Barlettani bloccati in Thailandia da più di una settimana: il racconto
Voli cancellati e incertezze a causa della guerra in Medio Oriente
martedì 10 marzo 2026
10.00
Secondo i dati raccolti dalla Farnesina Italiana sarebbero più di 100.000 gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente dalla crisi che ha interessato diversi Paesi del Golfo e che ha stravolto il traffico aereo mondiale, con serie ripercussioni sulla gestione degli spostamenti degli italiani che si trovano all'estero.
Ci sono anche sette barlettani bloccati in Thailandia, più precisamente a Phuket.
"Il nostro volo di rientro con Etihad previsto per il 3 marzo è stato cancellato a causa della chiusura dello spazio aereo con scalo ad Abu Dhabi. La compagnia Etihad Airways lo ha riprogrammato per il 10 marzo, ma anche quel volo è stato successivamente cancellato, lasciandoci di fatto bloccati qui senza una reale alternativa di rientro", queste le parole di Giuseppe Gissi, in territorio straniero dal 21 febbraio per un viaggio di piacere programmato da tempo.
Da quando il volo è stato cancellato, i viaggiatori sono stati costretti a permanere fuori Italia sostenendo la totalità delle spese a proprio carico (alloggi, pasti, spostamenti…).
Contattata la Farnesina Italiana, Giuseppe e il gruppo hanno avuto una proposta risolutiva che segue questa linea: "Ci hanno informati di un volo charter da Bangkok a Roma al costo di 1200 euro a persona. Il problema è che noi ci troviamo su un'isola, a Phuket. Per tentare di prendere questo charter dovremmo prima volare a nostre spese fino a Bangkok."
Dalle informazioni ricevute, si intendeva inoltre, che una volta arrivati in aeroporto a Bangkok, non ci sarebbe stata la garanzia di acquistare il biglietto nell'eventualità di volo al completo, con l'impossibilità effettiva di rientro in Italia.
I sette barlettani e gli altri italiani con loro, si sono sentiti poco supportati dallo Stato in un momento di difficoltà totalmente inaspettato. L'opzione proposta dalla Farnesina è sembrata sbrigativa e poco fattibile, anche per l'ingente esborso di denaro che ne conseguirebbe.
Finalmente la situazione sembra sbloccarsi: "Dopo decine di chiamate e diverse lamentele, siamo riusciti ad avere delle coordinate bancarie e abbiamo appena provveduto a effettuare il bonifico di 1200€ per l'acquisto del biglietti!" annuncia Giuseppe, che si affretta a smorzare l'entusiasmo per la bella notizia: "Rimaniamo scettici finchè non ci arriveranno le carte di imbarco… se non avessimo avuto disponibilità economica non so in quali condizioni ci saremmo trovati".
Ci sono anche sette barlettani bloccati in Thailandia, più precisamente a Phuket.
"Il nostro volo di rientro con Etihad previsto per il 3 marzo è stato cancellato a causa della chiusura dello spazio aereo con scalo ad Abu Dhabi. La compagnia Etihad Airways lo ha riprogrammato per il 10 marzo, ma anche quel volo è stato successivamente cancellato, lasciandoci di fatto bloccati qui senza una reale alternativa di rientro", queste le parole di Giuseppe Gissi, in territorio straniero dal 21 febbraio per un viaggio di piacere programmato da tempo.
Da quando il volo è stato cancellato, i viaggiatori sono stati costretti a permanere fuori Italia sostenendo la totalità delle spese a proprio carico (alloggi, pasti, spostamenti…).
Contattata la Farnesina Italiana, Giuseppe e il gruppo hanno avuto una proposta risolutiva che segue questa linea: "Ci hanno informati di un volo charter da Bangkok a Roma al costo di 1200 euro a persona. Il problema è che noi ci troviamo su un'isola, a Phuket. Per tentare di prendere questo charter dovremmo prima volare a nostre spese fino a Bangkok."
Dalle informazioni ricevute, si intendeva inoltre, che una volta arrivati in aeroporto a Bangkok, non ci sarebbe stata la garanzia di acquistare il biglietto nell'eventualità di volo al completo, con l'impossibilità effettiva di rientro in Italia.
I sette barlettani e gli altri italiani con loro, si sono sentiti poco supportati dallo Stato in un momento di difficoltà totalmente inaspettato. L'opzione proposta dalla Farnesina è sembrata sbrigativa e poco fattibile, anche per l'ingente esborso di denaro che ne conseguirebbe.
Finalmente la situazione sembra sbloccarsi: "Dopo decine di chiamate e diverse lamentele, siamo riusciti ad avere delle coordinate bancarie e abbiamo appena provveduto a effettuare il bonifico di 1200€ per l'acquisto del biglietti!" annuncia Giuseppe, che si affretta a smorzare l'entusiasmo per la bella notizia: "Rimaniamo scettici finchè non ci arriveranno le carte di imbarco… se non avessimo avuto disponibilità economica non so in quali condizioni ci saremmo trovati".