Richiesta di rettifica e chiarimento in merito alle dichiarazioni del sindaco Cannito sulla Casa di Riposo "Regina Margherita" al Comitato Zona 167 di Barletta
La nota di Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella
lunedì 8 giugno 2026
12.22
«In merito alle recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dal Sindaco sulla pagina Facebook istituzionale del Comune di Barletta riguardanti la situazione della Casa di Riposo "Regina Margherita" (ex Cappuccini), il Comitato Zona 167 si vede costretto a intervenire con fermezza per fare chiarezza e ristabilire la realtà dei fatti, a tutela della propria onorabilità e della correttezza dell'informazione cittadina». Così i referenti del comitato Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.
«In primo luogo, si evidenzia come il primo cittadino abbia destinato i suoi durissimi attacchi personali a "due sedicenti rappresentanti" del nostro Comitato. Preme ricordare al Sindaco che la nota di denuncia a cui fa riferimento non è un atto isolato del Comitato 167, bensì un documento ufficiale a firma di Rete Civica, una coalizione più ampia di cui il nostro Comitato fa orgogliosamente parte insieme ad altre realtà associative del territorio. L'aver personalizzato e ridotto una legittima critica politica a un attacco personale dimostra una grave svista istituzionale e una preoccupante intolleranza verso il dissenso.
Respingiamo categoricamente, tra l'altro, le definizioni offensive utilizzate dal Sindaco, quali "soggetti affetti dalla sindrome della indignazione permanente", "odiatori di professione" o l'accusa di "supercazzolare" ed "eruttare velate insinuazioni".
Il Comitato Zona 167 non cerca visibilità né agisce in mala fede: esercita semplicemente il diritto-dovere di cittadinanza attiva, ponendo domande legittime su beni pubblici fermi da anni e di vitale importanza per la comunità, specialmente per le fasce più fragili. La critica politica e la richiesta di trasparenza sulle procedure e sugli atti amministrativi (comprese le interlocuzioni tra il Comune e l'ASP) non possono e non devono essere liquidate come "populismo" ed imputate ad ignoranza giuridica.
Le parole del Sindaco hanno superato il confine della legittima dialettica e critica politica, sfociando in offese personali e in affermazioni diffamatorie che ledono la dignità e la reputazione dei rappresentanti del Comitato che come dimostrano ampiamente le cronache negli anni di sedicente non hanno proprio nulla e dei cittadini che essi rappresentano.
Pertanto, il Comitato Zona 167 chiede formalmente al Sindaco di rivedere e rettificare pubblicamente le proprie dichiarazioni, riportando il confronto sui binari del rispetto che le istituzioni devono ai cittadini e del merito delle questioni.
Ove il sindaco ritenga di non correggere le sue posizioni e di non voler ristabilire un dialogo civile, preferendo l'insulto e la delegittimazione personale, i rappresentanti del Comitato si vedranno costretti, loro malgrado, a tutelare la propria onorabilità, dignità e reputazione.
La cittadinanza barlettana merita rispetto e risposte concrete, non già personalismi e sovraesposizioni mediatiche e pubblicitarie».
«In primo luogo, si evidenzia come il primo cittadino abbia destinato i suoi durissimi attacchi personali a "due sedicenti rappresentanti" del nostro Comitato. Preme ricordare al Sindaco che la nota di denuncia a cui fa riferimento non è un atto isolato del Comitato 167, bensì un documento ufficiale a firma di Rete Civica, una coalizione più ampia di cui il nostro Comitato fa orgogliosamente parte insieme ad altre realtà associative del territorio. L'aver personalizzato e ridotto una legittima critica politica a un attacco personale dimostra una grave svista istituzionale e una preoccupante intolleranza verso il dissenso.
Respingiamo categoricamente, tra l'altro, le definizioni offensive utilizzate dal Sindaco, quali "soggetti affetti dalla sindrome della indignazione permanente", "odiatori di professione" o l'accusa di "supercazzolare" ed "eruttare velate insinuazioni".
Il Comitato Zona 167 non cerca visibilità né agisce in mala fede: esercita semplicemente il diritto-dovere di cittadinanza attiva, ponendo domande legittime su beni pubblici fermi da anni e di vitale importanza per la comunità, specialmente per le fasce più fragili. La critica politica e la richiesta di trasparenza sulle procedure e sugli atti amministrativi (comprese le interlocuzioni tra il Comune e l'ASP) non possono e non devono essere liquidate come "populismo" ed imputate ad ignoranza giuridica.
Le parole del Sindaco hanno superato il confine della legittima dialettica e critica politica, sfociando in offese personali e in affermazioni diffamatorie che ledono la dignità e la reputazione dei rappresentanti del Comitato che come dimostrano ampiamente le cronache negli anni di sedicente non hanno proprio nulla e dei cittadini che essi rappresentano.
Pertanto, il Comitato Zona 167 chiede formalmente al Sindaco di rivedere e rettificare pubblicamente le proprie dichiarazioni, riportando il confronto sui binari del rispetto che le istituzioni devono ai cittadini e del merito delle questioni.
Ove il sindaco ritenga di non correggere le sue posizioni e di non voler ristabilire un dialogo civile, preferendo l'insulto e la delegittimazione personale, i rappresentanti del Comitato si vedranno costretti, loro malgrado, a tutelare la propria onorabilità, dignità e reputazione.
La cittadinanza barlettana merita rispetto e risposte concrete, non già personalismi e sovraesposizioni mediatiche e pubblicitarie».