«Dopo anni di lotte, scippare un diritto è un peccato mortale»

Michele Dicorato e Giuseppe Dipaola chiariscono le loro posizioni sul ricorso al Tar. «analizziamo le vicende storiche del recente passato»

lunedì 25 ottobre 2010
«Certo se la questione "Sede legale della BT", si guarda con colpevole leggerezza, trascurando volutamente la storia vissuta, che ha visto un'intera popolazione barlettana rivendicare la istituzione di una nuova provincia, stanca dei soprusi continui e arroganti delle province matrigne BA e FG, che ancora oggi continuano a non dare la necessaria collaborazione alla nostra provincia, può sembrare che le rivendicazioni della città di Barletta, sono pretestuose e dannose». Questa la risposta dei consiglieri provinciali Michele Dicorato e Giuseppe Dipaola alla dura presa di posizione di alcune associazioni e politici di Andria. E la disanima continua: «ma così non è, perché tutti sanno, compreso i cittadini di Andria che le forti rivendicazioni di Barletta hanno una legittimità, incontestabile, che solo la malafede di certi condottieri politici, cerca di mettere nel dimenticatoio la vera storia, appellandosi a concetti campanilistici che nel caso di Barletta non esistono».

«Comunque non si possono capire bene le rivendicazioni di Barletta se non si fa chiarezza sulle vicende storiche del recente passato. Nessuno può dimenticare il comportamento elettorale tenuto dai politici di Barletta, in occasione delle elezioni provinciali (BT), allorquando i due poli di centro-destra e di centro-sinistra, si scatenarono a caldeggiare candidati non propriamente barlettani, in quell'occasione fummo gli unici, che con la lista della Buona politica, UDC, e altre liste locali ci assumemmo la responsabilità di difendere il primato di Barletta, con la candidatura del compianto dott. SALERNO, e che a causa del tradimento dei due poli subimmo la sconfitta elettorale, sia pure di poco. Sono d'accordo con il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno dott. Daloiso, quando afferma che il problema della sede legale non è soltanto una questione politica e poi legale, ma è soprattutto sostanziale e di riconoscimento per una lotta condotta per secoli dalla "città della disfida", per questo il ricorso al TAR vuole essere l'estremo tentativo di recupero della dignità politica di un'intera città distrutta dalla sua classe politica che ha usato le votazioni provinciali per fare la "resa dei conti" con gli avversari del proprio partito, gettando la popolazione barlettana nel baratro dello scontro fratricida, a tutto vantaggio di altri, invece di cercare l'unità sul candidato locale "Salerno", del quale oggi tantissimi si dichiarano eredi politici, dopo averlo selvaggiamente ostacolato in vita».

«Non sono d'accordo invece con il direttore dott. Daloiso quando afferma che il ricorso non serve a niente in quanto anche in caso di vittoria la città di Barletta non potrà dettare le norme della riscrittura dello Statuto Provinciale. Mi chiedo, ma in caso di sentenza favorevole per Barletta potrà mai l'attuale maggioranza di centro-destra non rispettare la legge?»

«Caro presidente Francesco Ventola io spero che lei vorrà rispettare i 99mila cittadini di Barletta e non la sua classe dirigente che comunque è stata determinante per la sua elezione a Presidente della provincia BT. L'aver contestato con un ricorso al TAR la legittimità dei primi due articoli dello Statuto, formulati, a mio giudizio, in maniera sibillina e contraddittoria, per dire una cosa e farne un'altra, non deve essere preso a pretesto per giustificare o peggio ancora per ostacolare l'azione amministrativa della maggioranza del Consiglio Provinciale, le cui cause sono interne all'amministrazione provinciale, che può e deve operare per lo sviluppo delle 10 città. In passato la città di Barletta ha sempre operato in favore della Provincia BT, cercando e ottenendo la collaborazione di otto dei dieci comuni che la compongono, solo due hanno creato ostacoli all'iter istitutivo,diventandone ora strenui difensori, dopo averla scippata a chi l'ha voluta e realizzata».