«Lavoratori discriminati», Bar.S.A., Replica alla nota di FP CGIL
La Governance: «Tali misure non nascono dal cilindro, ma sono espressamente previste»
lunedì 1 giugno 2026
13.02
In merito alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal Segretario Generale BAT sig.ra Ileana Remini, unitamente al Segretario Provinciale BAT Emanuele Papeo, in data 31 maggio 2026, la Governance di Bar.S.A. S.p.A. si vede costretta a ristabilire la realtà dei fatti, con la forza dei numeri e delle norme, smentendo categoricamente accuse prive di fondamento giuridico, amministrativo e contabile.
Nel citato articolo si parla, con evidente dolo o preoccupante superficialità, di "bonus economici di fine rapporto concessi in maniera arbitraria", pertanto, il presente riscontro è finalizzato a chiarire sin da subito l'equivoco, o per meglio dire, la manipolazione in quanto non si tratta di "bonus", bensì di incentivi all'esodo erogati a dipendenti che optano per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro con Bar.S.A. S.p.A., rispetto ai limiti d'età ordinari.
Tali misure non nascono dal cilindro di una gestione fantasiosa, ma sono espressamente previste e normate nell'Art. 6 rubricato Incentivi all'esodo delle Linee di indirizzo, per il contenimento delle spese di funzionamento della Società in house Bar.S.A. S.p.A., approvate dall'Ente Controllante, Comune di Barletta, proprio in conformità al TUSP (D.Lgs. 175/2016).
L'azienda opera da sempre, sotto il rigido alveo del Controllo Analogo, di conseguenza parlare di "arbitrio datoriale" significa non conoscere e/o voler ignorare, le regole basilari delle Società Pubbliche.
Nel commisurare tali incentivi, la Società non agisce con "discrezionalità datoriale", ma applica parametri rigorosamente OGGETTIVI e GESTIONALI, quali:
Qui cade la tesi accusatoria della presunta "disparità di trattamento", palesata dalla O.S. avendo Bar.S.A., legittimamente e doverosamente posto dei tetti invalicabili a determinate richieste di esodo che, se accolte acriticamente, avrebbero privato la Società di competenze chiave irrinunciabili.
Ciò avrebbe generato, nelle more delle procedure concorsuali obbligatorie per il reclutamento - Art. 4, comma 4 delle Linee Guida -, un immediato e grave nocumento organizzativo e un ingiustificato aggravio di spese per le casse pubbliche.
L'attuale Governance della Società, ha apportato con l'incentivazione all'esodo, risparmi documentati sul costo del personale, sia per gli anni passati che per quelli a venire, come di seguito si rappresenta:
anno 2024 € 53.720,27;
anno 2025 € 56.648,36;
anno 2026 € 55.854,79;
anno 2027 € 77.492,82;
anno 2028 € 60.593,14;
anno 2029 € 42.690,64;
anno 2030 € 21.269,55;
anno 2031 € 1.927,77;
per un vantaggio economico totale, cumulato nel periodo 2024-2031, pari ad € 370.197,34.
Tanto a conferma di un operato efficiente e virtuoso della Società, ampiamente dimostrato e documentato. Semplicemente, "contra factum non valet argumentum" contro i fatti non vale alcuna argomentazione. La gestione del denaro dei cittadini si fa con la responsabilità del buon padre di famiglia, non assecondando pretese che scardinano l'equilibrio di bilancio.
Bar.S.A. S.p.A. respinge con fermezza e sdegno l'insinuazione che agisca con pregiudizio verso una qualunque sigla sindacale. Le Relazioni Industriali si fondano sul rispetto della Legge e dei CCNL, non sulla sottomissione a diktat demagogici.
Si sottolinea, infine, che Bar.S.A. S.p.A. non si lascia intimidire da diffide pretestuose o tentativi di commissariamento mediatico della propria attività gestionale.
Si invita l'O.S. FP CGIL a ritrovare il senso della misura e della correttezza istituzionale, ricordando che la tutela dei lavoratori si fa sui Tavoli Tecnici, non gettando fango e ombre su una Società che produce utili, risparmi e servizi efficienti per la Città di Barletta.
Per quanto innanzi esposto avendo la scrivente Società agito sempre nella massima trasparenza, lascia volentieri ad altri il fango mediatico, l'uso di termini ad effetto per sollevare polveroni mediatici, finalizzati alla propaganda sterile.
Nel citato articolo si parla, con evidente dolo o preoccupante superficialità, di "bonus economici di fine rapporto concessi in maniera arbitraria", pertanto, il presente riscontro è finalizzato a chiarire sin da subito l'equivoco, o per meglio dire, la manipolazione in quanto non si tratta di "bonus", bensì di incentivi all'esodo erogati a dipendenti che optano per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro con Bar.S.A. S.p.A., rispetto ai limiti d'età ordinari.
Tali misure non nascono dal cilindro di una gestione fantasiosa, ma sono espressamente previste e normate nell'Art. 6 rubricato Incentivi all'esodo delle Linee di indirizzo, per il contenimento delle spese di funzionamento della Società in house Bar.S.A. S.p.A., approvate dall'Ente Controllante, Comune di Barletta, proprio in conformità al TUSP (D.Lgs. 175/2016).
L'azienda opera da sempre, sotto il rigido alveo del Controllo Analogo, di conseguenza parlare di "arbitrio datoriale" significa non conoscere e/o voler ignorare, le regole basilari delle Società Pubbliche.
Nel commisurare tali incentivi, la Società non agisce con "discrezionalità datoriale", ma applica parametri rigorosamente OGGETTIVI e GESTIONALI, quali:
- Il livello e il ruolo del lavoratore all'interno dell'organigramma.
- L'anticipazione in termini di anni rispetto al pensionamento di vecchiaia.
- La valutazione costi/benefici connessa alla sostituzione della risorsa e con quale inquadramento.
Qui cade la tesi accusatoria della presunta "disparità di trattamento", palesata dalla O.S. avendo Bar.S.A., legittimamente e doverosamente posto dei tetti invalicabili a determinate richieste di esodo che, se accolte acriticamente, avrebbero privato la Società di competenze chiave irrinunciabili.
Ciò avrebbe generato, nelle more delle procedure concorsuali obbligatorie per il reclutamento - Art. 4, comma 4 delle Linee Guida -, un immediato e grave nocumento organizzativo e un ingiustificato aggravio di spese per le casse pubbliche.
L'attuale Governance della Società, ha apportato con l'incentivazione all'esodo, risparmi documentati sul costo del personale, sia per gli anni passati che per quelli a venire, come di seguito si rappresenta:
anno 2024 € 53.720,27;
anno 2025 € 56.648,36;
anno 2026 € 55.854,79;
anno 2027 € 77.492,82;
anno 2028 € 60.593,14;
anno 2029 € 42.690,64;
anno 2030 € 21.269,55;
anno 2031 € 1.927,77;
per un vantaggio economico totale, cumulato nel periodo 2024-2031, pari ad € 370.197,34.
Tanto a conferma di un operato efficiente e virtuoso della Società, ampiamente dimostrato e documentato. Semplicemente, "contra factum non valet argumentum" contro i fatti non vale alcuna argomentazione. La gestione del denaro dei cittadini si fa con la responsabilità del buon padre di famiglia, non assecondando pretese che scardinano l'equilibrio di bilancio.
Bar.S.A. S.p.A. respinge con fermezza e sdegno l'insinuazione che agisca con pregiudizio verso una qualunque sigla sindacale. Le Relazioni Industriali si fondano sul rispetto della Legge e dei CCNL, non sulla sottomissione a diktat demagogici.
Si sottolinea, infine, che Bar.S.A. S.p.A. non si lascia intimidire da diffide pretestuose o tentativi di commissariamento mediatico della propria attività gestionale.
Si invita l'O.S. FP CGIL a ritrovare il senso della misura e della correttezza istituzionale, ricordando che la tutela dei lavoratori si fa sui Tavoli Tecnici, non gettando fango e ombre su una Società che produce utili, risparmi e servizi efficienti per la Città di Barletta.
Per quanto innanzi esposto avendo la scrivente Società agito sempre nella massima trasparenza, lascia volentieri ad altri il fango mediatico, l'uso di termini ad effetto per sollevare polveroni mediatici, finalizzati alla propaganda sterile.