Una panchina rossa per Elisa Claps: a Barletta un simbolo contro la violenza

L'iniziativa delle Divine del Sud a Palazzo San Domenico

sabato 14 febbraio 2026 20.11
A cura di La redazione
Nel giorno di San Valentino, Barletta ha scelto di parlare di ciò che l'amore non deve mai fare. A Palazzo San Domenico è stata inaugurata una panchina rossa dedicata a Elisa Claps, simbolo della lotta contro l'amore malato, la violenza e il controllo.
Un gesto dal forte valore simbolico che si inserisce nel progetto nazionale itinerante promosso dall'associazione Divine del Sud, nato nel 2025 per sensibilizzare sul tema del femminicidio e mantenere viva la memoria della giovane potentina, attraversando scuole e istituzioni con testimonianze e momenti di confronto.

La storia di Elisa Claps resta una ferita nella coscienza collettiva del Paese. Nata a Potenza il 21 gennaio 1977, scomparve il 12 settembre 1993 a soli 16 anni. Dopo 17 anni di silenzio, il suo corpo fu ritrovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità. Una vicenda che ha segnato profondamente l'Italia e che ancora oggi richiama alla responsabilità collettiva.

«Barletta sceglie di parlare anche di ciò che l'amore non deve mai fare», ha dichiarato la presidente delle Divine del Sud, Francesca Rodolfo. «Abbiamo pensato a Elisa perché è una ferita ancora aperta per l'Italia intera». Rodolfo, lucana e pugliese d'adozione, ha ricordato l'atmosfera che si respirava in Basilicata nei giorni della scomparsa: «Eravamo sostanzialmente coetanee, ricordo benissimo quei momenti». L'associazione è attiva con azioni di prevenzione e ascolto, tra cui la "Stanza Divina", uno spazio dedicato alle vittime di violenza, realizzato con il supporto della Questura. «La situazione non è bellissima – ha sottolineato Rodolfo –. Questa stanza sta lavorando molto, purtroppo perché c'è tanta violenza in giro. Dobbiamo cercare di arginarla anche con iniziative come questa».

Sul fronte della prevenzione è intervenuto anche il questore della Bat, Alfredo Fabbrocini, evidenziando l'impegno costante delle forze dell'ordine: «Siamo molto attivi sia nella prevenzione sia nell'intervento quando questi casi accadono. L'attività preventiva occupa ormai il 40% del nostro impegno quotidiano. Dare strumenti ai ragazzi per difendersi e agli uomini per non commettere certi reati agevola anche il nostro lavoro».

Commosse le parole di Gildo Claps, fratello di Elisa e fondatore dell'associazione Penelope. «Giornate come questa rappresentano la testimonianza di quanto questa storia abbia segnato un Paese intero. Negli ultimi anni ci sono state tantissime iniziative simili: sono momenti di memoria per le numerose vittime che la cronaca continua purtroppo a restituirci. Dobbiamo riflettere su quanto sta accadendo».

Claps ha ricordato la sorella come «una ragazza di 16 anni, con tanta ingenuità, finita in una trappola mortale». Trent'anni fa non si parlava ancora diffusamente di stalking o femminicidio, «ma Elisa è stata esattamente vittima di tutto questo».
La panchina rossa inaugurata a Palazzo San Domenico diventa così non solo un simbolo di memoria, ma un impegno concreto per la città: trasformare il ricordo in consapevolezza e la consapevolezza in prevenzione, affinché nessun'altra storia debba aggiungersi a quella di Elisa.