Via dei Muratori, il debito in Commissione: al centro il tema dell’inerzia

La riflessione dell’imprenditore Aldo Musti

giovedì 3 settembre 2026 3.01
«Seduta serena, questo pomeriggio, della III Commissione consiliare permanente "Affari Finanziari" del Comune di Barletta, chiamata ad esaminare il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza n. 5724/2026 del Consiglio di Stato». Così l'imprenditore Aldo Musti.

«Ho partecipato alla riunione su formale invito della Commissione, portando all'attenzione dei componenti la richiesta già formulata nei giorni scorsi: non limitarsi all'aspetto contabile, ma approfondire anche il percorso amministrativo e processuale che ha condotto al debito.

Nel corso della seduta è stato consegnato ai componenti uno schema cronologico, acquisito agli atti, che richiama alcuni passaggi essenziali: l'indirizzo consiliare del 2011, confermato nel 2019; l'affidamento del 2023 per la progettazione definitiva ed esecutiva e la successiva sospensione; la sentenza TAR n. 81/2024; la sentenza di ottemperanza n. 1373/2025 e, infine, gli atti predisposti per l'appello al Consiglio di Stato.

Il filo conduttore indicato nello schema è quello dell'inerzia. Non come giudizio personale nei confronti degli uffici, ma come profilo che emerge dagli stessi atti predisposti per l'appello, nei quali il Settore Lavori Pubblici ha rappresentato il protrarsi dei tempi come conseguenza della complessità del procedimento e delle attività istruttorie ritenute necessarie. Proprio su questo punto è stata posta la richiesta di chiarimento.

La domanda lasciata formalmente alla Commissione è semplice: quali attività concrete risultano svolte tra questi passaggi e quali impedimenti amministrativi o istruttori hanno realmente ostacolato l'approvazione del progetto definitivo? Una domanda che mette in fila tempi e scadenze: dagli indirizzi politici del 2011 e del 2019, fino alle successive pronunce del giudice amministrativo che hanno imposto al Comune di determinarsi sul progetto definitivo.

La Commissione ha preso atto della documentazione consegnata e la richiesta di approfondimento è stata riportata nel verbale, con l'obiettivo di ottenere ulteriori informazioni nel successivo passaggio in Consiglio comunale.

Il riconoscimento del debito non viene messo in discussione. Il punto è un altro: se una sentenza produce un costo per l'Ente, è legittimo chiedere che insieme alla cifra venga spiegato anche il percorso che ha portato a quel risultato. Pagare è un adempimento dovuto; comprendere come si sia arrivati a pagare è una questione di trasparenza amministrativa».