«Servono più controlli per contrastare abbandoni e randagismo»: la denuncia del canile di Barletta
L’appello di Rosa, una volontaria del canile
giovedì 3 settembre 2026
10.37
«Servono maggiori controlli per contrastare il fenomeno degli abbandoni e del randagismo a Barletta, che sta diventando sempre più frequente». È la denuncia lanciata da Rosa, una volontaria del canile di Barletta, che mette in luce le criticità legate alla presenza dei cani abbandonati in città e alla mancanza di verifiche sui proprietari da parte delle Forze dell'Ordine.
L'appello parte da un post pubblicato sulla pagina social del canile, dove viene mostrata la foto di due nuovi ingressi: Dante e Beatrice. «Due cuccioli di neanche due mesi e credeteci se ve lo diciamo, sono grandi quanto un palmo di mano. Trovati inermi nel mezzo delle campagne. Facciamo anche fatica a non essere offensivi a questo giro, perchè non è accettabile che nel 2026 ci sia ancora chi "butta via" due vite così e rimane ovviamente impunito. Siamo profondamente disgustati e feriti, perché a piangere questi cuccioli rimaniamo sempre e comunque noi. Li abbiamo visti non reagire a nessuno stimolo, in punto di morte, li stiamo vedendo piangere in gabbia e soffrire. Quando le forze dell'ordine inizieranno a controllare i cani detenuti in campagne e box, sarà troppo tardi, perché non ci saremo più noi ad aiutarli», si legge nel post sui social.
Secondo quanto riscontrato dai volontari del canile di Barletta, da sempre attivi e operativi sul territorio, la difficoltà rispetto a qualche anno fa, è che prima i cani randagi erano per lo più animali nati liberi e cresciuti per strada, non socializzati, che potevano quindi essere sterilizzati e reinseriti sul territorio; oggi il problema è completamente l'opposto: i cani abbandonati sono spesso di proprietà e sono cresciuti in famiglia.
«In questo periodo storico è cambiato il fenomeno del randagismo - spiega Rosa - e questa è la parte più dolorosa e più difficile da affrontare per noi in canile, perchè spesso ci ritroviamo a raccogliere per strada cani che non possiamo reinserire sul territorio, perché sono cani che non sono in grado di sopravvivere per strada. In secondo luogo non possiamo farlo perché sarebbe un ulteriore abbandono per loro. Quindi la problematica principale è che mancano i controlli, perché la gente senza cuore e senza empatia esisterà sempre. Il problema è che questo tocca le Forze dell'ordine, il Comune e chi è ai piani alti per controllare questo fenomeno. L'abbandono degli animali è un reato, la negligenza è un reato ma nessuno paga. Non vengono effettuati controlli sui microchip che sono l'unico modo per accertare la provenienza di un animale; gran parte dei cani detenuti nelle campagne o box, non sono microchippati e quindi i proprietari si sentono liberi di abbandonarli».
«Dante e Beatrice ora sono al sicuro - prosegue la volontaria - verranno curati e nutriti come meritano e se avranno fortuna, troveranno una famiglia che li ami, per davvero questa volta. Noi ce la metteremo tutta, come sempre. Aiutateci a diffondere gli appelli, senza il vostro aiuto non serve a nulla».
L'appello parte da un post pubblicato sulla pagina social del canile, dove viene mostrata la foto di due nuovi ingressi: Dante e Beatrice. «Due cuccioli di neanche due mesi e credeteci se ve lo diciamo, sono grandi quanto un palmo di mano. Trovati inermi nel mezzo delle campagne. Facciamo anche fatica a non essere offensivi a questo giro, perchè non è accettabile che nel 2026 ci sia ancora chi "butta via" due vite così e rimane ovviamente impunito. Siamo profondamente disgustati e feriti, perché a piangere questi cuccioli rimaniamo sempre e comunque noi. Li abbiamo visti non reagire a nessuno stimolo, in punto di morte, li stiamo vedendo piangere in gabbia e soffrire. Quando le forze dell'ordine inizieranno a controllare i cani detenuti in campagne e box, sarà troppo tardi, perché non ci saremo più noi ad aiutarli», si legge nel post sui social.
Secondo quanto riscontrato dai volontari del canile di Barletta, da sempre attivi e operativi sul territorio, la difficoltà rispetto a qualche anno fa, è che prima i cani randagi erano per lo più animali nati liberi e cresciuti per strada, non socializzati, che potevano quindi essere sterilizzati e reinseriti sul territorio; oggi il problema è completamente l'opposto: i cani abbandonati sono spesso di proprietà e sono cresciuti in famiglia.
«In questo periodo storico è cambiato il fenomeno del randagismo - spiega Rosa - e questa è la parte più dolorosa e più difficile da affrontare per noi in canile, perchè spesso ci ritroviamo a raccogliere per strada cani che non possiamo reinserire sul territorio, perché sono cani che non sono in grado di sopravvivere per strada. In secondo luogo non possiamo farlo perché sarebbe un ulteriore abbandono per loro. Quindi la problematica principale è che mancano i controlli, perché la gente senza cuore e senza empatia esisterà sempre. Il problema è che questo tocca le Forze dell'ordine, il Comune e chi è ai piani alti per controllare questo fenomeno. L'abbandono degli animali è un reato, la negligenza è un reato ma nessuno paga. Non vengono effettuati controlli sui microchip che sono l'unico modo per accertare la provenienza di un animale; gran parte dei cani detenuti nelle campagne o box, non sono microchippati e quindi i proprietari si sentono liberi di abbandonarli».
«Dante e Beatrice ora sono al sicuro - prosegue la volontaria - verranno curati e nutriti come meritano e se avranno fortuna, troveranno una famiglia che li ami, per davvero questa volta. Noi ce la metteremo tutta, come sempre. Aiutateci a diffondere gli appelli, senza il vostro aiuto non serve a nulla».