Caso De Finis, il Pd risponde a Fratelli d'Italia

La nota di segreteria e gruppo consiliare dem

martedì 2 giugno 2026 11.46
«È con grande sorpresa che leggiamo le accuse di FdI al nostro indirizzo in merito alla mancata solidarietà alla presidente di Bar.S.A., l'avvocata Alessia De Finis, per vicende che nessuno poteva conoscere e che i diretti interessati hanno voluto diffondere sulla stampa solo nelle ultime ore. Qualora l'avvocata De Finis sia stata in qualche modo offesa e se il confronto sindacale sia degenerato in attacchi personali e misoginia, saremo i primi a condannarlo senza sconti per nessuno. Cosa che FdI non ha fatto, mai, quando sia a palazzo di città e perfino in Consiglio comunale (e come avrebbe mai potuto) si sono verificati episodi sessisti e oltraggiosi nei confronti di consigliere. Ma questo giusto per onore di cronaca». Così la segreteria e il gruppo consiliare del Partito Democratico.

«Pertanto non accettiamo che la sacrosanta battaglia contro il sessismo venga usata come "fumogeno" per scappare dal dovere della trasparenza amministrativa! Tornando infatti a parlare di Bar.S.A., la sensazione è che FdI la voglia buttare in caciara per non affrontare la questione più importante, quella che interessa ai cittadini: come vengono spesi i soldi pubblici in quella società di proprietà del Comune di Barletta? Stando a quanto dichiarato dalla presidente De Finis in risposta alla denuncia della Cgil, i bonus sarebbero uno strumento per incentivare l'esodo e risparmiare. Ma c'è la condizione necessaria affinchè questo possa accadere e, cioè, una situazione di esuberi? Perché se così non fosse l'incentivo sarebbe illegittimo.

I contratti nazionali di settore parlano chiaro: gli incentivi all'esodo si pagano solo se ci sono esuberi documentati, cioè se l'azienda è in crisi e deve tagliare personale. E perché allora Bar.S.A. starebbe assumendo? L'ultimo concorso con le rispettive assunzioni risalgono a qualche mese fa. Su questo il sindaco Cannito ha il dovere di intervenire per fare chiarezza perché le casse di Bar.S.A. appartengono ai barlettani e non sono il portafoglio privato della dirigenza di turno. Invitiamo quindi il primo cittadino ad assumersi le sue responsabilità e alla maggioranza di centrodestra consigliamo, anziché fare teatro e vittimismi, di prendere seriamente in considerazione l'opportunità di chiedere il parere della Corte dei Conti e di portare le carte in Consiglio comunale, dimostrando la legittimità di quelle spese. I cittadini di Barletta hanno il diritto sacrosanto di conoscere i fatti e non nebulose costruzioni, ed è il motivo per cui opereremo un accesso agli atti per recuperare la documentazione necessaria a chiarire ogni aspetto di questa vicenda».