendido complesso della Santissima Trinità al civico 22 di via Manfredi, la nuova sede dell'Archivio di Stato di Barletta». Così lo storico e archivista, Michele Grimaldi.
«Il Ministro delle Cultura Alessandro Giuli in quella occasione orgogliosamente affermò che "Barletta trova una sede di eccellenza e un luogo che non sarà solo di lettura e conoscenza, ma anche di socialità, condivisione e digitalizzazione affinché questo materiale così delicato e pregiato trovi non soltanto la possibilità di essere consultato ma anche preservato nella durata della storia. Una giornata come questa, al fianco di una Comunità in un momento di cultura e di condivisione è, nella vita concitata di un ministro, un sassolino bianco sul calendario, un'occasione felice".
Mi si conceda, per una volta soltanto ed esclusivamente per far comprendere le difficoltà affrontate per giungere a quell'incredibile traguardo, affermare che senza l'infinita volontà e capacità di chi scrive, Barletta non solo non avrebbe mai avuto una nuova sede per l'Istituto culturale ma si sarebbe lasciata sfuggire l'occasione, unica, di avere l'Archivio di Stato nella nostra Città. Per tramutare un sogno in realtà il lavoro compiuto, praticamente da solo, è stato durissimo ed irto di difficoltà. Ma fosse stato solo lavorare non starei qui a dirlo, invece ho dovuto confrontarmi con ostacoli che sembravano insormontabili quali la burocrazia ottusa, l'invidia, l'ignoranza e soprattutto lo sfrenato arrivismo dei famosi saltatori sul carro del vincitore.
La felice "intuizione" di istituire nella Città della Disfida l'Archivio di Stato non poteva che venire ad un barlettano d.o.c. e cioè al prof. Giuseppe Dibenedetto Direttore, all'epoca, dell'Archivio di Stato di Bari e mio primo ed unico "Maestro", il quale agli inizi degli anni Settanta ottenne, il 27 dicembre 1973, l'emanazione del Decreto Ministeriale di istituzione della Sezione. Questa fu allocata nell'impropria sistemazione "provvisoria" (provvisorietà durata la sciocchezza di 50 anni!) di alcuni locali privati soggetti al pagamento di fitto.
Poi, quaranta anni fa, si individuò, nell'abbandonato e quasi completamente diroccato ex convento di S. Giovanni di Dio del XII secolo, la sede più dignitosa dove trasferire gli uffici e i depositi della Sezione.
Il complesso monumentale, fino al 1964, si presentava in tutta la sua interezza, occupando una superficie lorda di ml. 110x50 (allo stato attuale occupa una superficie lorda di ml. 51x34 cioè meno della metà!).
Dopo un primo lotto di lavori (circa due miliardi di lire) avviato nel 1988 con i finanziamenti della Legge 449/87, gli stessi furono interrotti e poi ripresi sino ad arrivare alla consegna dell'immobile il 2002.
Purtroppo da quel momento solo rinvii. La svolta ci fu 13 febbraio del 2009 allorquando il Direttore Generale degli Archivi di quegli anni, il dott. Luciano Scala, volle fortemente visitare l'ex convento e dopo solo un mese, stanziò ben un milione di euro per il completamento degli impianti. L'ultimo e forse più importante passo compiuto per l'inaugurazione della nuova sede dell'Archivio di Stato, ha data 8 marzo 2019 allorquando il Consiglio Comunale di Barletta deliberò ed approvò, all'unanimità, la delibera riguardante la "Regolarizzazione dei confini e della situazione giuridica dei beni ricadenti nel catasto urbano del comune al foglio 128 particella 217 - ex Caserma Stennio" cioè la futura sede dell'Archivio di Stato Provinciale di Barletta.
Quanto accaduto è stata volontà indubbia ed encomiabile del Sindaco Cannito e della sua Giunta che aveva , della questione, un punto cardine delle linee programmatiche di Mandato 2018-2023 allorquando, alla Missione 5 - Programma 1 "Valorizzazione dei beni di interesse storico", individuava tra gli obiettivi l'Archivio di Stato argomentando "[…] Barletta è una città che ha la fortuna di avere una Sezione di Archivio di Stato e questo ci deve impegnare a consegnare la nuova sede dell'Archivio di Stato (ex Caserma Stennio, via Manfredi) alla fruizione pubblica".
Tutto ciò reso possibile dal lavoro compiuto dall'allora Assessore e Vice Sindaco Marcello Lanotte il quale in strettissima e fondamentale collaborazione con la dott.ssa Rosa Di Palma, Dirigente del Settore Manutenzioni e Patrimonio ed il dott. Nicola Mitolo, compirono un vero e proprio miracolo risolvendo, in poco più di un mese, la situazione "Proprietà dell'immobile" che si trascinava stancamente e pericolosamente da quasi un secolo e che avrebbe potuto compromettere il futuro della nuova sede dell'Archivio. Non si pensi, alla luce degli avvenimenti poi susseguitisi, che l'assegnazione dell'Archivio di Stato a Barletta si sarebbe rivelato un "dono" piovuto dal cielo come la manna di biblica memoria, bensì il giusto riconoscimento al tragitto millenario della Città di Barletta costellato da avvenimenti e figure che le hanno dato lustro e visibilità mondiale. Il 31 marzo dello scorso anno la parola the end, come negli interminabili film kolossal, è finalmente e definitivamente calata sulla travagliata storia dell'ex convento al quale è stata restituita dignità allocandovi la Sede provinciale dell'Archivio di Stato e soprattutto è stato riconsegnato alla Città di Barletta e all'intera Provincia, un importante esempio di architettura medievale».
«Il Ministro delle Cultura Alessandro Giuli in quella occasione orgogliosamente affermò che "Barletta trova una sede di eccellenza e un luogo che non sarà solo di lettura e conoscenza, ma anche di socialità, condivisione e digitalizzazione affinché questo materiale così delicato e pregiato trovi non soltanto la possibilità di essere consultato ma anche preservato nella durata della storia. Una giornata come questa, al fianco di una Comunità in un momento di cultura e di condivisione è, nella vita concitata di un ministro, un sassolino bianco sul calendario, un'occasione felice".
Mi si conceda, per una volta soltanto ed esclusivamente per far comprendere le difficoltà affrontate per giungere a quell'incredibile traguardo, affermare che senza l'infinita volontà e capacità di chi scrive, Barletta non solo non avrebbe mai avuto una nuova sede per l'Istituto culturale ma si sarebbe lasciata sfuggire l'occasione, unica, di avere l'Archivio di Stato nella nostra Città. Per tramutare un sogno in realtà il lavoro compiuto, praticamente da solo, è stato durissimo ed irto di difficoltà. Ma fosse stato solo lavorare non starei qui a dirlo, invece ho dovuto confrontarmi con ostacoli che sembravano insormontabili quali la burocrazia ottusa, l'invidia, l'ignoranza e soprattutto lo sfrenato arrivismo dei famosi saltatori sul carro del vincitore.
La felice "intuizione" di istituire nella Città della Disfida l'Archivio di Stato non poteva che venire ad un barlettano d.o.c. e cioè al prof. Giuseppe Dibenedetto Direttore, all'epoca, dell'Archivio di Stato di Bari e mio primo ed unico "Maestro", il quale agli inizi degli anni Settanta ottenne, il 27 dicembre 1973, l'emanazione del Decreto Ministeriale di istituzione della Sezione. Questa fu allocata nell'impropria sistemazione "provvisoria" (provvisorietà durata la sciocchezza di 50 anni!) di alcuni locali privati soggetti al pagamento di fitto.
Poi, quaranta anni fa, si individuò, nell'abbandonato e quasi completamente diroccato ex convento di S. Giovanni di Dio del XII secolo, la sede più dignitosa dove trasferire gli uffici e i depositi della Sezione.
Il complesso monumentale, fino al 1964, si presentava in tutta la sua interezza, occupando una superficie lorda di ml. 110x50 (allo stato attuale occupa una superficie lorda di ml. 51x34 cioè meno della metà!).
Dopo un primo lotto di lavori (circa due miliardi di lire) avviato nel 1988 con i finanziamenti della Legge 449/87, gli stessi furono interrotti e poi ripresi sino ad arrivare alla consegna dell'immobile il 2002.
Purtroppo da quel momento solo rinvii. La svolta ci fu 13 febbraio del 2009 allorquando il Direttore Generale degli Archivi di quegli anni, il dott. Luciano Scala, volle fortemente visitare l'ex convento e dopo solo un mese, stanziò ben un milione di euro per il completamento degli impianti. L'ultimo e forse più importante passo compiuto per l'inaugurazione della nuova sede dell'Archivio di Stato, ha data 8 marzo 2019 allorquando il Consiglio Comunale di Barletta deliberò ed approvò, all'unanimità, la delibera riguardante la "Regolarizzazione dei confini e della situazione giuridica dei beni ricadenti nel catasto urbano del comune al foglio 128 particella 217 - ex Caserma Stennio" cioè la futura sede dell'Archivio di Stato Provinciale di Barletta.
Quanto accaduto è stata volontà indubbia ed encomiabile del Sindaco Cannito e della sua Giunta che aveva , della questione, un punto cardine delle linee programmatiche di Mandato 2018-2023 allorquando, alla Missione 5 - Programma 1 "Valorizzazione dei beni di interesse storico", individuava tra gli obiettivi l'Archivio di Stato argomentando "[…] Barletta è una città che ha la fortuna di avere una Sezione di Archivio di Stato e questo ci deve impegnare a consegnare la nuova sede dell'Archivio di Stato (ex Caserma Stennio, via Manfredi) alla fruizione pubblica".
Tutto ciò reso possibile dal lavoro compiuto dall'allora Assessore e Vice Sindaco Marcello Lanotte il quale in strettissima e fondamentale collaborazione con la dott.ssa Rosa Di Palma, Dirigente del Settore Manutenzioni e Patrimonio ed il dott. Nicola Mitolo, compirono un vero e proprio miracolo risolvendo, in poco più di un mese, la situazione "Proprietà dell'immobile" che si trascinava stancamente e pericolosamente da quasi un secolo e che avrebbe potuto compromettere il futuro della nuova sede dell'Archivio. Non si pensi, alla luce degli avvenimenti poi susseguitisi, che l'assegnazione dell'Archivio di Stato a Barletta si sarebbe rivelato un "dono" piovuto dal cielo come la manna di biblica memoria, bensì il giusto riconoscimento al tragitto millenario della Città di Barletta costellato da avvenimenti e figure che le hanno dato lustro e visibilità mondiale. Il 31 marzo dello scorso anno la parola the end, come negli interminabili film kolossal, è finalmente e definitivamente calata sulla travagliata storia dell'ex convento al quale è stata restituita dignità allocandovi la Sede provinciale dell'Archivio di Stato e soprattutto è stato riconsegnato alla Città di Barletta e all'intera Provincia, un importante esempio di architettura medievale».