«Centro Anziani in via Fermi: la solita deriva privatistica che maschera il fallimento della politica»

La nota di Rete Civica

sabato 6 giugno 2026
«L'annuncio di qualche giorno fa in pompa magna da parte del Settore Welfare del Comune di Barletta riguardo all'avvio di un'indagine di mercato per la gestione sperimentale di un nuovo Centro Polivalente per Anziani in via Fermi non è una vittoria per la città. Al contrario, è il re nudo di una politica assistenziale che abdica al proprio ruolo pubblico, preferendo la via della privatizzazione e della frammentazione dei servizi alla reale cura della comunità». Così i referenti di Rete Civica.

«Come Rete Civica, non possiamo assistere in silenzio a quella che riteniamo essere l'ennesima operazione di facciata, utile solo a coprire anni di immobilismo, rimpalli burocratici e una cronica mancanza di visione. Un paradosso lungo undici anni: lavori finiti, struttura al palo. Il nuovo centro dovrebbe sorgere presso i locali dell'ASP "Regina Margherita" in via Fermi 20. Ed è proprio qui che casca l'asino, svelando l'ipocrisia del provvedimento. Parliamo di un immobile dove i lavori di ristrutturazione sono ultimati ormai dal 2018. Da undici anni, quella struttura è rimasta un guscio vuoto, una cattedrale nel deserto sottratta ai cittadini. Così, mentre l'ASP "Regina Margherita" va lentamente in malora, vittima del degrado e dell'incuria, la politica locale si è trincerata dietro il solito scaricabarile burocratico e amministrativo tra enti. Non è una questione di sfortuna, né di ostacoli tecnici insormontabili: è la plastica dimostrazione della totale mancanza di volontà politica di restituire alla comunità barlettana un bene comune. Oggi la Giunta Comunale, con la delibera n. 149/2026, si accorge improvvisamente del "progressivo incremento demografico della popolazione anziana". Una scoperta tardiva per giustificare l'esternalizzazione del servizio a un "operatore economico" privato tramite piattaforma digitale.

Ci chiediamo: perché un servizio così essenziale per il contrasto all'isolamento sociale e la vulnerabilità della terza età deve essere affidato a logiche di mercato, seppur regolate? Perché il Comune e l'ASP non si assumono la responsabilità di una gestione totalmente pubblica e diretta, garantendo standard occupazionali e di servizio sottratti alle dinamiche del profitto o della precarietà delle "sperimentazioni"?

I tavoli di concertazione del Piano di Zona parlano di "coesione intergenerazionale" e "invecchiamento attivo", formule suggestive che rischiano di rimanere vuoti slogan se calate in un modello che frammenta l'offerta anziché centralizzarla e potenziarla sotto l'egida pubblica. Affiancare un nuovo centro privato a quello già esistente in Via Regina Margherita non è la risposta strutturale che gli anziani barlettani meritano. I nostri anziani hanno bisogno di punti di riferimento solidi, pubblici, gratuiti e universalmente accessibili, non di bandi di gara digitali (che riducono il welfare a una transazione commerciale).

Rete Civica chiede con forza: Stop alle derive privatistiche nell'erogazione dei servizi sociali essenziali. Chiarezza immediata sullo stato patrimoniale e di manutenzione di tutti i locali dell'ASP "Regina Margherita". L'assunzione di una reale responsabilità da parte sia dell'Amministrazione comunale e sia del consiglio dell'Asp per una gestione pubblica e partecipata della struttura di via Fermi, che metta al centro i bisogni della terza età e non i bilanci degli operatori economici.
La cura della nostra comunità non si appalta. Barletta merita di meglio di una politica che trasforma i propri ritardi e i propri fallimenti in occasioni di privatizzazione».