«Il Green Park riapre ma è allarme sicurezza: senza custodi rischia di diventare terra di nessuno»
La nota di Grazia Desario (Sinistra Italiana)
venerdì 22 maggio 2026
1.20
«Cancelli aperti, ma tutele azzerate. Il "Green Park" di Barletta si appresta a riaprire i battenti, ma l'annuncio, che avrebbe dovuto declinare una nota positiva per la cittadinanza, ha sollevato un polverone di polemiche e una diffusa preoccupazione tra i residenti della zona e i frequentatori abituali. Il motivo? Il parco tornerà accessibile senza alcun servizio di guardiania e senza i necessari interventi di miglioramento strutturale. Una decisione che ha immediatamente proiettato sull'area verde l'ombra dell'insicurezza e del degrado». Così la dirigente nazionale di Sinistra Italiana, Grazia Desario.
«A finire nel mirino della critica è la gestione – definita da molti "inerte" – dell'Amministrazione Comunale. Davanti all'evidente impossibilità (o mancanza di volontà) di garantire una vigilanza professionale e costante, da Palazzo di Città è filtrata l'ipotesi di affidare la gestione e l'apertura del parco a comitati di quartiere e associazioni di residenti.
Una proposta che i frequentatori rispediscono fermamente al mittente:
«Non si tratta di una lodevole iniziativa di cittadinanza attiva, ma di un mero scaricabarile economico. L'Amministrazione sta cercando di risparmiare sui servizi essenziali, delegando ai privati cittadini compiti che spetterebbero di diritto alle istituzioni».
Secondo i residenti, l'affidamento ai comitati non mira affatto alla "buona tenuta" del luogo, quanto a un cinico calcolo di bilancio: zero investimenti, zero spese di personale, massima resa d'immagine per una riapertura che, alle condizioni attuali, rischia di rivelarsi un boomerang.
Il fulcro della protesta risiede nella totale assenza di sicurezza sussidiaria. Un parco privo di custodi, sprovvisto di un presidio fisso o di un controllo qualificato agli ingressi e alle uscite, rischia di trasformarsi rapidamente in una "terra di nessuno".
La preoccupazione principale riguarda le ore pomeridiane e serali. Senza una vigilanza formale, il timore concreto è che il Green Park si trasformi in un hub per il microspaccio, il vandalismo e la commissione di reati, mettendo a repentaglio l'incolumità di famiglie, anziani e bambini che dovrebbero poter vivere lo spazio pubblico in assoluta serenità. Le sole telecamere di videosorveglianza, laddove presenti o funzionanti, non vengono ritenute un deterrente sufficiente rispetto alla reattività e all'efficacia di un custode in carne e ossa.
Oltre alla sicurezza, a pesare è anche il mancato restyling. La riapertura "al naturale", senza interventi migliorativi sugli arredi urbani, sulle aree giochi o sulla manutenzione del verde profondo, restituisce l'immagine di un'operazione frettolosa. I cittadini chiedono a gran voce un passo indietro: il Green Park deve riaprire, ma con dignità, garanzie e, soprattutto, sotto la diretta e responsabile custodia del Comune di Barletta. La sicurezza pubblica e il decoro urbano non possono essere messi in bilancio alla voce "risparmio"».
«A finire nel mirino della critica è la gestione – definita da molti "inerte" – dell'Amministrazione Comunale. Davanti all'evidente impossibilità (o mancanza di volontà) di garantire una vigilanza professionale e costante, da Palazzo di Città è filtrata l'ipotesi di affidare la gestione e l'apertura del parco a comitati di quartiere e associazioni di residenti.
Una proposta che i frequentatori rispediscono fermamente al mittente:
«Non si tratta di una lodevole iniziativa di cittadinanza attiva, ma di un mero scaricabarile economico. L'Amministrazione sta cercando di risparmiare sui servizi essenziali, delegando ai privati cittadini compiti che spetterebbero di diritto alle istituzioni».
Secondo i residenti, l'affidamento ai comitati non mira affatto alla "buona tenuta" del luogo, quanto a un cinico calcolo di bilancio: zero investimenti, zero spese di personale, massima resa d'immagine per una riapertura che, alle condizioni attuali, rischia di rivelarsi un boomerang.
Il fulcro della protesta risiede nella totale assenza di sicurezza sussidiaria. Un parco privo di custodi, sprovvisto di un presidio fisso o di un controllo qualificato agli ingressi e alle uscite, rischia di trasformarsi rapidamente in una "terra di nessuno".
La preoccupazione principale riguarda le ore pomeridiane e serali. Senza una vigilanza formale, il timore concreto è che il Green Park si trasformi in un hub per il microspaccio, il vandalismo e la commissione di reati, mettendo a repentaglio l'incolumità di famiglie, anziani e bambini che dovrebbero poter vivere lo spazio pubblico in assoluta serenità. Le sole telecamere di videosorveglianza, laddove presenti o funzionanti, non vengono ritenute un deterrente sufficiente rispetto alla reattività e all'efficacia di un custode in carne e ossa.
Oltre alla sicurezza, a pesare è anche il mancato restyling. La riapertura "al naturale", senza interventi migliorativi sugli arredi urbani, sulle aree giochi o sulla manutenzione del verde profondo, restituisce l'immagine di un'operazione frettolosa. I cittadini chiedono a gran voce un passo indietro: il Green Park deve riaprire, ma con dignità, garanzie e, soprattutto, sotto la diretta e responsabile custodia del Comune di Barletta. La sicurezza pubblica e il decoro urbano non possono essere messi in bilancio alla voce "risparmio"».