Barletta-Sarnese 3-2 cuore, orgoglio e vittoria. Il nuovo corso promette bene
Dopo molte e talvolta vane attese, contro i campani si è finalmente vista una squadra affamata e forte
lunedì 19 gennaio 2026
12.43
Ci voleva davvero. Questo è il primo pensiero che ci viene in mente dopo Barletta-Sarnese 3-2, pur considerando quella fase di completo black out che ha visto i granata campani andare a segno due volte nell'arco di due minuti, e che ha seriamente messo il Barletta a rischio dell'ennesima beffa di questo contraddittorio campionato.
Ci voleva davvero questa ventata d'aria fresca, pur con tutto il sacrosanto rispetto che si deve a un serio professionista come mister Massimo Pizzulli.
Ma il calcio è fatto di momenti, e spesso di semplici quanto atroci coincidenze, come ad esempio il capitare nel posto giusto nel momento sbagliato.
Nel calcio poi, come del resto nella vita, vi sono quei turning point che cambiano completamente gli eventi. Prendete Matheus Da Silva, dato praticamente per partente proprio in direzione Sarno nella serata di lunedì scorso, e poi match winner della partita a favore del Barletta.
Poi vi è naturalmente il lato tecnico della questione, con un Barletta che, specie nel primo tempo, è stato capace di sciorinare gran calcio con un 4-4-2 offensivo di stampo britannico con finalmente due attaccanti a dividersi l'area di rigore avversaria, e con due esterni offensivi finalmente coadiuvati anche dalla spinta di quelli che una volta venivano definiti terzini.
Ma oltre a questi numerini, che spesso e volentieri lasciano il tempo che trovano, a confortare è stato l'atteggiamento generale della squadra, che sin dalle primissime battute ha letteralmente azzannato l'avversario con voglia, spirito, determinazione, e finalmente con quel senso di appartenenza perfettamente rappresentato dall'incontenibile gioia di Michelino Di Cuonzo sotto la Nord, e poi dall'abbraccio non certo banale del giovanissimo attaccante Barlettano con un monumento biancorosso come Vincenzo Lanotte il quale, parliamoci chiaro, rappresenta di fatto ben più che un semplice componente dello staff tecnico del nuovo mister Massimo Paci.
Di quest'ultimo, infine, nell'attesa di poter via via analizzare i suoi princìpi tecnici, piace la serena ma ferma lucidità, soprattutto nel ribadire le ambizioni del Barletta edizione 2025/26, aggiungendo a tutto questo quel "non abbiamo ancora fatto niente" che tante soddisfazioni ha dato qualche anno fa alla piazza biancorossa, seppur con altri interpreti.
Poi naturalmente c'è da fare i conti con le avversarie, in principal modo con una Paganese che ha piegato di misura una Fidelis Andria completamente stravolta nell'organico e nelle ambizioni. Stesso discorso per il Fasano con l'Heraclea, in una lotta per la promozione dalla quale sembra stia abdicando anche il Martina dopo il pesantissimo 0-4 incassato a domicilio dalla Virtus Francavilla.
Per quel che riguarda gli altri verdetti della ventesima giornata del girone H di Serie D, risultato di parità tra Afragolese e Nola (0-0), Gravina e Nardò (2-2), e tra Manfredonia e Pompei (0-0).
Importanti successi in chiave salvezza infine della Real Normanna sull'Acerrana (2-0), e del Francavilla in Sinni, uscito vittorioso (1-0) dal derby di Ferrandina.
Ci voleva davvero questa ventata d'aria fresca, pur con tutto il sacrosanto rispetto che si deve a un serio professionista come mister Massimo Pizzulli.
Ma il calcio è fatto di momenti, e spesso di semplici quanto atroci coincidenze, come ad esempio il capitare nel posto giusto nel momento sbagliato.
Nel calcio poi, come del resto nella vita, vi sono quei turning point che cambiano completamente gli eventi. Prendete Matheus Da Silva, dato praticamente per partente proprio in direzione Sarno nella serata di lunedì scorso, e poi match winner della partita a favore del Barletta.
Poi vi è naturalmente il lato tecnico della questione, con un Barletta che, specie nel primo tempo, è stato capace di sciorinare gran calcio con un 4-4-2 offensivo di stampo britannico con finalmente due attaccanti a dividersi l'area di rigore avversaria, e con due esterni offensivi finalmente coadiuvati anche dalla spinta di quelli che una volta venivano definiti terzini.
Ma oltre a questi numerini, che spesso e volentieri lasciano il tempo che trovano, a confortare è stato l'atteggiamento generale della squadra, che sin dalle primissime battute ha letteralmente azzannato l'avversario con voglia, spirito, determinazione, e finalmente con quel senso di appartenenza perfettamente rappresentato dall'incontenibile gioia di Michelino Di Cuonzo sotto la Nord, e poi dall'abbraccio non certo banale del giovanissimo attaccante Barlettano con un monumento biancorosso come Vincenzo Lanotte il quale, parliamoci chiaro, rappresenta di fatto ben più che un semplice componente dello staff tecnico del nuovo mister Massimo Paci.
Di quest'ultimo, infine, nell'attesa di poter via via analizzare i suoi princìpi tecnici, piace la serena ma ferma lucidità, soprattutto nel ribadire le ambizioni del Barletta edizione 2025/26, aggiungendo a tutto questo quel "non abbiamo ancora fatto niente" che tante soddisfazioni ha dato qualche anno fa alla piazza biancorossa, seppur con altri interpreti.
Poi naturalmente c'è da fare i conti con le avversarie, in principal modo con una Paganese che ha piegato di misura una Fidelis Andria completamente stravolta nell'organico e nelle ambizioni. Stesso discorso per il Fasano con l'Heraclea, in una lotta per la promozione dalla quale sembra stia abdicando anche il Martina dopo il pesantissimo 0-4 incassato a domicilio dalla Virtus Francavilla.
Per quel che riguarda gli altri verdetti della ventesima giornata del girone H di Serie D, risultato di parità tra Afragolese e Nola (0-0), Gravina e Nardò (2-2), e tra Manfredonia e Pompei (0-0).
Importanti successi in chiave salvezza infine della Real Normanna sull'Acerrana (2-0), e del Francavilla in Sinni, uscito vittorioso (1-0) dal derby di Ferrandina.