La studentessa del “De Nittis” Asia Paradiso vola al Festival di Venezia
La studentessa barlettana è la vincitrice di una delle sezioni del Concorso Leoncino d’oro
sabato 6 giugno 2026
12.12
Ancora un successo tra i giovani talentuosi dell'IISS "Léontine e Giuseppe De Nittis" di Barletta: si tratta di Asia Paradiso,studentessa all'ultimo anno del Liceo Artistico, vincitrice di una delle sezioni del Concorso Leoncino d'oro, il più ampio progetto di promozione nazionale del cinema italiano nelle nostre scuole. Il Leoncino d'oro, istituito da Agiscuola nel 1989, è uno dei premi collaterali più significativi della Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia, perché ad assegnarlo è una Giuria nazionale composta da studenti delle scuole secondarie di II grado, uno per Regione, che hanno così la possibilità di partecipare gratuitamente al Festival e visionare tutti i film in concorso.
Il Liceo artistico De Nittis, grazie alla lungimirante determinazione del dirigente Antonio Francesco Diviccaro e alla costante attenzione del corpo docente alle tendenze espressive delle nuove professioni, proprio quest'anno ha inaugurato l'Indirizzo Audiovisivo e Multimediale, che si fa onore grazie aquesto straordinario risultato: con un video di autopresentazione, Asia ha conquistato la giuria selezionatrice e, unica in Puglia, partirà a settembre alla volta della Laguna.
Dopo averla intervistata, non è stato difficile immaginare perché la giuria l'abbia scelta in mezzo a tanti!
Di cosa parla il video che ti ha permesso di essere selezionata?
Dovevo mandare un video di autopresentazione. Quindi parla di me fondamentalmente, ma per realizzarlo non l'ho cominciato da zero, ho preso pezzetti di video che ho fatto nel corso degli anni. Io registro da quando cammino praticamente. I miei genitori sonoappassionati di fotografia e io ho sempre fatto video, sempre. Poi alle medie durante la quarantena ho cominciato a montarli, ho cominciato a vedere un po' come funzionava. C'è una clip, in particolare, che ho voluto inserire, in cui andavo alle medie. Ma ci sono tanti video di tanti momenti differenti, che danno il senso dello scorrere degli anni.
Quindi è una tua storia ... documentata.
Sì. Ho preso tutti quei frammenti, tolto l'audio, e messo ovviamente il voice over mio in cui racconto un po' quello che volevo dire, insomma, la presentazione.
Secondo te cosa può aver colpito di più di questa presentazione?
Credo, il fatto che io sia riuscita, in qualche modo, a spiegare che mi esprimo tramite i video senza dirlo ma facendolo capire. Cioènon l'ho detto espressamente, è proprio la potenza del non detto che dice molto. L'ho fatto capire con un po' di giri di parole, banalmente con le semplici immagini.
Ti aspettavi questa vittoria? E cosa hai provato alla notizia?
In realtà il concorso prevedeva anche un'altra selezione sempre tramite un prodotto video, ma con un solo vincitore in tutta Italia. Onestamente non avevo capito che ci fossero due selezioni distinte. Avevo inteso che i due video andassero insieme e che quello di autopresentazione servisse semplicemente da accompagnamento al prodotto effettivo. Quando il primo video è stato scartato, mi sono detta: "Vabbè, ok, ci ho provato", senza farne una tragedia e mettendomi l'anima in pace ... anche se in realtà ci sono rimasta male, perché questo lavoro è stato uno dei miei preferiti, se non il mio migliore in assoluto, ai limiti del cinema; mi dissi "Se dovesse vincere ne sarei contenta". Ma ormai non stavo aspettando nient'altro e ho continuato la mia vita tranquillamente. Poi, all'improvviso, mentre ero a casa di un'amica durante una pausa, ho ricevuto una chiamata dalla professoressa Violante, la persona che mi aveva fatto partecipare. Ho risposto e lei ha iniziato a urlare: "Hai vinto! Hai vinto!". Per circa dieci secondi sono rimasta in silenzio perché non stavo capendo assolutamente nulla; infatti, subito dopo ho chiesto: "Ma cosa ho vinto?". Mi dice che forse andrò a Roma o a Venezia, non lo so, lei stessa non ricordava ... Insomma, sono stati dei minuti di euforia caotica ... al telefono! Devo dire che lei è stata fondamentale per tutto il progetto. Oggettivamente, mi ha seguito per tutto ma senza fare al posto al mio, semplicemente mi ricordava le scadenze, mi stava un po' dietro, diciamo, mi stimolava. E poi lei ha sempre creduto in me e in questo progetto, ma in me soprattutto, quindi devo dire che le devo tanto.
Quando è nata questa tua passione di videomaker?
Ce l'ho da sempre. Ho ricevuto la mia prima macchina fotografica quando avevo 6 anni. Sin da piccola faccio scatti e video. Poi con la quarantena, a casa senza fare niente, è arrivato il montaggio.Quindi poi, vuoi o non vuoi, ho cominciato a sperimentare i primi video. Però non ho mai fatto una ricerca su come si facesse un video. Anche adesso, se vado a vedere come si fa, mi sento legata. Se devo andare a cercare come si fa questa cosa, mi stufo, non la faccio. Invece, quando guardo un film, quando guardo un video, vedo cosa c'è, cosa mi piace, cosa mi attira e cerco di rifarlo uguale.
Utilizzi il tuo sguardo analitico rispetto al cinema, al film e poi cerchi di ispirarti. Sì, esatto, diciamo che osservo molto, per catturare la tecnica e poi riprodurla in qualche modo.
Quanto ha contribuito la scuola a potenziare la tua passione di videomaker e ad affinare le tue competenze nel campo?
Allora, qua c'è tanto da dire perché io non faccio Audiovisivo, io sto nell'indirizzo Grafica, quindi se dovessi stare solo al mio programma scolastico, di video non ne farei nemmeno uno. Però ho avuto la fortuna non soltanto di avere dei docenti che hanno sempre conciliato questa mia passione con ilprogramma, nel senso che il mio insegnante di indirizzo non mi ha mai detto "No, tu mi devi fare per forza l'elaborato di grafica". Dovevo farlo certo, ma se volevo accompagnarlo aun video, mi valutava anche il video. Tutti hanno sempre incoraggiato questa mia passione perché si rendevano conto che magari preferivo fare il video piuttosto che fare la locandina. Poi c'è da dire anche che in questa scuola io ho contribuito tanto, cioè metà dei video su YouTube riguardanti il nostro istituto sono i miei; il docente responsabile della comunicazione, del De Nittis Press, mi ha sempre messo a fare video un po' perché gli faceva comodo, ero brava, quindi chiamava me, ma questo mi ha aiutato perché mi ha fatto fare davvero tanta pratica.
Ma l'avresti scelto l'audiovisivo?
Sì, senza nemmeno pensarci. Ammetto di aver scelto grafica per esclusione, perché Architettura o Design non li avrei mai presinemmeno sotto stipendio. Pur di stare in questa scuola ho detto "ok, faccio Grafica". Se ci fosse stato già Audiovisivo l'avrei scelto all'istante.
Tema scottante: intelligenza artificiale. Te ne senti minacciata o ritieni che il talento umano sia vincente e lo sarà sempre?
Sicuramente l'intelligenza artificiale, per quanto stia facendo passi da gigante, non sarà mai in grado di sostituire il cinema. Perché il cinema è un linguaggio che viene dal cuore... è proprio una lingua. L'uomo sarà sempre un passo avanti perché prima ci arriva lui, poi l'intelligenza artificiale. Questa apprende dopo che l'uomo ha già padroneggiato una certa cosa. Io mi rendo conto di usarla molto spesso, ma non al posto mio, cioè non facendole fare cose che dovrei fare io, ma facendole fare cose che magari, in un altro modo, mi porterebbero via tanto tempo. Soprattutto io, essendo una studentessa con DSA, la uso molto... Per esempio, se ripeto ad alta voce da sola, mi sento stupida. Se metto la modalità live di ChatGPT, una voce mi risponde, ho un riscontro, mi corregge se sbaglio, mi fa delle domande. Io comincio a parlare con qualcuno, passa più velocemente il tempo... e poi ti dà anche suggerimenti su cosa correggere. Io non sono completamente contro l'IA perché il fatto che alcuni non la sappiano utilizzare non implica che non sia utile come strumento.
Guardando al tuo futuro: dimmi una tua preoccupazione e una tua certezza positiva.
Per molto tempo ho pensato di voler proseguire gli studi verso un percorso scientifico, quindi la mia preoccupazione è che non sarò mai veramente contenta. Nei cinque anni di scuola superiore ho fatto zapping un paio di volte fra scientifico e artistico, artistico e scientifico, perché non riuscivo a scegliere: sono attratta dalle materie scientifiche, ma io amo questa scuola, per quanto le materie di indirizzo non siano proprio le mie preferite. Quindi la mia preoccupazione è che, in seguito, io non riesca veramente a fare la strada perché le voglio fare tutte. Però d'altra parte sono anche certa che se l'ambiente futuro di studio o di lavoro, come ha fatto questa scuola, mi mette a mio agio e prevale sulla materia, io rimango là dove sto.
Dopo il diploma pensi di restare a Barletta?
No no. L'idea per adesso è di iscrivermi all'Accademia delle Belle Arti di Bologna. Però sto ancora valutando un po' le citta, le scuole, le accademie, le università.
Che idea hai del cinema italiano e - forse ti chiedo un po' troppo - c'è un'innovazione che vorresti portare?
Io credo che nel cinema italiano si spinga pochissimo sulla CGI, la Computer-Generated Imagery, cioè tutta quella parte fatta al computer per integrare le scene cinematografiche o crearle del tutto, che si vede di più nel fantasy e nei generi non realistici, nell'horror eccetera. Io credo che il cinema italiano spinga tantissimo sul concetto, sul significato dell'opera (che può essere comico, triste ...) e pochissimo sulla tecnica cinematografica. Avolte sembra registrato con un cellulare, ma non per la qualità visiva, proprio per le tecniche che vengono utilizzate nelleinquadrature, nell'uso dei suoni, nel montaggio.
Ma pensi che sia una scelta?
Io credo che da questo punto di vista l'Italia sia un po' indietro sulle tecniche, non sperimenta, non si butta mai: ok questo si è sempre fatto, perché io dovrei fare qualcosa di nuovo? Io invece non sono d'accordo. Mi è capitato di vedere al cinema grazie al progetto "Avvistamenti", a cui ha partecipato la mia scuola, un film italiano sull'Alzheimer. Dal punto di vista tecnico è fatto benissimo, ma rimane di nicchia.
Quando sarai "giurata" del Premio Leoncino d'oro, quali saranno i criteri che ti guideranno nella valutazione dei film proposti?
Sicuramente la tecnica cinematografica perché è quella che io guardo subito. Io non riesco più a guardare un film normalmente... sono l'incubo delle mie amiche al cinema. Quando finisce il film io attacco: "Hai visto quando c'era lo sfocato là? Quando hanno spostato la videocamera così?". Qualche tempo fa abbiamo visto Obsession (che ho trovato spettacolare, forse il film più bello che abbia mai visto), ho chiamato un'amica mia e ho detto: "Ma hai visto che dovrebbe essere notte e sulla sveglia c'è scritto 16:44?". Faccio più fatica sul contenuto, perché mi arriva più tardi, ci devo riflettere, mentre il linguaggio è la mia ossessione, non riesco più a guardare un film normalmente!
Andrai a Venezia a settembre, con quale stato d'animo partirai? E cosa immagini di portare a casa?
Non lo so, io non ho realizzato ancora, non so come organizzarmi. E poi il fatto che debba andare completamente da sola un po' mi spaventa. Essendo una cosa tanto grande a livello emotivo, avere qualcuno che mi accompagni sarebbe meglio... ma lo faccio lo stesso. È una cosa che sento, a volte, più grande di me. Ci sono momenti in cui mi dico "Madonna, io devo andare là? io che vado in giro a dire 'Guarda che belle le mie mutande di Spider-Man'?
Cosa immagini di portarti a casa?
Non ne ho proprio idea, non so cosa aspettarmi. Io spero di imparare sicuramente qualcosa, altro non riesco a immaginare adesso ...Magari nuovi contatti, amici. Quello sicuramente, mi faccio amici pure i pali della luce, quindi non è quello il problema.
Ti senti pronta per l'esame di maturità?
Ni ... nel senso che ho fatto la simulazione, l'ansia è gestibilissima, riesco tranquillamente a parlare. Poi sull'orale vado forte, quindi se ripeto, se mi degno di aprire qualche libro, magari riesco anche a ottenere qualcosa di positivo. Per lo scritto sono preoccupata, perché io scrivo malissimo, il mio problema è quello, spero vada bene...
E allora buon viaggio Asia ... e buon cinema!
Il Liceo artistico De Nittis, grazie alla lungimirante determinazione del dirigente Antonio Francesco Diviccaro e alla costante attenzione del corpo docente alle tendenze espressive delle nuove professioni, proprio quest'anno ha inaugurato l'Indirizzo Audiovisivo e Multimediale, che si fa onore grazie aquesto straordinario risultato: con un video di autopresentazione, Asia ha conquistato la giuria selezionatrice e, unica in Puglia, partirà a settembre alla volta della Laguna.
Dopo averla intervistata, non è stato difficile immaginare perché la giuria l'abbia scelta in mezzo a tanti!
Di cosa parla il video che ti ha permesso di essere selezionata?
Dovevo mandare un video di autopresentazione. Quindi parla di me fondamentalmente, ma per realizzarlo non l'ho cominciato da zero, ho preso pezzetti di video che ho fatto nel corso degli anni. Io registro da quando cammino praticamente. I miei genitori sonoappassionati di fotografia e io ho sempre fatto video, sempre. Poi alle medie durante la quarantena ho cominciato a montarli, ho cominciato a vedere un po' come funzionava. C'è una clip, in particolare, che ho voluto inserire, in cui andavo alle medie. Ma ci sono tanti video di tanti momenti differenti, che danno il senso dello scorrere degli anni.
Quindi è una tua storia ... documentata.
Sì. Ho preso tutti quei frammenti, tolto l'audio, e messo ovviamente il voice over mio in cui racconto un po' quello che volevo dire, insomma, la presentazione.
Secondo te cosa può aver colpito di più di questa presentazione?
Credo, il fatto che io sia riuscita, in qualche modo, a spiegare che mi esprimo tramite i video senza dirlo ma facendolo capire. Cioènon l'ho detto espressamente, è proprio la potenza del non detto che dice molto. L'ho fatto capire con un po' di giri di parole, banalmente con le semplici immagini.
Ti aspettavi questa vittoria? E cosa hai provato alla notizia?
In realtà il concorso prevedeva anche un'altra selezione sempre tramite un prodotto video, ma con un solo vincitore in tutta Italia. Onestamente non avevo capito che ci fossero due selezioni distinte. Avevo inteso che i due video andassero insieme e che quello di autopresentazione servisse semplicemente da accompagnamento al prodotto effettivo. Quando il primo video è stato scartato, mi sono detta: "Vabbè, ok, ci ho provato", senza farne una tragedia e mettendomi l'anima in pace ... anche se in realtà ci sono rimasta male, perché questo lavoro è stato uno dei miei preferiti, se non il mio migliore in assoluto, ai limiti del cinema; mi dissi "Se dovesse vincere ne sarei contenta". Ma ormai non stavo aspettando nient'altro e ho continuato la mia vita tranquillamente. Poi, all'improvviso, mentre ero a casa di un'amica durante una pausa, ho ricevuto una chiamata dalla professoressa Violante, la persona che mi aveva fatto partecipare. Ho risposto e lei ha iniziato a urlare: "Hai vinto! Hai vinto!". Per circa dieci secondi sono rimasta in silenzio perché non stavo capendo assolutamente nulla; infatti, subito dopo ho chiesto: "Ma cosa ho vinto?". Mi dice che forse andrò a Roma o a Venezia, non lo so, lei stessa non ricordava ... Insomma, sono stati dei minuti di euforia caotica ... al telefono! Devo dire che lei è stata fondamentale per tutto il progetto. Oggettivamente, mi ha seguito per tutto ma senza fare al posto al mio, semplicemente mi ricordava le scadenze, mi stava un po' dietro, diciamo, mi stimolava. E poi lei ha sempre creduto in me e in questo progetto, ma in me soprattutto, quindi devo dire che le devo tanto.
Quando è nata questa tua passione di videomaker?
Ce l'ho da sempre. Ho ricevuto la mia prima macchina fotografica quando avevo 6 anni. Sin da piccola faccio scatti e video. Poi con la quarantena, a casa senza fare niente, è arrivato il montaggio.Quindi poi, vuoi o non vuoi, ho cominciato a sperimentare i primi video. Però non ho mai fatto una ricerca su come si facesse un video. Anche adesso, se vado a vedere come si fa, mi sento legata. Se devo andare a cercare come si fa questa cosa, mi stufo, non la faccio. Invece, quando guardo un film, quando guardo un video, vedo cosa c'è, cosa mi piace, cosa mi attira e cerco di rifarlo uguale.
Utilizzi il tuo sguardo analitico rispetto al cinema, al film e poi cerchi di ispirarti. Sì, esatto, diciamo che osservo molto, per catturare la tecnica e poi riprodurla in qualche modo.
Quanto ha contribuito la scuola a potenziare la tua passione di videomaker e ad affinare le tue competenze nel campo?
Allora, qua c'è tanto da dire perché io non faccio Audiovisivo, io sto nell'indirizzo Grafica, quindi se dovessi stare solo al mio programma scolastico, di video non ne farei nemmeno uno. Però ho avuto la fortuna non soltanto di avere dei docenti che hanno sempre conciliato questa mia passione con ilprogramma, nel senso che il mio insegnante di indirizzo non mi ha mai detto "No, tu mi devi fare per forza l'elaborato di grafica". Dovevo farlo certo, ma se volevo accompagnarlo aun video, mi valutava anche il video. Tutti hanno sempre incoraggiato questa mia passione perché si rendevano conto che magari preferivo fare il video piuttosto che fare la locandina. Poi c'è da dire anche che in questa scuola io ho contribuito tanto, cioè metà dei video su YouTube riguardanti il nostro istituto sono i miei; il docente responsabile della comunicazione, del De Nittis Press, mi ha sempre messo a fare video un po' perché gli faceva comodo, ero brava, quindi chiamava me, ma questo mi ha aiutato perché mi ha fatto fare davvero tanta pratica.
Ma l'avresti scelto l'audiovisivo?
Sì, senza nemmeno pensarci. Ammetto di aver scelto grafica per esclusione, perché Architettura o Design non li avrei mai presinemmeno sotto stipendio. Pur di stare in questa scuola ho detto "ok, faccio Grafica". Se ci fosse stato già Audiovisivo l'avrei scelto all'istante.
Tema scottante: intelligenza artificiale. Te ne senti minacciata o ritieni che il talento umano sia vincente e lo sarà sempre?
Sicuramente l'intelligenza artificiale, per quanto stia facendo passi da gigante, non sarà mai in grado di sostituire il cinema. Perché il cinema è un linguaggio che viene dal cuore... è proprio una lingua. L'uomo sarà sempre un passo avanti perché prima ci arriva lui, poi l'intelligenza artificiale. Questa apprende dopo che l'uomo ha già padroneggiato una certa cosa. Io mi rendo conto di usarla molto spesso, ma non al posto mio, cioè non facendole fare cose che dovrei fare io, ma facendole fare cose che magari, in un altro modo, mi porterebbero via tanto tempo. Soprattutto io, essendo una studentessa con DSA, la uso molto... Per esempio, se ripeto ad alta voce da sola, mi sento stupida. Se metto la modalità live di ChatGPT, una voce mi risponde, ho un riscontro, mi corregge se sbaglio, mi fa delle domande. Io comincio a parlare con qualcuno, passa più velocemente il tempo... e poi ti dà anche suggerimenti su cosa correggere. Io non sono completamente contro l'IA perché il fatto che alcuni non la sappiano utilizzare non implica che non sia utile come strumento.
Guardando al tuo futuro: dimmi una tua preoccupazione e una tua certezza positiva.
Per molto tempo ho pensato di voler proseguire gli studi verso un percorso scientifico, quindi la mia preoccupazione è che non sarò mai veramente contenta. Nei cinque anni di scuola superiore ho fatto zapping un paio di volte fra scientifico e artistico, artistico e scientifico, perché non riuscivo a scegliere: sono attratta dalle materie scientifiche, ma io amo questa scuola, per quanto le materie di indirizzo non siano proprio le mie preferite. Quindi la mia preoccupazione è che, in seguito, io non riesca veramente a fare la strada perché le voglio fare tutte. Però d'altra parte sono anche certa che se l'ambiente futuro di studio o di lavoro, come ha fatto questa scuola, mi mette a mio agio e prevale sulla materia, io rimango là dove sto.
Dopo il diploma pensi di restare a Barletta?
No no. L'idea per adesso è di iscrivermi all'Accademia delle Belle Arti di Bologna. Però sto ancora valutando un po' le citta, le scuole, le accademie, le università.
Che idea hai del cinema italiano e - forse ti chiedo un po' troppo - c'è un'innovazione che vorresti portare?
Io credo che nel cinema italiano si spinga pochissimo sulla CGI, la Computer-Generated Imagery, cioè tutta quella parte fatta al computer per integrare le scene cinematografiche o crearle del tutto, che si vede di più nel fantasy e nei generi non realistici, nell'horror eccetera. Io credo che il cinema italiano spinga tantissimo sul concetto, sul significato dell'opera (che può essere comico, triste ...) e pochissimo sulla tecnica cinematografica. Avolte sembra registrato con un cellulare, ma non per la qualità visiva, proprio per le tecniche che vengono utilizzate nelleinquadrature, nell'uso dei suoni, nel montaggio.
Ma pensi che sia una scelta?
Io credo che da questo punto di vista l'Italia sia un po' indietro sulle tecniche, non sperimenta, non si butta mai: ok questo si è sempre fatto, perché io dovrei fare qualcosa di nuovo? Io invece non sono d'accordo. Mi è capitato di vedere al cinema grazie al progetto "Avvistamenti", a cui ha partecipato la mia scuola, un film italiano sull'Alzheimer. Dal punto di vista tecnico è fatto benissimo, ma rimane di nicchia.
Quando sarai "giurata" del Premio Leoncino d'oro, quali saranno i criteri che ti guideranno nella valutazione dei film proposti?
Sicuramente la tecnica cinematografica perché è quella che io guardo subito. Io non riesco più a guardare un film normalmente... sono l'incubo delle mie amiche al cinema. Quando finisce il film io attacco: "Hai visto quando c'era lo sfocato là? Quando hanno spostato la videocamera così?". Qualche tempo fa abbiamo visto Obsession (che ho trovato spettacolare, forse il film più bello che abbia mai visto), ho chiamato un'amica mia e ho detto: "Ma hai visto che dovrebbe essere notte e sulla sveglia c'è scritto 16:44?". Faccio più fatica sul contenuto, perché mi arriva più tardi, ci devo riflettere, mentre il linguaggio è la mia ossessione, non riesco più a guardare un film normalmente!
Andrai a Venezia a settembre, con quale stato d'animo partirai? E cosa immagini di portare a casa?
Non lo so, io non ho realizzato ancora, non so come organizzarmi. E poi il fatto che debba andare completamente da sola un po' mi spaventa. Essendo una cosa tanto grande a livello emotivo, avere qualcuno che mi accompagni sarebbe meglio... ma lo faccio lo stesso. È una cosa che sento, a volte, più grande di me. Ci sono momenti in cui mi dico "Madonna, io devo andare là? io che vado in giro a dire 'Guarda che belle le mie mutande di Spider-Man'?
Cosa immagini di portarti a casa?
Non ne ho proprio idea, non so cosa aspettarmi. Io spero di imparare sicuramente qualcosa, altro non riesco a immaginare adesso ...Magari nuovi contatti, amici. Quello sicuramente, mi faccio amici pure i pali della luce, quindi non è quello il problema.
Ti senti pronta per l'esame di maturità?
Ni ... nel senso che ho fatto la simulazione, l'ansia è gestibilissima, riesco tranquillamente a parlare. Poi sull'orale vado forte, quindi se ripeto, se mi degno di aprire qualche libro, magari riesco anche a ottenere qualcosa di positivo. Per lo scritto sono preoccupata, perché io scrivo malissimo, il mio problema è quello, spero vada bene...
E allora buon viaggio Asia ... e buon cinema!