Trasloco “D’Azeglio”: «Sindaco si fermi e tuteli il futuro della scuola e i diritti degli alunni»
La nota del Partito Democratico
domenica 8 febbraio 2026
18.04
«Il prossimo 5 marzo, gli alunni della scuola dell'infanzia e primaria "D'Azeglio" dovranno, insieme ai loro insegnanti e a tutti gli operatori scolastici, lasciare l'istituto per trasferirsi altrove, con la speranza, solo quella, a fronte di tale disagio nel bel mezzo dell'anno scolastico, che possano iniziare i lavori di adeguamento sismico nella loro scuola». Così la capogruppo Pd Rosa Cascella e i consiglieri comunali Lisia Dipaola, Santa Scommegna e Pinuccio Paolillo.
«Lavori per i quali il tempo è scaduto, il finanziamento è perso. Lavori per i quali, al momento, non ci sono proroghe, non ci sono fondi. L'Amministrazione comunale, però, e in primis il sindaco Cannito, e gli assessori all'Istruzione e ai Lavori Publlici, Massimiliano e Giuseppe Dileo, hanno deciso di procedere ad ogni costo, ingaggiando un faccia a faccia irragionevole, duro e incomprensibile con la dirigenza scolastica e il Consiglio d'Istituto che ne rappresenta la comunità di genitori, famiglie e alunni. Lavori per i quali il sindaco sarebbe disposto perfino a indebitare le casse della città. Perché non fermarsi, perché non usare un percorso differente? Perché mettere a rischio tutto e non confrontarsi con lucidità con chi, più di tutti, pagherebbe tale scelta?
Questo ennesimo ultimatum alla "D'Azeglio" ha portato il Consiglio d'Istituto a chiedere un ulteriore incontro all'Amministrazione comunale. Ma mentre la data del trasloco si avvicina, da palazzo di città non v'è stato alcun riscontro.
Sindaco, noi crediamo ancora nella forza del dialogo, ci speriamo e ci proveremo fino all'ultimo, insieme ai genitori, agli insegnati, ai bambini e a tutti gli operatori scolastici. In ballo ci sono i loro diritti e quelli di un'intera comunità scolastica, forte di una storia che si è costruita in quasi un secolo e che ora rischia di finire nella maniera più terribile che ci sia, con il portone chiuso e il timore che la campanella che non suonerà mai più.
Per questo, siamo disposti a tutto, anche a immaginare un altro percorso, invocando un ricorso giudiziario d'urgenza visto il danno imminente e irreparabile che potrebbe derivare all'istituto dalla sua chiusura, in assenza di certezze, di fondi, di prospettive, di un cronoprogramma. Di contro, soltanto una cosa è certa: l'atteggiamento dispotico, unilaterale di un sindaco di andare contro la volontà di una parte della comunità che amministra, contro quello che sarebbe più giusto per i bambini di questa comunità. Una comunità che chiede e vuole con forza che la scuola "D'Azeglio" venga ristrutturate e adeguata ai più moderni standard di sicurezza, perché lì dentro ci sono i nostri bambini, ma che ciò avvenga a bocce ferme, avendo certezza di tempi, soldi, programmi, progetti. Non senza alcun criterio, rischiando che quel luogo resti chiuso, inutilizzato e a morire, per poi cambiarne l'anima per sempre».
«Lavori per i quali il tempo è scaduto, il finanziamento è perso. Lavori per i quali, al momento, non ci sono proroghe, non ci sono fondi. L'Amministrazione comunale, però, e in primis il sindaco Cannito, e gli assessori all'Istruzione e ai Lavori Publlici, Massimiliano e Giuseppe Dileo, hanno deciso di procedere ad ogni costo, ingaggiando un faccia a faccia irragionevole, duro e incomprensibile con la dirigenza scolastica e il Consiglio d'Istituto che ne rappresenta la comunità di genitori, famiglie e alunni. Lavori per i quali il sindaco sarebbe disposto perfino a indebitare le casse della città. Perché non fermarsi, perché non usare un percorso differente? Perché mettere a rischio tutto e non confrontarsi con lucidità con chi, più di tutti, pagherebbe tale scelta?
Questo ennesimo ultimatum alla "D'Azeglio" ha portato il Consiglio d'Istituto a chiedere un ulteriore incontro all'Amministrazione comunale. Ma mentre la data del trasloco si avvicina, da palazzo di città non v'è stato alcun riscontro.
Sindaco, noi crediamo ancora nella forza del dialogo, ci speriamo e ci proveremo fino all'ultimo, insieme ai genitori, agli insegnati, ai bambini e a tutti gli operatori scolastici. In ballo ci sono i loro diritti e quelli di un'intera comunità scolastica, forte di una storia che si è costruita in quasi un secolo e che ora rischia di finire nella maniera più terribile che ci sia, con il portone chiuso e il timore che la campanella che non suonerà mai più.
Per questo, siamo disposti a tutto, anche a immaginare un altro percorso, invocando un ricorso giudiziario d'urgenza visto il danno imminente e irreparabile che potrebbe derivare all'istituto dalla sua chiusura, in assenza di certezze, di fondi, di prospettive, di un cronoprogramma. Di contro, soltanto una cosa è certa: l'atteggiamento dispotico, unilaterale di un sindaco di andare contro la volontà di una parte della comunità che amministra, contro quello che sarebbe più giusto per i bambini di questa comunità. Una comunità che chiede e vuole con forza che la scuola "D'Azeglio" venga ristrutturate e adeguata ai più moderni standard di sicurezza, perché lì dentro ci sono i nostri bambini, ma che ciò avvenga a bocce ferme, avendo certezza di tempi, soldi, programmi, progetti. Non senza alcun criterio, rischiando che quel luogo resti chiuso, inutilizzato e a morire, per poi cambiarne l'anima per sempre».